Cronaca Nera

Esclusiva/ La moglie di Edgardo Ursomando assunta nella Publiservizi

Si ripete, purtroppo, il malvezzo dei posti di lavoro dati dalla concessionaria più importante del comune di Caserta a congiunti di componenti dell’amministrazione e del consigl


Si ripete, purtroppo, il malvezzo dei posti di lavoro dati dalla concessionaria più importante del comune di Caserta a congiunti di componenti dell’amministrazione e del consiglio comunale, che l’opera della concessionaria dovrebbero controllare. A questo punto formuliamo un umile invito ad Ursomando: si dimetta dalla sua carica. Caserta - Premesso che la Publiservi ha il pieno diritto di assumere chi vuole nel rispetto delle norme e delle procedure. Premesso che la signora Cinzia de Carlo è una persona degna, anzi, degnissima di lavorare all’interno di un ufficio della Publiservizi di Caserta; premesso che questo non è certo il primo caso in cui, l’azienda titolare del più grande servizio in concessione del comune di Caserta, assume congiunti di politici, premesso tutto questo non vi nascondo che la storia di questa particolare assunzione ha una valenza politica superiore alla media delle altre. La signora Cinzia de Carlo è, infatti, la moglie di Edgardo Ursomando, uno dei consiglieri comunali di opposizione che nell’anno e mezzo di questa amministrazione ha meglio onorato il mandato assegnatogli dal popolo sovrano: quello di rappresentare la minoranza oppositrice e controllatrice della città di Caserta. Ursomando non sta vivendo un momento facile, dato che, al pari di altri centinaia e centinaia di dipendenti del Cub, sta soffrendo le pene dell’inferno, per la nota vicenda degli stipendi arretrati. Dunque, la conquista di un posto di lavoro da parte della moglie non può che renderci felici per un verso,ma ci lascia sbigottiti per un altro verso, perché ancora una volta, ripeto, come è successo in passato, accade che un congiunto di un esponente della politica cittadina, un congiunto di un assessore o di un consigliere comunale, viene assunto dall’azienda che, dalla giunta, ma soprattutto dal consiglio comunale, deve essere controllata. Facciamo così: a me è dispiaciuto scrivere questo articolo, ma ad Edgardo Ursomando, formulo un invito, che può forse salvare capa e cavoli, o meglio non salva niente, ma quantomeno limita i danno etico di questa vicenda. Ursomando, a questo punto, deve dimettersi dalla carica di consigliere comunale. E’ ineluttabile. Se non lo fa è dentro parentopoli, in tutto e per tutto. Gianluigi Guarino