Politica

LA LETTERA / GRILLO esalta la Reggia ma di Caserta se ne frega

L'intervento della collega di Sparanise che evidenzia la posizione finora non utile della Moronese e il fatto che i napoletani hanno invaso i numeri buoni della lista anche nella


L'intervento della collega di Sparanise che evidenzia la posizione finora non utile della Moronese e il fatto che i napoletani hanno invaso i numeri buoni della lista anche nella nostra circoscrizione  RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Martedì 22 ore 19.00 piazza Gramsci a Caserta,  è di scena lo “Tsunami Tour” con il suo leader Beppe Grillo. Si, in verità il cattivo tempo ha un po’ bloccato le persone in casa ma per un Movimento che dovrebbe fare il “botto” alla prossima tornata elettorale 400-500 persone, sono un po’ pochine. Cosa si cela dietro il muro di ipocrisie che è malcelato dal veto con il mondo giornalistico innalzato dal duo imprescindibile Grillo-Casaleggio? Come è noto i problemi all’interno del Movimento sono sorti proprio perché alcuni attivisti hanno messo in discussione alcuni dictat dei “patron” ed  immediatamente epurati con fare da dittatore, svelando che gli attivisti della rete sono uomini che non solo pigiano le loro dita su di una tastiera dinanzi ad un computer ma che hanno una testa da usare allorquando catapultati nella realtà, al di là dell’agorà virtuale. Questi  si scontrano con le loro potenzialità, la loro passione per la politica e soprattutto con le loro specificità che potrebbero risultare efficaci ed utili al progetto di Grillo. “Uno vale uno”, fulcro della spinta emotiva sul quale si è snodata l’intero crescente Movimento 5 stelle, ha fallito. Ha fallito perché non si è uguali (per fortuna) e non tutti gli uno sono pronti e preparati per dare lo stesso apporto ad un progetto. L’immagine di questo fallimento è a Caserta, dove nonostante  ci sia stato attivismo dal 2006, con un gruppo di persone impegnate sul territorio con numerose iniziative a supporto dell’ideologia grillina, nessun candidato casertano è capolista. Eppure Grillo stesso dovrebbe ricordarlo anche perché nel 2008 quando il suo tour “Delirio” fece tappa a dicembre al Palamaggiò, il suo spettacolo venne introdotto da un filmato denuncia (dal titolo emblematico, Cemento Animato n.d.r.) di tutte le più urgenti problematiche riguardanti la nostra provincia, meravigliandosi egli stesso dell’efficacia comunicativa che lo aveva particolarmente colpito. E poi? E poi niente. Le persone che da anni vivono e combattono sul territorio e che hanno dedicato parte del loro tempo alle  le cause del Movimento credendo davvero che “uno vale uno” alla fine sono state relegate in un cantuccio dai “leader” dei grillini campani che, seguendo i dettami non proprio democratici del duo al comando hanno di fatto perpetrato  i tagli. E così la candidata casertana (di S. Maria C. Vetere) Vilma Moronese nel suo intervento di martedì scorso ha parlato degli intenti e delle istanze del territorio: le potenzialità della Reggia di Caserta e il recupero del casino di Carditello. Poca cosa, visto che la nostra martoriata provincia vive momenti tragici per i problemi ormai atavici come quello dei rifiuti, della crescente disoccupazione, della crisi profonda del commercio e della camorra, quest’ultimo freno per mille attività legate al territorio. E il resto degli attivisti? Quelli che dal 2006 sono in prima linea e che avrebbero le carte in regola per avere ruoli di leadership e non da gregari? Forse sono proprio loro ad incarnare il vero spirito degli attivisti grillini lavorando sul territorio per il successo della lista regionale, scevri dalle logiche legate alla vecchia politica, tanto osteggiata da Grillo. E allora, cari Grillo-Casaleggio questa è la democrazia diretta, che viene dalla base? Proprio no. Fortunatamente c’è anche qualche “uno” che pensa. CARMEN   TESTA