Politica

Cosentino come Peppuccio Romano. Ma Berlusconi non è Giolitti che salvò il deputato sessano accusato pure lui di camorra

Un incredibile coincidenza storica. In esclusiva Casertace vi racconta una storia del 1907 che assomiglia a una dei nostri giorni.   CASERTA - Passano secoli ma la provin


Un incredibile coincidenza storica. In esclusiva Casertace vi racconta una storia del 1907 che assomiglia a una dei nostri giorni.   CASERTA - Passano secoli ma la provincia di Caserta non cambia. Il caso dell’onorevole Nicola Cosentino è del tutto simile a quello di un altro parlamentare di Sessa Aurunca, oramai sepolto dalla storia, che interessò l’Italia nel 1907. Si tratta di Giuseppe Romano denominato “Peppuccio” di Sessa Aurunca, considerato dalla stampa locale dell’epoca il feudatario della zona dei Mazzoni. Il momento politico era tra i favorevoli e si assisteva ai continui cambiamenti della società che dovevano portare ad una lotta alla cosiddetta  “camorra amministrativa”. Una battaglia che segnerà  la fine del gruppo che, in un primo tempo, si richiamava a Nicotera e poi a Crispi. Tuttavia ciò non provocò  un cambiamento progressivo e più democratico. A fare da padrone, dal punto di vista politico erano i clerico-moderati, i cattolici conservatori che avevano già amministrato e che rimarranno al potere per oltre dieci anni. In questa situazione non si fermava intanto l’attacco socialista al sistema clientelare e camorristico che caratterizzava l’attività amministrativa nella metropoli partenopea e nel vastissimo territorio agricolo della provincia di Terra del Lavoro Fu preso di mira il giolittiano Peppuccio Romano, definito “il maggiore esponente della camorra di Terra di Lavoro”. Erano trapelate notizie del rapporto del prefetto di Caserta   che relazionava al ministero dell’interno:  è innegabile l’esistenza della malavita organizzata in camorra, la quale secondo i vecchi sistemi di lotte elettorali di queste contrade, viene assoldata da partiti per essere spalleggiati e per guadagnare terreno coi mezzi più riprovevoli e riprovati”. Una parte della stampa locale e in particolare il “Mattino” e il suo vate Scarfoglio, difendeva a tutto campo e con veemenza il Romano. Questo però non fermava l’azione della Prefettura casertana contro il politico. Nel collegio di Aversa si raddoppiavano i contingenti di carabinieri e poliziotti, si aggiungevano quaranta guardie di finanza, veniva impiegata anche la cavalleria, mentre il Romano continuava a dichiarare che si trattava di provvedimenti ingiustificati. Alle accuse manifeste del periodico “La propaganda”seguì l’azione della magistratura che chiese l’autorizzazione a procedere contro il parlamentare Casertano, che la Camera negò. Dalla parte del Romano c’era il potente capo del governo Giovanni Giolitti ed il ministro delle poste del regno d’Italia Carlo Schanzer un altoatesino nato a Vienna ed eletto nel collegio di Aversa, accusato più volte in parlamento dalla sinistra di solidarizzare con il deputato casertano. Alla camera l'on. Oddino Morgari chiese al ministro Orlando, se volesse prendere atto di quelle accuse. Il ministro  rispose che non poteva riconoscere ai giornali il diritto alla pubblica accusa. Dilagando lo scandalo, il Procuratore del Re di Santa Maria Capua Vetere aprì un'istruttoria contro l'onorevole Romano, che però, per insufficienza d'indizi e per prescrizione, fu prosciolto dai reati di falso e di peculato, di cui era stato anche accusato. Una storia a lieto fine con alle spalle la triste realtà di un territorio che non vuole cambiare. Il caso Cosentino, tanto simile a quello di Peppuccio Romano, e che ha varcato i confini della nazione, certamente aggrava  lo stato di soggezione morale in cui la provincia di Caserta si trova, accrescendo pregiudizi  e congetture. Siamo fiduciosi che l’onorevole Nicola  Cosentino uscirà immacolato dai processi che lo attendono, ma di questa realtà alla fine a perdere sarà solo ed esclusivamente  la collettività. Colpa di  una politica miope ed opportunistica che non  guarda in faccia all’etica ed alla morale.  Manero