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Giuseppe de Lieto, una storia di AVERSA: l'opera di Paolo Santulli

Analisi del testo scritto dall'ex deputato della cittadina normanna   AVERSA - La storia come 'magistra vitae' sarà da qui a quasi un mese trattata, mostrando al pubblic


Analisi del testo scritto dall'ex deputato della cittadina normanna   AVERSA - La storia come 'magistra vitae' sarà da qui a quasi un mese trattata, mostrando al pubblico un libro  di storia scritta dall'ex deputato e attuale consigliere comunale di Aversa Paolo Santulli nel suo testo "Giuseppe de Lieto. Una storia di Aversa". Il libro su Giuseppe de Lieto, raro esempio di amore per il prossimo e rispetto per la dignità della persona umana, è stato pubblicamente edito dalla Collana Cinzia Santulli. Il testo si é avvalso della prefazione di Antonio Marino e della collaborazione e revisione storica del prof. Leopoldo Santagata, distribuendo in tredici capitoli la crudele vicenda terrena del duca de Lieto, sindaco di Aversa dal 1907 al 1910. Grazie ai ricordi di fanciullo dell'on. Santulli e alla collaborazione di Anna de Lieto, ultima testimone della nobile famiglia, sono state messe a disposizione le reliquie di un uomo pubblico che fu pugnalato da Nicola Vitale, un sorvegliato speciale, che, in modo davvero sarcastico, volle distruggere il Capo dell'Amministrazione Comunale semplicemente perché occupava l'onorifica carica. Ci troviamo a scorrere le pagine storiche di personaggi ambivalentemente di spicco come il liberale don Peppuccio Romano, noto esponente della camorra, che contrastava il progressista-socialista on. Capace Minatolo di Bugnano, grande amico del nobiluomo duca Giuseppe de Lieto. E' stata proprio dell'onorevole Santulli la dignitosa iniziativa di  anteporre il nome 'de Lieto'  alla sala consiliare, facendo poi apporre una lapide a perenne memoria all'esterno del plesso. La memoria scritta é il modo migliore per preservare pezzi di storia indimenticabili che, diversamente, rischierebbero di scomparire del tutto, veicolando così le grandi e positive spiritualità del passato verso gli animi gentili dell'età moderna. Ilaria Rita Motti