Cronaca Bianca

CASERTA/ Centinaia e centinai di furbetti se la spassano vivendo gratis nelle case di proprietà del comune

Ancora una volta, il consigliere comunale di opposizione Luigi Cobianchi coglie un aspetto importantissimo della cattiva amministrazione che ha contraddistinto gli ultimi 20 anni


Ancora una volta, il consigliere comunale di opposizione Luigi Cobianchi coglie un aspetto importantissimo della cattiva amministrazione che ha contraddistinto gli ultimi 20 anni della vita della città capoluogo. Un numero enorme di rogiti non sono mai stati trascritti nel registro della Conservatoria. Ora occorrerebbe una complessa opera di ricognizione, da fare insieme all'Agenzia del territorio. Ma queste sono grandi imprese, per grandi uomini delle istituzioni... CASERTA - Una grande amministrazione, grandi uomini delle istituzioni non hanno paura dei cimenti difficili. Anzi, vanno a cercarseli, perché sanno, che al di là della routine delle parole leggere, che ogni giorno popolano e costellano il tran tran dell'esercizio amministrativo al di là delle piccole propagande, delle costanti citazioni di se stessi, al di là di tutto questo per calcare un'impronta, per rimanere alla storia, occorre che l'apparentemente impossibile diventi possibile, anzi praticabile, anzi affrontabile, anzi risolvibile. Prendete questa vicenda del patrimonio del comune di Caserta. Centinai e centinaia di case che, da 30 anni a questa parte, nelle varie lottizzazioni, il comune ha acquisito perlopiù da palazzinari mattonari che compensavano il pagamento dell'antica Bucalossi, che oggi è stata ridefinita con la locuzione "oneri di urbanizzazione", no con la moneta sonante, ma cedendo al comune la proprietà di immobili e di appartamenti. Ebbene, oggi, il consigliere comunale Luigi Cobianchi, ancora una volta, dimostra di essere l'unico a cogliere gli aspetti seri, autenticamente dirimenti delle problematiche che affliggono Caserta. Da quasi due anni tenta invano di suggerire una linea di comportamento che, attraverso magari un'utilizzo di personale distaccato dall'Agenzia del territorio possa riprendere il filo di tutto quello che al comune di Caserta è sfuggito negli ultimi 20 anni, dato che ci sono centinaia e centinaia di case e di immobili che date in proprietà al comune non sono state mai trascritte nel registro della Conservatoria. Dunque, il comune non li conosce, i vecchi proprietari pensano di averle vendute al comune e dentro ci abitano tanti furbetti che "si sono rubati" letteralmente una casa, creando un danno devastante alle casse pubbliche, proprio nel momento in cui, anche a causa del dissesto, ma non solo, il comune di Caserta applica le aliquote tra le più alte d'Italia sul fronte Imu. Tutta da leggere la nota di Cobianchi. Gianluigi Guarino   QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLA NOTA DEL CONSIGLIERE COMUNALE DI OPPOSIZIONI LUIGI COBIANCHI

enti assistenziali, soppressi nel 1978….

…. a caserta, hanno continuato per trentacinque anni ad “assistere”….

….Il problema è: chi?

 

di Luigi Cobianchi

            Una delle problematiche più gravi ed evidenti che sollevai, per primo, all’inizio dell’attuale Consiliatura e che non poco ha riverberato – e riverbera – sulle precarie condizioni economiche in cui versa l’Ente è l’assoluta misconoscenza del Patrimonio immobiliare. Un Patrimonio di tutto rispetto, costituitosi nel tempo, grazie alle sane amministrazioni dei tempi più antichi, della tanto vituperata Democrazia Cristiana, fino a quando si arrivò al lento, progressivo declino, soprattutto morale, che ha inizio con un evento preciso: il terremoto del 1980. Oggi, alla luce delle intercettazioni telefoniche che hanno documentato come, per imprenditori e politici senza scrupoli, la disgrazia altrui può diventare ennesima e preziosissima fonte di arricchimento illecito – mi riferisco ai fatti de L’aquila – quelli che sembravano teoremi dietrologici si rivelano in tutta la loro concretezza e (triste) realtà. L’acme si raggiunse all’inizio degli anni ’90 (del novecento) allorquando anche la classe politica casertana fu letteralmente falcidiata dalla Magistratura e non pochi personaggi, che avevano dominato la scena per decenni, conobbero le patrie galere, ma non per fatti presuntivi, bensì in seguito a  sentenze divenute giudicato. Corsi e riscorsi storici! Alcuni tra questi soggetti hanno avuto anche il coraggio di ripresentarsi, dopo un prudente periodo di oblio che - almeno nelle loro intenzioni – avrebbe dovuto emendare ogni traccia, se non del loro peccato, almeno nei ricordi della Gente Onesta. Ma la cosa più triste, la constatazione più amara è che neanche il carcere sembra aver effetto redentivo sulle volontà più perniciose. E se è vero che i sani modelli, piuttosto che per ovvie influenze “ambientali”, sembrano potere diventare fattore genetico, trasferendosi di padre in figlio, ciò purtroppo si verifica, a maggior ragione, con gli esempi più nefasti. Sicché giovani rampolli, figli “d’arte”, senza alcun merito, in Consiliature più vicine a quella attuale, hanno assalito, con fame atavica, il carrozzone, ricevendo compensi dell’ordine delle centinaia di migliaia di euro per un solo giorno (o, meglio, una sole notte) di “lavoro”. Di fronte alle mie rimostranze, all’epoca di privato Cittadino, dimostrando – ove ve ne fosse bisogno – tutta la loro pochezza, mi risposero con il più becero dei “lei non sa chi sono io”, facendo riferimento ai propri maggiori, fino a costringermi, anzi quasi estorcendomi, contro ogni mio più cristiano costume, a fargli osservare la mia perplessità di fronte al vantarsi di genitori che hanno conosciuto la galera, certo, per carità, lasciando la propria progenie ben più ricca di come mio padre ha lasciato me! Ma io preferisco l’eredità di una memoria morale che mi consente di camminare a testa alta - anche se il costante confronto interino è fonte di continua angoscia - a quella fatta di danaro che, in questo caso, è davvero soltanto vile. Tornando a noi, quelli del post-Terremoto furono gli anni in cui si consolidò la desuetudine di non tenere in ordine i registri patrimoniali, a dispetto di Leggi dello Stato che si perdono nella notte dei tempi (i catasti furono istituiti da Napoleone!). Al di là di ogni altra considerazione, immaginate cosa accadrebbe ad un Libero Professionista, piuttosto che ad un Imprenditore, se non tenesse in ordine, per esempio, i libri contabili?!   Ma si sa, nell’assurdo sistema, indecentemente sperequativo, che la pessima politica ha generato, altro è il Cittadino contribuente, altro è la Pubblica Amministrazione: se l’Ente Pubblico ha un debito, può tranquillamente non pagare o, addirittura cancellarlo, con una semplice, quanto dissennata dichiarazione di dissesto; se ha crediti, ti pignora anche il midollo! A questi comportamenti che non si può che censurare come illeciti, se ne aggiunsero di ancor più gravi ed “originali”: quando le Amministrazioni Casertane, per i motivi più diversi, acquisivano al Patrimonio un immobile, veniva regolarmente fatto il rogito, ma, spesso e volentieri, “sfuggivano” la presentazione delle relative note di trascrizione alla Conservatoria dei Registri Immobiliari. Qualcuno potrebbe dire: una mera disattenzione. Vero, se non fosse per il fatto che una tale mancanza fa sì che è materialmente impossibile attribuire al legittimo proprietario – nella fattispecie la Città di Caserta – i beni non trascritti, che risultano, nella migliore delle ipotesi, in capo alla precedente Proprietà. E di questi beni, in particolare appartamenti, negozi, che ne è stato?! Presto detto, i fortunati amici dei “potenti” di turno li occupano, da decenni, sine titulo, ma, soprattutto, senza corrispondere alcun canone, atteso che il precedente proprietario non lo rivendica, nella convenzione di aver alienato il cespite; la Città di Caserta, nemmeno, perché….. semplicemente ignora di possederlo. Una noblesse d’altri tempi, si potrebbe commentare, propria di un grande e ricco latifondista-filantropo, che fa campare anche i piccoli. Il problema è, tuttavia, che il costo di questa indecente, corrotta prodigalità la paghiamo noi casertani, con l’IMU e la TARSU più alte d’Italia! Ciò in disparte, è eticamente ammissibile che facoltosi furbetti, che non oso chiamare casertani per rispetto a quella casertanità, sana ed operosa, della quale vado orgoglioso (eminentemente borbonica, con buona pace dei detrattori di una delle più grandi ed illuminate Dinastie, i quali a questo aggettivo hanno ostinatamente voluto attribuire un’accezione negativa) occupino gratis prestigiosi immobili in centro, mentre il direttore generale de facto del Comune di Caserta ha l’ardire di dare lo sfratto a virtuose ONLUS, credendo, in tal modo, di “mettersi a posto”, rispetto alle prescrizioni ministeriali che hanno intimato al Comune di Caserta di sospendere i rapporti di comodato d’uso, o, almeno, di riconvenzionarli a titolo oneroso? Non appena ebbi l’onore, grazie alla bonomia dei Colleghi, di assumere la Presidenza della Commissione Consiliare Permanente di Controllo e Garanzia “Atti della Giunta Comunale”, con il pieno appoggio dei Componenti, immediatamente chiamai a formale audizione l’allora Responsabile al Patrimonio, il Quale, con serenità disarmante, all’incalzare delle mie domande, ammise che, da almeno vent’anni, l’Ente non compiva una ricognizione dei propri beni, l’ultima effettuata, peraltro, essendo stata affidata ad un privato, non avendo valore probatorio e certificante.  Ricordandogli che nella veste di Presidente del massimo Organo di Garanzia dell’Ente assumevo la qualità di Pubblico Ufficiale ed invitandolo a prendere atto della gravità delle sue affermazioni, che palesavano comportamenti omissivi anche da parte sua, al di là di quelli dei suoi predecessori, il Dirigente rispose, candidamente, di aver preso servizio solo di recente e che, quindi, non potevano essere attribuite a Lui responsabilità pregresse, ciò che mi costrinse a spiegargli che il c.d. “passaggio di consegne”, al di là degli aspetti più mondani, ha un precipuo significato giuridico: chi riceve le consegne, se non produce contestazioni in un apposito processo verbale, disponendo gli accertamenti più opportuni, ed – ove del caso – denunciando alle Autorità competenti eventuali comportamenti dolosi - fa proprie in toto le responsabilità pregresse. Sta di fatto che, dopo questo intervento così drastico, un mio esposto alla Corte dei Conti, reiterate, quanto pubbliche denunce all’atto di ciascun Consiglio Comunale in sessione di Bilancio, la situazione permane di fatto immodificata. Se non per una singola azione, dal sapore grottesco, la deliberazione della Giunta Comunale n°22/2013, proposta sempre dal direttore generale de facto e rubricata: “Presa d'Atto dei Beni Immobili Intestati all’ex- Ente Comunale di Assistenza di Caserta”. RisparmiandoVi ogni commento sulla sibillinità del titolo, la realtà dei fatti è che con la delibera in parola si provvede, solo nel 2013, ad ottemperare ad un Decreto del Presidente della Repubblica ed ad una Legge della Regione Campania che disponevano, secondo le precipue attribuzioni, la soppressione, sin dal lontano 1978, degli Enti Comunali di Assistenza (E.C.A.) ed il trasferimento delle relative funzioni ed attribuzioni, oltre che dei servizi, dei beni, dei rapporti strumentali e del personale, al Comune nel cui territorio ciascun E.C.A. aveva sede. In altre parole, dopo appena appena TRENTACINQUE anni – e, circostanza non da meno, dopo DUE anni dall’inizio della Consiliatura attuale, nonostante le censure della Commissione Consiliare che presiedo, e mie personali – L’Amministrazione Cittadina “scopre” che vi sono beni patrimoniali dell’ex-E.C.A. che per tutto questo tempo sono stati res nullius! La gravità dello stato di cose che da ciò emerge sta, al di là di ogni altra considerazione, nel fatto che si sta procedendo con il programma delle alienazioni, anche con il benestare dell'Organo Straordinario di Liquidazione, nonostante l’evidente misconoscenza dell'esatto stato patrimoniale dell'Ente, con particolare riferimento ai beni immobili, ciò che potrebbe comportare gravi profili di danno erariale, qualora l'Amministrazione, e/o l'O.S.L., ciascuno secondo le rispettive competenze ed attribuzioni, procedesse con vendite dettate dall'urgenza di far cassa, esponendo l'Ente al rischio concreto di privarsi di beni prestigiosi e/o che potrebbero essere utilizzati per finalità proprie, semplicemente perché ignora di possedere immobili di minore valore/utilità. Peraltro, ai Colleghi della Maggioranza Consiliare che mi accusano di saper solo criticare, rispondo che, mai come nella fattispecie, nel diagnosticare il male, avevo fornito anche la cura: la richiesta di distacco di Personale dell'Agenzia del Territorio, il Quale desse inizio al lavoro di ricognizione, provvedendo, contestualmente, a formare Dipendenti dell'Ente, di modo che, dopo una fase di affiancamento, fossero in grado di portare a compimento il lavoro. Il progetto in parola, oltretutto, al di là degli aspetti qualitativi di eccellenza, in ragione delle specifiche competenze dell’Agenzia, non comporterebbe maggiori spese per l'Amministrazione, atteso che il ricorso a Personale di altre Amministrazioni dello Stato configurerebbe, ai fini del pagamento degli emolumenti, una mera partita di giro. Sic stantibus rebus, sentiti i colleghi Consiglieri componenti la Commissione di Controllo, in qualità di Presidente ho disposto l'immediata audizione dell'Assessore e del Dirigente al ramo e la trattazione della materia in Aula, chiedendo un parere scritto al Presidente dell'O.S.L., ed al Collegio dei Revisori dei Conti di esprimersi sulla materia, con esplicito, formale invito ad inviare un'informativa alla competente Procura della Corte dei Conti, ove ne ricorressero, anche a Loro avviso, le condizioni. D’iniziativa, ho chiesto, invece, formalmente al Sindaco, ai sensi di Legge, di disporre l'avvio della procedura di responsabilità dirigenziale per i Dirigenti in ruolo, che hanno – od hanno avuto - direttamente, od indirettamente, responsabilità concernenti il Patrimonio Comunale, e di presentare una denuncia-esposto alla Procura della Repubblica, oltre che a Quella della Corte dei Conti, affinché, nelle rispettive competenze, valutino le omissioni, od altri più gravi profili, che siano rinvenibili dall'analisi dei fatti summenzionati, individuando le singole responsabilità, ovvero il danno erariale che detti comportamenti hanno importato ed importano. Inutile dire che fino ad oggi, l’unica risposta è stata….. il silenzio! Troppo impegnati i nostri Amministratori nei giochi di Palazzo, ad incollarsi con l’attaccatutto sulle poltrone, per poter pensare a Caserta ed ai Casertani…..