Politica

Ecco i probabili eletti alla Camera. Simulazioni, cifre e quozienti di coalizioni e di tutti i partiti in lizza

Ipotesi tarata sulla vittoria del centrosinistra in Italia. Per il momento, ma solo per il momento, affinché l’approccio a tutte le diavolerie di questa legge elettorale e delle


Ipotesi tarata sulla vittoria del centrosinistra in Italia. Per il momento, ma solo per il momento, affinché l’approccio a tutte le diavolerie di questa legge elettorale e delle ripartizioni attraverso il metodo D’Hondt, sia il più morbido possibile, non inseriamo compiutamente nel ragionamento, il discorso dei quozienti nazionali e dei resti. Ma quello che gli scriviamo è frutto delle medie dei sondaggi e di numeri che sono mutuati, per quel che riguarda i voti validi, le cifre del 2008. I sicuri eletti e i casi limite. E così si scopre che, seppur remota, esiste anche una possibilità che Stafano Graziano possa entrare subitoo Caserta – Il colloquio tra un sannita come il sottoscritto, allevato a pane e Democrazia cristiana, un giovane matematico, supporter del caposcuola fiammingo Victor D’Hondt e un anziano responsabile della segreteria elettorale di Ciriaco De Mita, ha fatto saltare fuori l’idea di dedicare dieci minuti una simulazione a quelli che potrebbero essere i risultati delle prossime Elezioni politiche, nella nostra circoscrizione. Istruzioni per l’uso: un serio proporzionalista e studioso dei sistemi elettorali, con significativa quota proporzionale, inizia i suoi ragionamenti sempre dai fondamentali e mai dai particolari. Nel  senso che, quello che leggerete tra poco, deve essere valutato partendo da un presupposto che per il momento tocchiamo solo marginalmente: il risultato, alla Camera dei deputati, nella circoscrizione di Campania 2, andrà calcolato partendo dai numeri nazionali e dai quozienti che bisognerà produrre iniziando da quei numeri e da quelle percentuali, che, poi, dovranno essere traslate nelle varie circoscrizioni. Senza quel calcolo, non potremo avere mai dei numeri precisi, anche in una simulazione, perché solo da quel calcolo usciranno i cosiddetti resti che non sono solo dei sotto-quozienti, ma producono deputati in carne ed ossa. Per non scioccarvi, affronteremo il discorso dei numeri nazionali e della traslazione dei resti, anche nella circoscrizione di Campania 2 nei prossimi giorni. Oggi, regaliamo ai nostri lettori, un calcolo approssimativo, ma tutt’altro che peregrino, di quello che potrebbe succedere, in termini di attribuzione di seggi, appunto, nella nostra circoscrizione. E che il discorso non sia peregrino è dimostrato dal fatto che Nicola Cosentino, che questi calcoli li sa fare bene, ha messo Giovanna Petrenga al numero cinque alla Camera, forzando chiaramente la mano nella distribuzione territoriale dei candidati e questo per un motivo molto semplice: perché la sicurezza quasi matematica, una sicurezza di buon senso, attribuisce al Pdl, in questa circoscrizione, 5 seggi sicuri, con possibilità –ma non certezza- di averne uno o due in più. Utilizziamo, come oggetto della nostra ipotesi empirica, i dati della media dei sondaggi: il centrosinistra andrà a prendere 15 o 16 seggi, difficilmente 17. E questa forchetta dipende proprio da quei discorsi sui resti, di cui parlavamo prima. Diciamo che ne prende 16, di cui 14-15 andranno al Pd, dunque, con Camilla Sgambato quasi sicuramente eletta, 1-2 andranno a Sel. Ma il discorso più interessare riguarda le coalizioni perdenti a livello nazionale, che andranno a dividersi 12-13 deputati, molto più difficilmente 14, con variabili numeriche sempre collegate alla ripartizione dei resti nel computo nazionale. Anche in questo caso associamo al nostro ragionamento, la convenzione dei 13 eletti, che è anche quella più probabile. Nel 2008, andarono a votare, in Campania 2, più di un milione e settecento mila elettori. Di questi, i voti validi, cioè quelli al netto delle schede nulle e bianche, furono1milione623mila409. Numero di votanti alti che non è detto si ripeta questa volta. Ma questo è un dato di partenza che noi possiamo tranquillamente assumere per far entrare sulla scena l’attore protagonista di questa vicenda, e cioè, il già citato, matematico fiammingo Vicotr D’Hondt. Secondo la media dei sondaggi dei vari istituti demoscopici, il centrodestra, in questa circoscrizione, dovrebbe attestarsi, 30-31%. Pronti, partenza, via, calcolatrice in mano: 1623409 per 30, dove il 30 sta per il 30% che è accreditato al centrodestra, diviso 100, fa 316622, che è la cifra dei voti accreditabili alla somma dei partiti nella coalizione di centrodestra. Il 16% che la media dei sondaggi accredita alla coalizione di Monti, formata da Fli, Udc e Scelta civica, produce un numero di voti validi, pari a 168865; il 13% accreditato a Grillo, si traduce in 137203; mentre il 6% che la media dei sondaggi attribuisce, sempre in questa circoscrizione, a Rivoluzione Civile di Ingroia, gemma 63324 voti. Prego, mister D’Hondt - Per comodità e per non ‘appallarvi’, vi risparmiamo il giochino del diviso 1, diviso 2, diviso 3, che, in questo caso, con 13 deputati in palio da suddividere, si può fare fino al diviso 7, cioè fino alla divisione tra il numero di voti prevedibili, che rappresentano il dividendo e i divisori fissi da 1 fino a 7, dato che al di là uscirebbero cifre buone per assegnare seggi che non ci sono, cioè il 14, 15 16 etc. Centrodestra: 6 quozienti pieni, da suddividere, poi, attraverso una riproposizione, partito per partito, del giochino del dividendo della cifra presumibile raccolta da ognuno di questi partiti e i soliti divisori fissi. Cinque di questi seggi sono seriamente attribuibili al Pdl, uno tra Grande Sud e Fratelli d’Italia, naturalmente valutando, nel ragionamento, i requisiti della legge elettorale, che se prevede lo sbarramento del 4% per le coalizioni o per i partiti unici che non vanno in coalizione, prevede, poi, un ulteriore tipo di sbarramento del 2% per i partiti che stanno dentro alle coalizioni, con una possibilità di garantire un diritto di tribuna, cioè degli eletti, al partito tra quelli che non toccano la quota del 2%, gli si avvicina maggiormente. In poche parole, se Grande Sud e Fratelli d’Italia, superano entrambi il 2%, bisogna vedere quali dei due andrà meglio, per capire a chi andrà questo sesto seggio. Se non lo superano entrambi, il discorso si appende a chi dei due avrà più voti. Ai limiti dell’impossibile, ipotizzare che una lista lega Nord Tremonti che superrà sicuramente il 2% a livello nazionale, prenda un seggio in questa circoscrizione, che, sicuramente, in confronto a tutte quelle settentrionali, esprimerà cifre esponenzialmente inferiori. Ergo, Cosentino ha candidato Sarro al numero tre e Petrenga al numero cinque, conoscendo perfettamente questa prospettiva elettorale. Coalizione Monti premier. I quozienti pieni calcolati con il 16%, sono tre, precisamente il secondo quoziente che è quello dei voti ipotizzati per la lista (168.865); il secondo seggio che scatta con il quoziente numero 6, dei 13; il terzo seggio, corrispondente al quoziente numero 11 dei 13 (quoziente pari a 24.123). La ripartizione di questi tre seggi, all’interno delle liste dell’area Monti, avverrà, sicuramente, tra Scelta Civica e L’Udc, mentre Fli potrà affidarsi solo alla lotteria dei resti nazionali. Chi prenderà più voti tra Scelta Civica e Udc? Chi vivrà vedrà. Avendovi scritto già le formulette prima, evitiamo di farlo adesso, e vi diciamo che il 16% accreditabile a Grillo, pari a 137.203 voti, producono 3 seggi pieni, che corrispondono ai quozienti numero 4, 8 e 13 che è proprio l’ultimo seggio assegnato. Infine Ingroia, che becca un solo seggio, con il suo 6% pari a 63.324, col suo unico seggio che corrisponde al  quoziente numero 9, che, ha come suo numero cardinale proprio alla cifra complessiva diviso uno, che è, come scritto prima, 63.324. Dalla matematica, alla grammatica delle poltrone. Con questa simulazione va a Montecitorio al 100%: Pina Picierno, numero 9 della lista del Pd; al 95% Camilla Sgambato, mentre se va male Sel, Stefano Graziano potrebbe essere il secondo dei non eletti, con il suo numero 17, che poi diventerebbe il primo dei non eletti con Enrico Letta che, con ogni probabilità, opterà per un'sltra circoscrizione. Molto più difficile ipotizzare che un primo ed unico quoziente diSel sia inferiore al sedicesimo del d. In questo caso estremo, Stefano Graziano sarebbe dentro, coe sarebbe dentro  qualora il centrosinistra eleggesse non 16, ma 17 sdeputati, il che avverrebbe, in sintesi se le percentuali dicampania due fossero tra le prime d'Italia del centrosinistra, come avvenne nel 2008 per il Pdl - centrodestra, che sfondò, addirittura, quota 50%, consentendo alla Petrenga, allora numero 17, di entrare a Montecitorio. Gli eletti di Sel saranno sicuramente Michele Ragosta numero 2 della lista, dato che Vendola difficilmente opterà per questa circoscrizione, con buone possibilità di elezione anche per il numero 3 che è Giancarlo Giordano. Qualche remota possibilità, ma proprio remotissima, la può avere il Centro democratico di Tabacci, ma questo è legato al calcolo nazionale dei resti, he, per il momento vi risparmiamo, dato che difficilmente il quoziente di questo partitino raggiungerà la cifra piena nella ripartizione utile a competere con gli ultimi quozienti degli eletti, cioè quelli marginali, di Pd e Sel. Capitolo centrodestra. Sicuramente a Montecitorio: Mara Carfagna, Nunzia De Girolamo, Angelo Attagulle e Giovanna Petrenga. Nei prossimi giorni vi diremo quali sono le quote presumibili di incremento dei voti, rispetto al 30% previsto in questa occasione, affinché il centrodestra possa soffiare un altro seggio agli altri perdenti. Se il seggio pieno va a Grande Sud, l’eletto sarà l’uscente Marco Pugliese, se va a Fratelli D’Italia, questi andrà ad Edmondo Cirielli, possibile che tutti e due entrino, uno con un quoziente pieno, l’altro con un resto buono. Dei tre deputati di Monti, se Scelta Civica avrà più voti di Udc, sarà eletto il professore della Jean Monnet Antimo Cesaro e con lui il numero 2 Angelo D’Agostino. Se dovesse essere l’Udc a prevalere, come quelli dell’Udc ritengono che sarà, i due seggi se li aggiudicherà questo partito. Altra subordinata: se il ministro alle Risorse Agricole, Catania, opterà, come sembra farà, per la circoscrizione veneta e se l’udc eleggerà un deputato nella medesima circoscrizione veneta, in cui Catania è candidato, o in quella piemontese, dove pure il ministro gareggia con il numero1, allora gli eletti saranno Giuseppe De Mita e Giampiero Zinzi, rispettivamente numero 2 e 3. Per quanto riguarda la lista Grillo, i tre seggi andrebbero a Roberto Fico, plenipotenziario del Movimento 5 Stelle in tutta la Campania, Luigi Di Maio e Salvatore Micillo. Il seggio di Rivoluzione Civile andrebbe o ad Ingroia, che è candidato capolista in tutte le circoscrizioni e difficilmente opterà per questa, o al giornalista Sandro Ruotolo che pure è candidato in tre diverse circoscrizioni, oppure, ancora, qualora, come è difficile che accada Ruotolo optasse per un altro territorio, a Licandro, oppure ancora, se anche Licandro in questa specie di matrioska ‘rivoluzionaria’ optasse per un’altra circoscrizione in cui è candidato al numero 4 Flavio Lotti, oppure, se Lotti pluricandidato non optasse, alla casertana Clementina Ferraiolo. Nei prossimi giorni, altri numeri e altre simulazioni. Gianluigi Guarino