Politica

PDL, batosta a Caserta capoluogo. Testa alta soprattutto grazie all'agro aversano

MAGLIA NERA TRA I GRANDI CENTRI - Nella città di Polverino e di Del Gaudio il partito del centro destra è ben 7 punti al disotto della media provinciale. Tutto questo frutto de


MAGLIA NERA TRA I GRANDI CENTRI - Nella città di Polverino e di Del Gaudio il partito del centro destra è ben 7 punti al disotto della media provinciale. Tutto questo frutto della guerra che il sindaco e il consigliere regionale hanno fatto alla Petrenga e alla Vairo, e della china fallimentare di questa amministrazione   CASERTA - Se la provincia di Caserta, come abbiamo scritto in un altro articolo, si conferma tra quelle più azzurre d'Italia, precisamente la seconda dopo Barletta-Andria-Trani, che la precede di meno di mezzo punto percentuale, questo è stato dovuto al voto straripante per il partito di Berlusconi nei comuni dell'agro aversano del litorale Domizio. A Casapesenna si è superata quota 50%: precisamente il 51,46%. In seconda posizione, Cancello ed Arnone, che nel casino combinato da Emerito con la sua candidatura poi negata per il Pdl, e quello che Ambrosca ha potuto fare per la causa elettorale del Pdl, ma,  fondamentalmente e semplicemente per un attitudine degli elettori a votare centrodestra, ha segnato un 48,59% al Pdl. In terza posizione Frignano che nonostante la candidatura di Luigi Roma con Fratelli d'Italia, ha raccolto il 46,71%. Segue una teoria di comuni tutti attestati bene oltre il 40%, quali Castel Volturno, Mondragone e Casal di Principe dove il Pdl ha raccolto il 45,66%. In questo ambito territoriale va segnalato il dato di Aversa dove il partito ha raccolto il 31% che non è un numero fantasmagorico, ma è uno tra i migliori, anzi il migliore tra le città principali. Vicino al 30% anche i dati di Santa Maria Capua Vetere e Capua. Varca la soglia del 30% Piedimonte Matese, mentre rimanendo ai candidati in campo, Alvignano tocca quota 43%, forse anche a qualche piccolo contributo di valore aggiunto, dato dal sindaco Angelo di Costanzo, rimasto fuori dal Parlamento, al pari di Antropoli, per la miseria di uno 0,36%, 123mila voti su più di 34milioni di voti validi, che alla fine sono stati lo scarto, a livello nazionale tra la coalizione di Bersani e quella di Berlusconi. Marcianise un non disprezzabile 27,73 e a Maddaloni un 32,30 in linea con il dato provinciale. E veniamo alle dolenti note: male, malissimo è andato il Pdl a Caserta capoluogo, a dimostrazione del disimpegno da parte dell'amministrazione comunale. O meglio, a dimostrazione, da un latodel disimpegno, legato al fatto che la Petrenga è vista come il fumo negli occhi dal sindaco Pio Del Gaudio e da Polverino, dall'altro a causa di una sostanziale delusione dei casertani, per la qualità del tutto insufficiente, al limite del fallimentare, dell'azione del governo cittadino, precipitata ai minimi storici, in un contesto urbano caotico, denso di disservizi, in cui si coglie e si respira in ogni angolo della città, la palmare inconsistenza di chi dovrebbe promuovere l'azione di governo. E non è che Caserta abbia segnato una riscossa del Pd, che rispetto al 2008 ha perso 10 punti, attestandosi a un modesto 22%. Grillo benissimo nel capoluogo con il 23 e rotti percento. In poche parole, il risultato del Pdl a Caserta Capoluogo è il peggiore tra quelli raccolti dal partito di Berlusconi nei centri più grandi e tra i peggiori in assoluto, superato da pochi altri. Il che lascia pensare a una stagione politica complessa anche dal punto di vista degli equilibri locali. G.G.