Politica

Bocchino: "ho salvato la Campania da Cosentino". No, Italo non è proprio così!

Nel rispondere all'ex sottosegretario, il numero 2 di Fli ricorda i giorni in cui Cosentino voleva candidarsi a governatore. Effettivamente, Bocchino ha combattuto perche questo n


Nel rispondere all'ex sottosegretario, il numero 2 di Fli ricorda i giorni in cui Cosentino voleva candidarsi a governatore. Effettivamente, Bocchino ha combattuto perche questo non si verificasse. Ma se non ci fosse stata la prima richiesta di arresto. Non ci sarebbe riuscito CASERTA - "Ho affrontato Cosentino, a differenza di altri, sempre a viso aperto e solo per questioni politiche. Se non ci avessi messo la faccia pagando attacchi di tutti i tipi oggi sarebbe il presidente della Regione Campania e credo quindi di aver fatto un favore ai campani". Lo ha dichiarato il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, chiamato in causa da Nicola Cosentino nella conferenza stampa dell'altro ieri, come colui che nel 1996 diventò deputato proprio nel collegio elettorale di Casal di Principe. Bocchino ha ricordato  come il ruolo di Nicola Cosentino all'interno del Pdl "sia stato uno dei motivi per cui siamo andati via" e ha aggiunto che l'esclusione dell'ex sottosegretario all'Economia ed ex coordinatore regionale del Popolo della liberta' in Campania all'ultimo minuto perche' impresentabile "sia stato un ulteriore errore del Pdl che avrebbe dovuto dire a Cosentino di non candidarsi per opportunita' politica. Con processi di quel tipo in corso, prima li affronti e poi torni a fare politica. E' stato un altro scivolone". Il vice di Fini e' poi tornato alla campagna per le elezioni regionali del 2010, che hanno poi visto la vittoria del candidato del centrodestra Stefano Caldoro, attuale governatore campano: "Pensate - ha detto rivolgendosi ai cronisti in occasione della presentazione delle liste Fli in Campania - che il clan dei Casalesi sia stato contento quando ho sbarrato la strada a Cosentino presidente della Regione? Immagino di no. Feci una campagna di opportunita' politica dicendo che solo con Caldoro ci saremmo assicurati la certezza di non avere problemi di tipo giudiziario. Se non ci avessi messo la faccia oggi Cosentino sarebbe presidente della Regione Campania, quindi credo di aver fatto un favore ai campani e in nome di questo servizio di buon governo credo di poter chiedere il voto agli elettori". Fin qui la nota di Bocchino. Una corretta ricostruzione di fatti di quei mesi, però necessita una nostra precisazione. Cosentino non fu candidato alle elezioni regionali, non tanto perchè l'operazione fu avversata da Bocchino, ma perchè Cosentino fu raggiunto dalla prima richiesta di arresto. Questo per amor di verità.