Cronaca Nera

RACCOMANDAZIONI & TOGHE. Ceglie raccomandò a Sergio Orsi la figlia di un notissimo magistrato di Cassazione. L'avvocato Scala di S.MARIA C.V. lasciava lo studio al Pm per i suoi INCONTRI SESSUALI con donne

Altri elementi dal racconto del professore Raffaele Picaro


SANTA MARIA CAPUA VETERE - La lunga testimonianza di Raffaele Picaro è costituita da due fili conduttori, che Picaro prova a tenere distinti e paralleli e a non far incrociare mai in maniera pregiudizievole per il legittimo interesse della difesa della sua onorabilità. A volte ci riesce in maniera convincente, altre volte no. Il primo di questi due fili conduttori è rappresentato dalla descrizione del proprio rapporto con l'imprenditore Sergio Orsi, cliente della Contab, società di consulenza contabile di cui Picaro era socio insieme alla sua prima moglie, Rosalba Di Furia, e a Vincenzo Viggiano, impegnato nella concreta tenuta dei documenti delle stesse contabilità. Il secondo è quello relativo al suo rapporto con il magistrato Donato Ceglie. Una relazione di altra natura, costituita da molti più elementi personali, su un'amicizia, secondo quello che Picaro racconta. Attorno a questi due filoni fondamentali, si raccolgono, in funzione satellitare, tutta una serie di fatti e fatterelli che, alla costruzione concreta del contenuto dei filoni principali, danno un contributo in quota parte. Oggi, focalizziamo la nostra attenzione su due passaggi: la disponibilità immediata che Sergio Orsi mostra a Donato Ceglie nell'accogliere una raccomandazione per assumere una persona all'interno di Eco 4. Picaro dichiara: "Mi chiede se Sergio Orsi mi riferì di assunzioni di favore presso la Eco4 ed io le rispondo di aver saputo che Sergio Orsi aveva assunto la figlia di un magistrato di Cassazione su richiesta di Donato Ceglie. Ritengo che si vantasse con me di questa assunzione per dimostrarmi, da un lato, il grado di rispettabilità della sua persona e delle sue attività imprenditoriali, dall'altro per significarmi che aveva fatto un favore a Ceglie che sapeva essere mio amico e del quale, nel frattempo, era diventato amico tanto da chiamarlo Donato e non più dottor Ceglie. Mi riferisco agli anni 2002-2003". Per il momento, non sveliamo ancora il nome del giudice e di sua figlia. Già lo conosciamo, ma vogliamo fare qualche ulteriore verifica e qualche doveroso riscontro, proprio a garanzia delle persone che andremo a citare. Si tratta, comunque di un alto magistrato, oggi in pensione. Il secondo punto su cui proviamo a mobilitare l'attenzione dei nostri lettori è quello relativo alle presunte molestie sessuali. Attenzione, Picaro non parla di molestie, e dei convegni convegni sessuali con le studentesse di Giurisprudenza nella casa del consulente informatico di Ceglie, parla un altro testimone. Ma è chiaro che relazionando queste attività con quel "comportamento poco rigoroso" di cui testualmente parla Picaro, parlare di presunte molestie sessuali, avvenute anche all'interno dell'università, non è certo un abuso dialettico, nè una fuga in avanti di stampo giustizialista. Ma Picaro affonda il coltello inserendo nel suo racconto, come vittima indiretta degli appetiti irrefrenabili del magistrato, un altro personaggio, molto noto a Santa Maria Capua Vetere. Si tratta dell'avvocato Salvatore Scala, spesso ospite di Casertace in quanto plurincaricato ai tempi dell'amministrazione Giudicianni e oggi in fase di riciclaggio politico nel Movimento 5 Stelle. Racconta Picaro: "Donato Ceglie aveva un comportamento poco rigoroso all'università, nei rapporti con le studentesse, con le quali era molto disinvolto e l'avvocato Salvatore Scala, che era cultore della materia diritto privato e  ordinamento giudiziario e collaborava anche con Ceglie, si era lamentato che doveva lasciare lo studio a disposizione di Ceglie per incontro con donne".   G.G.