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Nitto Palma, ma come lo rinnovi il partito con questi cadaveri? E intanto mentre Cosentino conta i giorni per la galera, Paolo Romano va in settimana bianca

Deludente riunione ieri sera, venerdì, nella sede provinciale del Pdl. Tranne la Petrenga, gli altri parlamentari svogliati e incapaci per il momento di interpretare lo schema vo


Deludente riunione ieri sera, venerdì, nella sede provinciale del Pdl. Tranne la Petrenga, gli altri parlamentari svogliati e incapaci per il momento di interpretare lo schema voluto dal coordinatore regionale. Solo chiacchiere svogliate sul rinnovo dei coordinamenti cittadini e sulle scelte per le prossime elezioni comunali. E Polverino...   CASERTA -  Non è stata granché la prima riunione del nuovo gruppo dirigente del Pdl casertano. Chiamare il nuovo gruppo dirigente un'organismo formato da Pasquale Giuliano, Angelo Polverino, Paolo Romano, Giovanna Petrenga e Daniela Nugnes, Carlo Sarro ed Enzo D'Anna, sembra una presa in giro o una evidente concessione a un'esercizio di normale ironia giornalistica. Ma in realtà, quella di ieri sera, venerdì, doveva essere una riunione in cui si andava ad attestare un qualcosa di nuovo. Un nuovo che non abitava nell'identità delle persone coinvolte, ma nel metodo. Il coordinatore regionale Francesco Nitto Palma aveva chiesto esplicitamente che tutte le decisioni importanti sul futuro del Pdl casertano fossero prese collegialmente e soprattutto unanimemente dai coordinatori, dai parlamentari eletti e dai consiglieri regionali. Un modo per ridefinire, attraverso un chiaro riconoscimento del peso materiale e specifico dei tre parlamentari rieletti, la centralità sua, della sua delega politica rispetto ad una concezione anarchica e sfascista che ha portato gli uomini che avrebbero dovuto sostenere il Pdl alle ultime elezioni politiche a disimpegnarsi totalmente, come è successo per il governatore Caldoro o, addirittura a votare e far votare per altri partiti, come è successo per il presidente del Consiglio regionale Paolo Romano. Ma Nitto Palma ha bisogno di spalle forti e oggi queste spalle forti non ce l'ha. Giovanna Petrenga era presente, ma al suo fianco non c'era , ieri sera,  Carlo Sarro, arrivato solo negli ultimi minuti. Se Enzo D'Anna c'era nessuno se ne è accorto. Daniele Nugnes ha fatto atto di presenza. Ma Daniele Nugnes non potrà mai essere funzionale alle strategie di Nitto Palma, odiato letteralmente da Mario Landolfi che resta il primo riferimento politico della consigliera regionale delegata all'agricoltura. Insomma un vero e proprio mortorio ieri sera. Stavano lì controvoglia, solo perché Nitto Palma aveva preteso che questo organismo si riunisse. Si sarebbe dovuto parlare, primo, dell'azzeramento di tutti i coordinamenti cittadini, eccettuato quello del capoluogo che dipende direttamente dal coordinamento regionale. Si sarebbe dovuto parlare delle elezioni comunali di Marcianise, di Maddaloni, di San Felice a Cancello e degli altri dodici comuni che andranno al voto a fine maggio. Si è fatto solo finta, come quelli che si fanno il segno della croce per abitudine, ritualità e senz'anche per scaramanzia davanti ad un cimitero. Giuliano ha detto che nei prossimi giorni parlerà (sì, siamo freschi!) con i sindaci e con gli amministratori locali. Quattro fesserie giusto per dire ci siamo visti. E' normale che in un contesto del genere l'iniziativa, pur disordinata, pur individualista, ma sicuramente vitale, dato che è mossa dall' ormai proverbiale spirito stacanovista di Angelo Polverino, finisce per avere la meglio, creando un modello di partito che è esattamente il contrario di quello preconizzato da Nitto Palma nell'ormai famosa riunione dell'Hotel Mediterraneo. Nota a margine: Paolo Romano, ieri sera, non si è presentato. Ha detto di essere in settimana bianca. Non ci stupisce. Non ci stupisce che mentre l'unico artefice della sua carriera politica, cioè Nicola Cosentino, conta i giorni che lo separano dall'ingresso in galera, Paolo Romano festeggia in settimana bianca. In questi anni, gliel'ho scritto mille volte a Cosentino che sarebbe finita esattamente così. Da un orecchi gli è entrato e dall'altro gli è uscito. Pensava, il Cosentino, che il signor Catone e altri connotati di quella forte relazione familiare e di affari tenessero Paolo Romano in squadra. Non lo conosceva bene. O, almeno, non lo conosceva come lo conosceva il sottoscritto. Gianluigi Guarino