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VILLA DI BRIANO / La Giovane Italia incontra Nitto Palma e Sarro

Il meeting dal tema "Legalità e Libertà. Io ci credo", si è svolto presso il teatro del santuario della Madonna di Briano   COMUNICATO STAMPA - VILLA DI BRIANO - Giova


Il meeting dal tema "Legalità e Libertà. Io ci credo", si è svolto presso il teatro del santuario della Madonna di Briano   COMUNICATO STAMPA - VILLA DI BRIANO - Giovani e in tantissimi, sabato scorso, sono arrivati da Villa di Briano, Casale di Principe, San Cipriano d’Aversa e Casapesenna per l’incontro organizzato da Giuseppe Fontana, dirigente regionale Giovane Italia, che ha gremito la sala teatro del santuario della Madonna di Briano. Ed i giovani, al grido “Legalità è libertà. Io ci credo”, hanno incontrato l’onorevole Nitto Francesco Palma, coordinatore regionale Popolo della Libertà e già ministro della Giustizia, ed il senatore Carlo Sarro, membro della commissione nazionale antimafia. Nelle domande del pubblico e nell’intervento di Giuseppe Fontana, il sentire di una terra piegata dal pregiudizio che vuole rialzarsi nel diritto, nella speranza e nella legalità. “Alla domanda “Cosa pensi che sia la legalità ?” - ha spiegato Giuseppe Fontana -  forse molti risponderebbero che è il rispetto di norme imposte dall'alto. Io credo che sia invece una pratica quotidiana di regole condivise. Non è un valore “in quanto tale”: è l'anello che salda la responsabilità sociale individuale al concetto condiviso di giustizia; è l’anello di congiunzione tra l'IO ed il NOI. Per questo non servono regole, se le regole non sono giuste. Potrebbero mai funzionare regole intese ed applicate come strumento di repressione “verso tutti”, che non riconoscano l’operato dei singoli ma che fanno di tutta l’erba un unico fascio, ovviamente da buttare? Ci etichettano come un popolo di barbari, “i casalesi”, estendendo il nome di un clan criminale ad una popolazione intera. Le nostre terre, invece, appartengono a noi, alle persone oneste, a chi lavora con sacrificio dodici ore al giorno per dimostrare ai propri figli, ai figli di questa terra, che al di là di luoghi comuni, stereotipi e cliché fin troppo comodi, ci sono coscienze che credono in un concetto condiviso di giustizia”. Pregiudizio confermato dall’onorevole Nitto Palma e dal senatore Carlo Sarro che, narrando al pubblico di Villa di Briano esperienze vissute sulla propria pelle, hanno raccontato di quanto le idee e l’agire possano smentire il pregiudizio, e di quanta strada ancora ci sia da percorrere insieme. “Tacciare questa terra come “mafiosa” – ha commentato l’onorevole Nitto Palma - è un crimine contro il futuro e la speranza. Un crimine che porta la firma anche di giudici, giornalisti e politici, che nell’ipocrisia affondano le radici delle proprie ascese professionali e politiche”. Da qui l’appello del pubblico in sala e del dirigente regionale Giovane Italia Giuseppe Fontana: “Quando arriva dall'alto, il cattivo esempio ha ricadute particolarmente gravi sul senso di legalità. Da un lato rischia di innescare l'imitazione di chi si autogiustifica, dall'altro genera sfiducia, e si lascia passare il concetto: “ma tanto le cose non cambieranno mai”. Noi giovani in queste terre lottiamo per le stesse idee che hanno animato i tanti Falcone e Borsellino. Esprimiamo ogni giorno un senso di ribellione positiva, ma non basta “predicare” la legalità, bisogna praticarla. Non basta blindare un paese per anni per dimostrare che “lo Stato c’è”, per colpire fenomeni isolati ma di grande immagine ed impatto, se poi la sera centinaia di persone oneste devono barricarsi in casa per evitare di essere sequestrati o derubati o stuprati nella loro dignità. La sicurezza, per noi giovani, non può che nascere dalla comprensione dei nostri diritti. Vogliamo un contesto sociale sicuro dove ogni giovane si senta accolto e riconosciuto nella sua dignità, dotato dei mezzi materiali e culturali per studiare, lavorare, amare, coltivare sogni, sentimenti e passioni. In altre parole, per vivere. Io ci credo”.