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CASERTA/ Il dilemma della Pomposo: fare o non fare il ricorso al Tar, per entrare in consiglio al posto di Luigi Bologna

La delibera del consiglio che ha surrogato il defunto Falco, non si basa su una sentenza di un organo della giurisdizione, ma su un orientamento amministrativo del Ministero degli


La delibera del consiglio che ha surrogato il defunto Falco, non si basa su una sentenza di un organo della giurisdizione, ma su un orientamento amministrativo del Ministero degli Interni, fondata su una stravagante considerazione dei resti dentro alla ripartizione dei seggi, tra le liste delle coalizioni perdenti. Caserta – Nicoletta Pomposo non ha espresso pubblicamente il suo disappunto per la decisione assunta dal consiglio comunale che, sulla scorta di un parere dato dalla Prefettura, ha surrogato il consigliere comunale defunto, Luigi Falco, con il più votato della lista Sei Caserta, Luigi Bologna. Il parere della prefettura non è attinto da una sentenza di n tribunale civile o amministrativo che sia, ma semplicemente da un non meglio precisato, per il momento, orientamento, del Ministero degli Interni, che attua la surroga di un candidato sindaco sconfitto, defunto o dimissionario, andando a recuperare il seggio non attraverso la verifica del miglior resto assoluto, ma premiando il miglior resto della lista, appartenente alla coalizione in questione, che non ha espresso un consigliere. Il che definisce dei profili tutt’altri che rassicuranti, dal punto di vista della democrazia, dato che il resto di un seggio pieno, non è un’astruseria aritmetica, ma è semplicemente il calcolo che va a premiare il partito, che pur non essendo riuscito ad ottenere il primo o un altro seggio pieno, presenta la cifra più prossima all’unità Insomma, per una banale questione di democrazia, il seggio sarebbe toccato al partito della coalizione di Luigi Falco, con il resto più alto e cioè al Fli. In questo caso sarebbe entrata in consiglio Nicoletta Pomposo. L’interpretazione piuttosto stravagante del consenso democratico, realizzata dal Viminale, ha determinato, dunque, altre condizioni. Condizioni favorevoli all’ingresso di Luigi Bologna, il quale ha pensato bene di rispettare subito, politicamente, il consenso che ha avuto, portandolo da un’altra parte e cioè nella maggioranza. Non ha aderito ufficialmente al Pdl ma farà da ruota di scorta a Polverino e Del Gaudio. Ora bisognerà vedere se la Pomposo se la sentirà o meno di spendere una bella cifretta per presentare ricorso al Tar, chiedendo l’annullamento della delibera di surroga. Al di là del suo interesse personale, sarebbe un momento interessante, perché un tribunale e non un ufficio ministeriale di passacarte di pronuncerebbe su una questione che investe la materia delicatissima della rappresentanza, intesa come asse portante della democrazia. Staremo a vedere g.g.