Cronaca Nera

AVERSA. Porti d'arma e sparizioni di fascicoli. Ecco il tariffario del commissario e del cancelliere

AVERSA - Avevano approntato un vero e proprio tariffario, il commissario di Sessa Aurunca, Giovanni Romano e l'ausiliario cancelliere del tribunale di sorveglianza di Napoli, Andr


AVERSA - Avevano approntato un vero e proprio tariffario, il commissario di Sessa Aurunca, Giovanni Romano e l'ausiliario cancelliere del tribunale di sorveglianza di Napoli, Andrea Esposito, per compiere atti contrari ai propri doveri d'ufficio. Bastavano 2000 euro per avere un porto d'armi o 7mila per far sparire un fascicolo giudiziario. I due sono stati arrestati, nell'ambito dell'indagine della Procura della Repubblica di Aversa-Napoli nord, insieme all'avvocatessa di Villaricca, Anna Savanelli, l'imprenditore di Casal di Principe, Antonio Caterino e il pregiudicato Massimo Perrone.
Il tutto era partito da un'altra inchiesta della Dda di Napoli che vedeva Giovanni Romano indagato in un'indagine anticamorra e i magistrati napoletani, quindi, hanno passato gli atti ai colleghi di Aversa che hanno scoperto come il commissario si sia adoperato per procurare un porto d'armi, alla cifra di 2500 euro, ad un amico, molto vicino al clan dei Casalesi, dell'imprenditore edile Caterino. Durante le indagini è poi emersa la figura di Andrea Esposito, impiegato del tribunale che, dietro il pagamento di tangenti e su richiesta di alcuni avvocati, faceva sparire fascicoli giudiziari. E proprio l'avvocatessa Anna Savanelli, arrestata anch'ella, si era rivolta all'Esposito, su incarico di Massimo Perrone per far sparire il fascicolo di una terza persona indicata dal pregiudicato e condannata in via definitiva. Gli uomini della Guardia di Finanza sono intervenuti proprio mentre Perrone e la Savanelli stavano dando fuoco ai documenti arrestandoli entrambi.