Cronaca Nera

Agg. 17.20 TUTTI I NOMI / CAMORRA 12 arresti. Il postino delle estorsioni alla lavanderia della clinica Pineta Grande era la guardia giurata

L'azienda è L' "American Laundry Ospedaliera". L'alleanza tra i clan casertani e quelli napoletani ha colpito l'impresa che gestiva il servizio negli ospedali e nelle strutture s


L'azienda è L' "American Laundry Ospedaliera". L'alleanza tra i clan casertani e quelli napoletani ha colpito l'impresa che gestiva il servizio negli ospedali e nelle strutture sanitarie del litorale Domizio. Esborsi da 8.000 e 12.000 euro mensili. 400 dipendenti rischiavano il posto di lavoro  Aggiornamento 17.20 Tra i destinatari delle 12 misure cautelari per l'estorsione all'American Laundry figura Antonio Cerullo, guardia giurata in servizio proprio presso l'azienda che ha l'appalto per la fornitura di biancheria a diversi ospedali. Cerullo, come ricostruisce nell'ordinanza il gip Luisa Toscano, recapitava le richieste estorsive al titolare della ditta per conto del boss Francesco Bidognetti, con cui e' imparentato, riscuoteva le tangenti e le recapitava ai suoi referenti. L'indagine, coordinata dai pm Cesare Sirignano e Sergio Amato, si e' avvalsa del contributo di numerosi collaboratori di giustizia. La misura cautelare e' stata notificata anche al boss Giosue' Fioretto, cognato di Anna Carrino, ex compagna del capoclan Francesco Bidognetti e oggi collaboratrice di giustizia. La American Laundry, hanno rivelato i collaboratori di giustizia, fu presa di mira poiche' aveva rapporti di lavoro con strutture sanitarie sia del centro storico di Napoli, controllato dai clan Misso e Lepre (in particolare gli ospedali dei Pellegrini e San Gennaro) sia del Casertano, territorio del clan dei Casalesi (in particolare la clinica Pineta Grande) Aggiornamento 13.54   

    CASTEL VOLTURNO - Un'ordinanza di custodia cautelare a carico di 12 persone e' stata eseguita all'alba di oggi dagli agenti della squadra mobile diretta dal vicequestore Alessandro Tocco. Il provvedimento e' stato emesso dal gip presso il Tribunale di Napoli su richiesta del pm della Direzione distrettuale antimafia. Gli indagati sono accusati di estorsione continuata, aggravata dal metodo mafioso, al fine di agevolare i clan dei Casalesi-gruppo Bidognetti, attivo lungo il litorale domizio e Misso e Lepre attivi a nord di Napoli. In sostanza gli investigatori della mobile, coordinati dalla Dda, avrebbero svelato l'esistenza di un patto criminale siglato agli inizi del 2000 tra i Casalesi e le due cosche di Misso e Lepre allo scopo di gestire congiuntamente le estorsioni ai danni di una lavanderia industriale attiva nel napoletano.   L'APPROFONDIMENTO   Le dodici persone arrestate sono ritenute dalla DDA elementi di vertice della fazione Bidognetti del clan dei Casalesi e dei due clan napoletani dei Misso e dei Lepre. Nel corso delle indagini, condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta, diretta dal vice questore Alessandro Tocco, e' emersa una sinergia tra i tre clan nell'affare delle estorsioni alla lavanderia industriale "American Laundry Ospedaliera", iniziata nel 2000 e attiva fino ad oggi. Tra i destinatari delle ordinanze figurano infatti, Ciro e Patrizio Lepre, boss dell'omonimo clan, Francesco Bidognetti, soprannominato ''cicciotto 'e mezzanotte'', Alessandro Cirillo, detto ''o sargente''. Complessivamente gli indagati sono 26. La presenza del clan dei casalesi nel patto criminale per il pizzo, con i clan napoletani dei Misso e Lepre, e' stata determinata dalla reggenza assunta da Luigi Guida, detto ''o drink', originario del Napoletano, che aveva tenuto in piedi i rapporti con esponenti della camorra napoletana. I casalesi si facevano pagare il pizzo per le commesse ottenute dalla lavanderia nei presidi ospedalieri del litorale Domitio.   LE CREDENZIALI DELLA DITTA Secondo le indagini l'azienda, che conta oltre 400 dipendenti, in occasione delle ricorrenze di Natale, Pasqua e Ferragosto, era costretta a versare tangenti ai clan camorristici quantificate fra gli 8.000 e i 12.000 euro mensili a ciascuna organizzazione camorristica. L'attivita' criminale ha determinato una grave crisi finanziaria dell' azienda, ponendo in grave pericolo la sua stessa sopravvivenza e i 400 posti di lavoro.