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MADDALONI ALLE ELEZIONI / Ammazza, che volti nuovi, i grillini della città! Forzisti, mastelliani e pure il figlio di Nicola Corbo

L'insidia più grave, che può diventare esiziale per il movimento 5 Stelle consiste nel rischio di imbarcare tutto, ma anche il contrario di tutto.   MADDALONI - Beppe G


L'insidia più grave, che può diventare esiziale per il movimento 5 Stelle consiste nel rischio di imbarcare tutto, ma anche il contrario di tutto.   MADDALONI - Beppe Grillo ha capito solo negli ultimi giorni della campagna elettorale, che non solo sarebbe andato bene, ma che avrebbe sfondato letteralmente ogni ottimistica previsione. Ma associato ad un successo di queste dimensioni, c'è sempre un consistente numero di effetti collaterali, che si possono configurare come degli autentici virus. Grillo che è uomo intelligente, sa bene di essere prigioniero della sua tetragona rigidità nelle linee d'attacco a tutte le caste del Belpaese. Questa è la sua forza, ma può trasformarsi, cammin facendo, anche nella sua debolezza, in quel virus che iniettato nelle vene del suo movimento, può fiaccarlo, indebolendone la consistente credibilità assunta  quale castigamatti del regime partitocratico, sindacatocratico, castocratico, mignottocratico. I primi segni si sono visti subito dopo le elezioni. Con tutto il rispetto, infatti, per l'ingegnere salernitano Cioffi, titolare di incarichi nel più orribile dei carrozzoni clientelari, il Consorzio di Bonifica di Caserta, mai Grillo avrebbe candidato una persona con l'attitudine ad acquisire prebende di regime, solo se avesse saputo degli incarichi beccati da Cioffi, che, a questo punto è molto meglio che stia alla Camera, che al Senato. Figuriamoci: questo è successo nell'ambito del gruppo dei suoi parlamentari, in un'area di selezione in cui Grillo e Casaleggio avevano la possibilità di effettuare buoni ed efficaci controlli, che efficacissimi, evidentemente, poi, non sono risultati. Ma, ipotizziamo che Grillo cominci a concedere, a cuor leggero, il simbolo del suo movimento per le elezioni nei comuni del Sud. Faccio una scommessa: in un anno il movimento 5 Stelle si suiciderebbe. Oggi ci occupiamo del caso di Maddaloni, ma il problema si presenterebbe dappertutto. Per carità, stiamo parlando di persone perbene fino a prova contraria, che non possediamo nel modo più assoluto. Ma mi spiegate cosa c'entra il movimento 5 Stelle, gli ideali testimoniati da Grillo, le sue parole d'ordine, i suoi proclami, le sue intemerate, le sue catilinarie, con percorsi politici come quelli dell'ex forzista Fabrizio Crisci o del mastelliano Gennaro Cuccaro  o, ancora di Fabrizio Corbo, figlio di Nicola Corbo, quest'ultimo personaggio notissimo a Maddaloni, giù assessore, già candidato sindaco, con un lunghissimo curriculum politico che l'ha visto sempre impegnato nel movimentismo reducistico post democristiano. Insomma, c'è paleocorbo, come abbiamo scritto nei giorni scorsi e, siccome Maddaloni, non si fa mancare nulla, ora c'è anche "Neocorbo", che è una improvvisa follia della genetica, che proietta la tradizione, il portato, la mentalità di una famiglia che è stata sempre presente nei gangli più complessi del rapporto tra politica e studi professionali, all'interno della centrifuga vertiginosissima della scapigliatura grillina. No, così il comico genovese se ne andrà a ramengo. Il suo cupio dissolvi, è inoculato proprio nell'assalto alla sua dirigenza che potrebbe subire nelle contrade meridionali. Gianluigi Guarino