Cronaca Nera

CONSORZIO RIFIUTI, dall'elenco degli indagati manca ancora qualche nome e soprattutto il capo a. Altre sorprese in vista

Evidente che la magistratura inquirente non abbia svelato tutte le carte della sua inchiesta. Da capire se nelle verifiche dei Pm entri a far parte anche l'attività della commiss


Evidente che la magistratura inquirente non abbia svelato tutte le carte della sua inchiesta. Da capire se nelle verifiche dei Pm entri a far parte anche l'attività della commissione che dopo l'avvento di Farina Briamonte si è occupata dei ricorsi presentati sull'azzeramento dei livelli professionali.   CASERTA- Ci sono dei segnali precisi che ci inducono a pensare che la vicenda giudiziaria, relativa ai livelli professionali, attribuiti nel consorzio rifiuti, non si fermerà alla semplice notifica dei 201 avvisi di garanzia. Andando un po' a spanne, ci sembra, ma sul fatto potremo essere più precisi nelle prossime ore, che in quell'elenco manchi qualche nome, anche autorevole, importante e conosciuto, di cui ci siamo occupati più volte su Casertace. Dipendenti del consorzio che hanno visto aumentare il loro livello dal terzo, addirittura fino all'ottavo, proprio nel periodo considerato dall'autorità giudiziaria. A pensarci bene i nomi sono più di uno, ma è giusto che la cosa sia da noi verificata con quel rigorosissimo spirito di analisi approfondite di carte e documenti che contraddistingue da sempre la trattazione giornalistica di Casertace. Secondo punto: gli avvocati e, molto modestamente anche noi, abbiamo notato che le contestazioni formulate a carico degli indagati partano da un capo b. Se c'è b, ci deve essere anche un capo a. E d'altronde le notifiche documentali partano da pagina 4. Cosa significhi questo e a che cosa possa portare, eventualmente, il fatto che non tutti le ipotesi di reato siano state formulate  è facilmente immaginabile a chi si intende anche solo per hobbie di diritto e procedura penale. Terzo punto: l'attività della magistratura, riguarderà solo gli anni precedenti o investirà anche il lavoro della commissione insediata presso l'amministrazione provinciale, con il compito di esaminare i ricorsi presentati dopo l'azzeramento, realizzato da Farina Briamonte, dei livelli professionali attribuita a profusione nell'epoca della presidenza di Enrico Parente e della residenza nella stanza dei bottoni di Giuseppe Venditto? Saranno passati al setaccio gli atti di questa commissione che ha ri-attribuito molti dei livelli tolti. D'altronde se era illegale il fatto di averli attribuiti potrebbe essere illegale il fatto di averli ri-attribuiti. Staremo a vedere... G.G.