Politica

IL PUNTO/Polverino simpatico ma non ne azzecca una. Se la Petrenga rinuncia Vairo coordinatrice cittadina

Infallibile quando c'è da andare a caccia di voti, fragile, incredibilmente fallace quando c'è da articolare una strategia politica. Prima l'accordo (sbagliato) con Cosentino, o


Infallibile quando c'è da andare a caccia di voti, fragile, incredibilmente fallace quando c'è da articolare una strategia politica. Prima l'accordo (sbagliato) con Cosentino, ora l'abbraccio con Caldoro e Romano, che non lo porta da nessuna parte, dato che Nitto Palma e la Mussolini...   CASERTA - Angelo Polverino è un emotivo. Un passionale della politica. Il che gli dà un quid in più quando emotivamente si coinvolge nelle battaglie elettorali. E quando parliamo di battaglie elettorali ci riferiamo a quelle che lo coinvolgono direttamente, non certo a quelle che stiamo vivendo nel presente. Ma questa emotività, quella miccia corta che conduce in un tempo troppo rapido dalla causa all'effetto, effetto, il quale in termini di posizioni e determinazioni è indotto dalla causa stessa, lo espongono ad una serie di marchiani errori. Neanche lo facesse apposta, il buon Angelo, che umanamente mi è anche simpatico, non ne azzecca una. Si è messo con Cosentino, perché pensava che Cosentino gli potesse garantire una buona candidatura per il Parlamento  non sapendo che, ammesso e non concesso che Cosentino avesse salvato la propria candidatura, difficilmente avrebbe anteposto, preferito il suo nome a quello dei suoi fedelissimi di sempre. Polverino, dopo la defenestrazione di Cosentino, ha ritenuto, troppo frettolosamente, a proposito di miccia corta, che non solo Cosentino, ma tutto il suo gruppo di esponenti e di dirigenti a lui vicino non sarebbe sopravvissuto alla defezione forzata e forzosa del loro capo, divenendo facile preda del gruppo di potere che fa riferimento al governatore Caldoro e al presidente del Consiglio regionale Romano. Per cui, ha ritenuto di aver pensato bene, ma, in realtà, ha pensato male, di " andare a Canossa" consegnando il suo destino politico a Caldoro e a Romano. Non casualmente, come abbiamo scritto in diverse circostanze, Paolo Romano proprio 24 ore prima l'esclusione di Cosentino dalle liste, ha scritto nello stesso documento un endorsement a favore di Polverino e un attacco durissimo a Giovanna Petrenga e a Carlo Sarro. Ora che è successo: Alfano e il cavaliere hanno trasformato il rango di Nitto Palma da commissariale a strettamente politico, con tanto di formalizzazione della sua nomina a coordinatore regionale. Polverino ha pensato: si tratterà sicuramente di un'operazione provvisoria, legata alle necessita della campagna elettorale. Con questo sfascio che c'è il Pdl andrà male in Campania e a quel punto, quasi per inerzia il pallino andrà nelle mani di Caldoro e Romano. Errore: Francesco Nitto Palma, Polverino l'ha frequentato ma evidentemente non l'ha capito, eppure, la pervicacia, l'insistenza, la determinazione con cui Nitto Palma si è dedicato a presentare il conto a coloro che lo avevano attaccato al tempo in cui, insieme a Cosentino, aveva convocato il congresso provinciale di Caserta, non ha indotto Polverino ad associare a questo profilo psicologico una riflessione politica. Se il Pdl in Campania, come pare stia capitando, recupererà molti dei voti persi negli ultimi due anni del governo Berlusconi, la leadership di Nitto Palma non sarà messa in discussione almeno fino alle prossime elezioni regionali. Nel senso che, se Nitto Palma non dovesse diventare vice presidente del Senato, così come desidera, rimarrebbe in Campania a fare il coordinatore regionale e questo capiterebbe anche se il centro destra dovesse soccombere nella nostra regione. Anzi, soccombendo al Senato, con pochi voti di scarto, la colpa più che ai candidati verrebbe dato allo scarso impegno profuso da Caldoro e dai consiglieri regionali in questa campagna elettorale. Nel prossimo Parlamento oltre a Nitto Palma non andranno in quota Pdl dei fans scatenati di Caldoro. E il fatto che Mara Carfagna sia considerata troppo caldoriana diventa un fatto che non depone a suo favore nel caso in cui, con Nitto Palma vice presidente del Senato, si dovesse procedere ad una ri-determinazione del ruolo di coordinatreo regionale. E poi ce la vedete Alessandra Mussolini, prima campana tra i candidati al Senato, a dare il via libera a quella Carfagna con la quale scambiò simpatici motti salaci ai tempi della "bocchineide"? Al meno che il Pdl e la Carfagna non realizzino un grande exploit a Salerno, ma su questo esistono fondate perplessità. Ergo: questa posizione di Polverino non è utile a un suo rafforzamento politico nel partito e forse neanche nella città di Caserta, dato che sarà Nitto Palma e solo Nitto Palma a gestire fondamentalmente la definizione dei nuovi organigrammi provinciali e cittadini. Ordunque, Polverino, stando cosi le cose, non solo non potrà aspirare al ruolo di coordinatore provinciale, ma dovrà  con ogni probabilità, mordere il freno anche per il coordinamento cittadino, dove la Petrenga rimarrà al suo posto. E se anche la Petrenga dovesse decidere, di sua spontanea volontà, di fare un passo indietro il nome di Adele Vairo che da preside di un liceo con 2000 studenti ha accettato il sacrificio di una candidatura testimoniale, al servizio del partito, sarebbe l'opzione più forte per la leadership cittadina, nel capoluogo, del Pdl.   Gianluigi Guarino