Cronaca Nera

Ore 15,46 ESCLUSIVA/ Campochiaro indagato con Diana: favorirono Coppola che non avrebbe dovuto vincere la gara per la nuova sede Gisec

Continua il nostro viaggio di approfondimento nella benemerita maxi inchiesta della Procura sul Consorzio dei rifiuti. In questo caso indagato anche l'ex direttore generale della


Continua il nostro viaggio di approfondimento nella benemerita maxi inchiesta della Procura sul Consorzio dei rifiuti. In questo caso indagato anche l'ex direttore generale della provincia, oggi capo dell'utc di Aversa, e ancora Peppe Venditto, Antonio Gravino e Raffaele Serpico.   SANTA MARIA CAPUA VETERE -  Giovanni Campochiaro, oggi capogruppo del Pdl in consiglio comunale, ieri assessore e vicesindaco del centro sinistra, a S.Maria Capua Vetere, è indagato, come abbiamo scritto già ieri, venerdì, nell'ambito della maxi inchiesta che Procura della Repubblica di S.M.Capua Vetere sta compiendo su una miriade di operazioni, consumatesi negli anni che vanno dal 2008 al 2010. Quello contestato a Giovanni Campochiaro, assunto al consorzio CE2.  proprio negli anni in cui era amministratore comunale di centro sinistra nella città del foro, è uno dei tantissimi casi di presunto utilizzo scellerato del danaro pubblico. Le ipotesi di reato, formulate ai danni di Campochiaro sono quello di falso ideologico e di abuso d'ufficio. Nello stesso episodio sono coinvolti anche altri personaggi dello stesso consorzio e cioè Antonio Gravino, Raffaele Serpico, Giuseppe Venditto, ma anche un personaggio molto noto, che del consorzio non faceva parte, ma in quella situazione contestata rappresentava l'amministrazione provinciale, di cui era direttore generale. Siamo parlando di Alessandro Diana, oggi non più dirigente della provincia, ma capo dell'ufficio tecnico del comune di Aversa. La vicenda è quella del fitto dei locali che oggi ospitano la sede della Gisec, dell'amministrazione provinciale, costituita per gestire tutta la filiera dei rifiuti e che oggi gestisce gli impianti ed è dentro all'unico ambito territoriale, nato dopo lo sfascio del consorzio: l'ambito sud che riunisce, nella gestione della raccolta e dello smaltimento, diversi comuni, soprattutto dell'agro aversano. Secondo i pubblici ministeri che indagano l'operazione di fitto fu una vera e propria schifezza. Questo non lo dicono testualmente i Pm ma lo diciamo noi. Campochiaro, Gravino, Serpico fecero parte della commissione che aggiudicò la gara. Indovinate a chi: naturalmente ai coppola che così diedero un senso a una parte dei loro investimenti, fatti nell'area ex Saint Gobain. Secondo i giudici non era quella di Tecnocampus Srl, società della galassia coppola, la migliore offerta, ma quella GAP. Ma non finisce qui, dato che, secondo i Pm, e aggiungiamo noi, secondo la logica, cosa diavolo centrava il consorzio con una gara che doveva aggiudicare una locazione di un immobile destinato ad ospitare la sede di un ente dell'amministrazione provinciale? E qui arriviamo all'addebito che viene fatto all'allora direttore generale della provincia, Alessandro Diana. " Diana Alessandro - scrivono testualmente i Pm - sollecitava il CUB ad acquisire dei locali per allocarvi la GISEC, circostanza impropria - continuano i Pm, - in quanto delegava ad altro Ente delle competenze proprie, omettendo di valutare i costi, le reali esigenze della Provincia e della Gisec ". Giusto per gradire: contratto di 6 anni con cui i Coppola incassano 271 mila euro all'anno che moltiplicato per sei sono 1 milione 627 mila euro che l'anziano don Cristoforo Coppola avrebbe definito "tre miliardi". Per la Gisec veniva stabilito un canone mensile di 2500 euro. Insomma un inguacchio,con questo Diana che utilizzava il consorzio come una sorte di società immobiliare pur parlando ad un ente che una sente già ce l'aveva e che era già un ente disciolto, come scrivono testualmente i giudici. G.G.