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Dario Abbate ora ci crede. Sel non lontano dal 3%. Se va sotto, lui è senatore

Da sedicesimo della lista del Pd, comincia ad intravedere qualche concreta speranza CASERTA - Abbate ci crede ad un Sel sotto al 3%, cioè ad una condizione che, a fronte di un


Da sedicesimo della lista del Pd, comincia ad intravedere qualche concreta speranza CASERTA - Abbate ci crede ad un Sel sotto al 3%, cioè ad una condizione che, a fronte di una vittoria del centro sinistra in Campania, gli consentirebbe di diventare senatore, dato che, a quel punto, i 16 eletti della coalizione vincente andrebbero tutti al Pd. E lui con il 16 entrerebbe a palazzo Madama. ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO STAMPA DI DARIO ABBATE

Il sedicesimo posto in lista al Senato con il Pd di Dario Abbate è utile per l’elezione. E’ lo stesso avvocato a chiarire come la sua non sia una candidatura di servizio, ma che gli consenta di poter concorrere a far parte del prossimo Parlamento.

«Ci sono tutte le condizioni affinché io faccia parte della squadra che governerà il Paese al fianco di Pierluigi Bersani – ha sottolineato Abbate - E’ chiaro c’è bisogno dello sforzo di tutti ma non si tratta di nessuna impresa impossibile. La storia ci insegna che il primo Partito della coalizione in Campania elegge tutti o quasi i senatori che spettano alla coalizione. E’ successo cinque anni fa con il Pdl, si ripeterà anche questa volta con il Pd. Il mio sedicesimo posto è, quindi, utile ai fini di una elezione diretta nel senato della Repubblica». Abbate sottolinea come la popolazione della provincia di Caserta, della Campania e, più in generale dell’Italia, senta la necessità di voltare pagina dopo il fallimento del centrodestra e di Berlusconi.

«Gli italiani hanno bisogno di una forza affidabile e noi lo siamo – ha continuato - Lo abbiamo dimostrato sempre. Basti pensare a quello che è successo sul piano nazionale. Avevamo detto che avremmo sostenuto il governo e lo abbiamo fatto lealmente sino alla fine. Sono stati altri a staccare la spina quando è apparso chiaro che non gli conveniva andare avanti visto che stavano per essere toccati argomenti in grado di intaccare i loro interessi. Sul piano personale, credo che la coerenza nella militanza mi renda un degno rappresentante di questo Partito».