Cronaca Nera

AVERSA / Il vescovo Spinillo tuona: "La camorra non fece lavori alle chiese della diocesi. Carmine Schiavone mente su don Peppe Diana"

Il presule interviene dopo le clamorose dichiarazioni rese dal pentito nel corso dell'ultima udienza del processo contro Nicola Cosentino   AVERSA - Per dirla alla Oscar


Il presule interviene dopo le clamorose dichiarazioni rese dal pentito nel corso dell'ultima udienza del processo contro Nicola Cosentino   AVERSA - Per dirla alla Oscar Luigi Scalfaro, monsignor Spinillo "non ci sta". L'intervento - show del pentito Carmine Schiavone al processo che vede imputato Nicola Cosentino, lo ha indignato. Lo ha indignato il fango che Carmine Schiavone avrebbe gettato sulla memoria di Don Peppe Diana; lo indignano soprattutto quei passaggi sul presunto scambio di favori tra Don Peppe e la camorra, relativi agli interventi di costruzione e ristrutturazione degli edifici di culto della diocesi di Aversa, di cui anche Casal di Principe e i comuni dominati dal clan dei Casalesi fanno parte. In effetti, Spinillo, a quei tempi non c'era. Dunque, il suo intervento di oggi è legato a una cognizione indiretta. " La notizia delle dichiarazioni rese in questi ultimi giorni presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere da Carmine Schiavone -  scrive in una nota il presule - in merito ad una presunta forma di coinvolgimento del Sacerdote Don Peppino Diana in attività che avrebbero dovuto procacciare consensi elettorali in cambio di gratuite prestazioni d’opera o di donazioni di materiali per la realizzazione di opere di edilizia in edifici di culto, suscita profonda indignazione nella comunità ecclesiale della Diocesi di Aversa. Le affermazioni fatte risuonare nell’Aula del Tribunale - continua Spinillo - colpiscono anche per essere prodotte tanto improvvisamente e senza che mai vi sia stato alcun segno di sospetto su un operato che risulta, invece, essere tanto lontano dal pensare e dall’agire di Don Peppino Diana". Anche Spinillo si allinea all'ovvia confutazione, espressa da tutti i fans della memoria del sacerdote di Casal di Principe. "Gettare l’ombra del sospetto sull’azione di un uomo che non potrà replicare e difendere la propria onestà è un agire vile che offende l’uomo, il sacerdote, la chiesa e la comunità civile". Spinillo prosegue su una linea prevedibile e conforme al senso comune e a un sentire diffuso, purtroppo non rigorosamente fondato su un'analisi storica che solamente un approccio rigidamente storico potrebbe determinare nella qualificazione della biografia e delle opere di don Peppe Diana. "La Chiesa di Aversa esprime il proprio dolore nel vedere che, mediante affermazioni che hanno solo il sapore di una diffamazione, si vuole rinnovare il tentativo di infangare la memoria di Don Peppino Diana. In questa azione appare, piuttosto, il tentare di incrinare la forza dei tanti che grazie al suo esempio sentono di potersi impegnare per costruire un mondo più giusto e rispettoso della vita di ogni uomo.Non si capisce quale possa essere il vero obiettivo di tali infondate affermazioni, certamente, però, sappiamo che non vengono da ambienti in cui la fedeltà alla verità è vissuta come un valore". Il vescovo di Aversa, poi, conclude asserendo: "Sappiamo bene come un certo modo di agire sia proprio di ambienti che hanno sempre falsificato le cose pur di raggiungere scopi illeciti a vantaggio di prepotenti.  La comunità cristiana della Diocesi di Aversa onora il ricordo di un suo figlio sacerdote e rinnova il suo impegno a vivere sempre nella fedeltà al Dio della verità e della giustizia".