Cronaca Bianca

CASERTA IERI&OGGI/ Palazzo delle Poste, ennesima vergogna di una città che non rispetta la sua memoria

Mauro Nemesio Rossi interviene su un altro caso di implacabile decadenza del patrimonio storico del capoluogo.  Caserta - Ci sono dei fabbricati che  determinano la fisionomi


Mauro Nemesio Rossi interviene su un altro caso di implacabile decadenza del patrimonio storico del capoluogo.  Caserta - Ci sono dei fabbricati che  determinano la fisionomia di una città e quindi nel tempo andrebbero curati e protetti. Questo succede in molte parti del mondo ed in altrettante località della nazione. Caserta, invece, naviga contro corrente e dal secondo dopoguerra in poi sembra voler distruggere nel nome di una malcelata modernità la sua storia architettonica. Poche cose si sono salvate, basta ricordare che fine hanno fatto: Palazzo Castropignano, il palazzo del Banco di Napoli nell’attuale Piazza Amico, o semplicemente l’arco di trionfo, un sacrario sacrificato al posteggio sotterraneo solo per fare un favore  al costruttore amico del politico di turno. Che fine farà il Palazzo delle poste in piazza Duomo, di proprietà  della società Poste italiane ora in un completo abbandono ad eccezione di pochi uffici al primo piano ? Negli ultimi tempi i pompieri sono di casa  nella piazza con le loro scale per mettere in sicurezza la facciata che perde pezzi nell’indifferenza dell’amministrazione e degli enti pubblici. Era la domenica  del 5 settembre 1925, quando fu  solennemente inaugurato. La sua costruzione si era iniziata il 1914, e secondo le cronache dell’epoca fu completato:  “grazie allo spirito realizzatore del Governo Fascista, che, sotto la guida del Duce amatissimo, compie i radiosi destini della Patria nostra.” Caserta poteva vantare con quell’inaugurazione  un magnifico edificio, realizzato da due suoi concittadini: il progettista ing. Vincenzo Memma, e l'impresario ing. Antonio Aglione. Con quella inaugurazione  “La Città, che, si poteva dire fino ad allora i trascurata, nonostante la sua passata grandezza fosse ricca di storia, di opere e di monumenti, esultava, perché poteva  vedere, con infinita soddisfazione, uno dei più importanti e delicati servizi pubblici, quale quello postelegrafico, decorosamente sistemato nella superba sede, in cui fu  trasferito.” In perfetto rito  fascista la cerimonia inaugurale assunse il  carattere di una festa cittadina e una esaltazione del lavoro.  Si svolse sotto gli auspici delle locali Gerarchie del Partito Nazionale Fascista, ed  il Governo Nazionale era rappresentato dal sottosegretario di Stato alle Comunicazioni, S. E. il prof. Sergio Panunzio. All’epoca i treni viaggiavano in orario e coprivano il tratto Roma Caserta in poco più di due ore e mezza.. Palazzo delle Poste oggi Panunzio arrivò  dalla Capitale col direttissimo delle ore 11.40, fu  ricevuto alla stazione ferroviaria dal deputato al Parlamento, il nolano on. Paolo Greco, dal vice-prefetto cav. uff. Licata, in rappresentanza del prefetto gr. uff. Bonaventura Graziani, dal comm. Chiaromonte, commissario prefettizio al Municipio, dal pentarca fascista di Caserta ing. Mancusi, per la Federazione Provinciale Fascista, dal comm. lngarriga, commissario prefettizio all'Amministrazione Provinciale, dal comm. Caporaso, commissario straordinario alla Camera di Commercio e Industria, dal gr. uff. Crispo, vice-provveditore alle Opere Pubbliche per la Campania, in rappresentanza di S. E. Giuriati, ministro dei Lavori Pubblici, e del provveditore comm. ing. Cuomo, dal direttore provinciale delle Poste e Telegrafi comm. Piscitelli (con altri funzionari, cioè il cav. Huber, il cav. Pucillo, il cav. Nigro, il cav. Mareoni, il cav. Cavaliere, il cav. Fogliaceo, il cav. Buonocore, il cav. De Leonardis, il dott. Capecelatro, il sig. Nicodemo, il sig. Mazzeo, ecc.), dal console della 141a Legione della Milizia Volontaria per la sicurezza Nazionale comm. Simeoni  dall'intendente di Finanza comm. Falco, dal tenente colonnello dei Reali Carabinieri cav. Carrara, dal comandante della Scuola degli Allievi Ufficiali colonnello cav. Casilini, in rappresentanza del generale comm. Nascimbene, comandante del Presidio, dal capitano David, commissario alla Federazione Provinciale dei Combattenti e delegato provinciale al Movimento Giovanile, dal cav. Vancini, segretario generale della Federazione Provinciale delle Corporazioni Sindacali Fasciste, dal colonnello cav. Labrano, per la Sezione di Caserta del Partito Nazionale Fascista, dal pentarca fascista di Nola avv. De Feo, dal barone Petitti di Ferrazzano, per la Cassa Provinciale di Credito Agrario per Terra di Lavoro, dal comandante del 10° Reggimento Artiglieria colonnello cav. Mazzucca, dal comm. Chiurazzi, in rappresentanza dell'on. Ciardi, segretario capo dell'Associazione Nazionale Postelegrafici Fascisti, e da una Rappresentanza della Sezione di Napoli, dell'Associazione Nazionale Postelegrafici Fascisti con gagliardetto. A rappresentare il vescovo Natale Gabriele Moriondo c’era mons. prof. Minozzi, che celebrò il rito religioso della benedizione del Palazzo e pronunciò  una omelia che elogiava il governo e la laboriosità dei casertani. Il direttore delle poste Piscitelli illustrò il percorso che aveva portato alla realizzazione dell’opera, sorta in area donata dalla munificenza del Comune di Caserta e scelta con felice criterio di centralità e di comodità per il pubblico nelle immediate adiacenze della Prefettura, del Municipio e della Banca d'Italia; “Studiato e perfezionato nelle sue linee esteriori e nei suoi ambienti e particolari interni con intelletto d' amore e magistero di arte, - continuò Piscitelli - in sobrietà ed armonia di stile, da un degnissimo figlio di Caserta, 1'ing. Vincenzo Memma, che con perizia pari alla sua valentia ne ha diretto i lavori dal punto di vista architettonico, estetico ed artistico ; solidamente piantato ed armonicamente quadrato da un operosa e sagace Impresa Casertana, quella dell'appaltatore sig. Aglione, che, insieme all' ing. Memma, considera un po’ suo questo Palazzo, egli che lo ha fatto e visto nascere e 1' ha condotto fino allo stato attuale di finimento e perfezione, come un tenero padre il figliuolo prediletto, il nuovo Palazzo Postelegrafico di Caserta è superba espressione dell'arte e prodotto genuino ed esclusivo di questa Terra operosa, che dal lavoro prende ed ha nome e del lavoro ha tutte le tradizioni e tutte le virtù, di questa Città, che ne è il Capoluogo e che ha dovizia di silenziosi, forti, tenaci e sapienti lavoratori.” Nell’immediato secondo dopoguerra il palazzo fu privato del fascio littorio che sovrastava la facciata. Rimase inattivo per molto tempo quando le Poste Italiane vollero realizzare un'altra struttura equivalente al viale ellittico. Un’opera inaugurata  dal ministro delle Poste e telecomunicazione Giuseppe Tatarella del primo governo Berlusconi. Poi la privatizzazione dell’ente e l’abbandono anche di questa seconda struttura, fortunatamente acquistata dalla Seconda Università di Napoli. Purtroppo il palazzo di Piazza del Duomo oggi non trova acquirenti ed è destinato al più tragico declino. manero