Politica

La Capacchione va a casa dei Coppola e dice che Castel Volturno è una gran porcheria.

Ne leggiamo tanti di comunicati stampa, ma questo qui, relativo alla visita della candidata Pd nella sede dell'Unione Industriali di Caserta, ci ha punto l'ingegno.   Cas


Ne leggiamo tanti di comunicati stampa, ma questo qui, relativo alla visita della candidata Pd nella sede dell'Unione Industriali di Caserta, ci ha punto l'ingegno.   Caserta - Rosaria Capacchione a casa dell'Unione Industriali di Caserta punge certe suggestioni, alcune collimanti con le normali relazioni che può avere con certi mondi, una che ha fatto la giornalista nel giornale più borghese, pardon, borghesoide che c'è, altre che fanno un pò a pugni tra di loro e stimolano la nostra attitudine a guardare un pelo al di là del nostro naso. La Capacchione, candidata al Senato del Pd, è andata stamattina nella sede degli industriali in via Roma e ha anche detto, tra tante cose ordinarie e di rituale adesione al programma nazionale del Pd o relative alla ancor più normale prosa sulla necessità ineludibile di liberare la Reggia dal suo degrado trasformandola in risorsa di sviluppo, delle parole meno rituali. Per esempio, ha parlato di Castel Volturno come luogo emblematico del degrado civile e morale di questo territorio. Purtroppo, il comunicato stampa, che dà conto della visita di stamattina, scritto con preciso ma freddo e meccanico contenuto cognitivo, non aggiunge niente, non precisa, non argomenta, non approfondisce la battuta su Castel Volturno. Castel Volturno è il luogo dove i Coppola hanno fatto il bello e il cattivo tempo per 40 anni. E' il luogo che ha rappresentato il maggior e più fertile vivaio in cui si è consolidata quella mentalità diffusa, quel senso comune, diffuso tra la stragrande parte dei cittadini di Terra di lavoro, che anche stamattina la Capacchione ha bollato di corresponsabilità in relazione al mancato decollo economico di questa provincia. Ebbena, la Capacchione ha pronunciato quella parola, autentico passepartout per aprire il vaso di Pandora di tutte le nefandezze di questa provincia. L'ha pronunciata questa parola proprio nel luogo in cui i Coppola hanno messo le tende da decenni, che controllano militarmente, avvicendando i vari presidenti a loro piacimento. Un territorio, quello dell'Unione iIndustriali che gestiscono con piglio feudale, impedendo l'allargamento e la diffusione di un modello autenticamente rappresentativo che faccia dell'Unione Industriali di Caserta una voce in grado, veramente, di difendere e tutelare gli interessi dell'impresa e le ragioni di una sua crescita. E solo per carità di patria, non chiudo questo articolo con l'usuale mia citazione sul numero delle imprese iscritte all'Unione Industriali di Caserta in relazione a quelle del comparto industriale iscritte alla camera di commercio. Se vuole, alla Capacchione, gliele comunicheremo e la prossima volta che andrà all'Unione Industriali potrà aggiungere anche questo argomento alla sua riflessione sui mali di questa terra. P.S.: Ah, dimenticavamo: stamattina, la Capacchione ha detto forte e chiaro che la camorra sta provando ad insinuarsi nel business delle bonifiche. E credo che a qualcuno in zona, abbiano fischiato le orecchie. G.G.