Cronaca Nera

La Camorra dei Casalesi / Omicidio Panaro, arrestato imprenditore edile trasferitosi a L'Aquila

L'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Napoli su richiesta della Dda ed eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, è stata notificat


L'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Napoli su richiesta della Dda ed eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, è stata notificata in carcere anche al presunto mandante: Alessandro Cirillo. Per il titolare dell'azienda di costruzioni, l'accusa è quella di aver svolto il ruolo di specchiettista per entrare nel clan

CASAL DI PRINCIPE - Nella mattinata di oggi, sabato, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Ufficio GIP presso il Tribunale di Napoli, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di: Alessandro Cirillo, 37enne di Casal di Principe, affiliato al clan “dei casalesi” gruppo Bidognetti, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Cuneo e Fabio Monaco, 39enne originario di Casal di Principe, ma da anni residente a Sant’Agata Bolognese, contiguo al clan “dei casalesi” gruppo Bidognetti, attualmente titolare di impresa edile insieme a propri familiari, in quanto ritenuti responsabili di tentato omicidio e detenzione illegale di armi in concorso, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare il predetto sodalizio camorristico.

Il provvedimento cautelare è il risultato di approfondimenti investigativi, corroborati anche da dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Luigi Grassia, in ordine al tentato omicidio nel febbraio 2001 di Francesco Panaro 52enne alias “o’scagnato”, esponente del contrapposto gruppo criminale “Cantiello-Tavoletta” costituito da affiliati fuoriusciti dalla fazione Bidognetti.

In particolare,le indagini hanno permesso di far emergere, tra i protagonisti dell’agguato, anche i ruoli assunti dai due arrestati di oggi. Cirillo, secondo quanto sostengono i magistrati della Dda, sarebbe stato il  mandante, essendo all’epoca reggente della fazione bidognettiana del clan “dei casalesi". Monaco, invece, avrebbe ricoperto il ruolo di “specchiettista”, per poter entrar a far parte dei Casalesi.

Per la medesima vicenda, sono stati già arrestati il 21 ottobre 2010 e successivamente giudicati Francesco Di Maio, Gaetano Pagano, Giovanni LetiziaEsterina Pagano, Alfonso Cesarano ed Emilio Di Caterino. Nonchè il  12 ottobre 2012,sono stati arrestati anche Gaetano Pagano e Vincenzo Caterino.

Il preventivo arresto del killer designato, Francesco Di Maio, consentì di evitare l’agguato ai danni del Panaro, che rimase tuttavia vittima di altro attentato il 10 settembre 2001

Monaco è stato rintracciato e bloccato a L’Aquila dove l’impresa edile della quale è titolare stava svolgendo alcuni lavori. Al momento dell’arresto l’uomo aveva nella propria disponibilità una pistola.

Dopo le formalità di rito, Monaco è stato associato alla Casa Circondariale di L’Aquila.