Cronaca Nera

IL VIDEO E LE FOTO - CAMMORRA / Ecco i tre assassini del parcheggiatore ras dei Mazzara, ucciso a CESA nel giugno del 2006

La Dda ha fatto quadrare il cerchio, anche grazie alle esternazioni di alcuni collaboratori di giustizia. L'assassinio (nella foto in altro scattata quel giorno, si vede il cadave


La Dda ha fatto quadrare il cerchio, anche grazie alle esternazioni di alcuni collaboratori di giustizia. L'assassinio (nella foto in altro scattata quel giorno, si vede il cadavere di Martinelli) si consumò davanti ad un supermercato in via Matteotti. Fu ordito ed eseguito Nicola Caterino e dai suoi uomini, rivali dei Mazzara CESA -  Tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del Tribunale di Napoli, nei confronti di altrettanti affiliati al clan dei Casalesi-gruppo Caterino, accusati dell'omicidio di Michele Martinelli. L'agguato fu commesso il 12 giugno 2006 in pieno giorno in via Matteotti a Cesa. I provvedimenti cautelari, eseguiti dai carabinieri del Reparto territoriale di Aversa, riguardano: Nicola Caterino detto o'cecato, referente per conto del clan dei Casalesi-fazione Bidognetti a Cesa; Lorenzo Ventre, referente dello stesso gruppo a Lusciano e Giovanni Cellurale. Nelle foto, Nicola Caterino, Giovanni Cellurale e Lorenzo Ventre La vittima fu raggiunta da numerosi colpi d'arma da fuoco mentre era intenta a svolgere compiti di parcheggiatore nel piazzale antistante un supermercato. Le indagini - si legge in una nota del procuratore aggiunto della Dda di Napoli, Federico Cafiero de Raho - hanno permesso di ricostruire la dinamica dell'omicidio risalendo sia al numero dei colpi esplosi, alcuni dei quali raggiunsero alcune auto in sosta, sia ai ruoli ricoperti dagli autori dell'agguato il cui esecutore materiale è stato individuato in Lorenzo Ventre. Il movente dell'efferato delitto va ricercato nella faida che, nel 2006, si verificò a Cesa fra il gruppo di Nicola Caterino e quello dei fratelli Amedeo, Giovanni e Nicola Mazzara, fra di loro in conflitto per l'egemonia criminale sul territorio. Di estremo rilievo per la ricostruzione della vicenda si sono rivelate le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia affiliati ai due gruppi criminali direttamente coinvolti nella faida, tra cui Luca Mosca che risulta aver preso parte all'agguato.