Cronaca Nera

Il figlio di Sandokan faceva affari con i terroristi islamici e odiava i carabinieri

A delineare la personalità del nuovo capo clan dei Casalesi è stato il collaboratore di giustizia Roberto Vargas. L'eredità militare del clan poteva interessare solo i figli di


A delineare la personalità del nuovo capo clan dei Casalesi è stato il collaboratore di giustizia Roberto Vargas. L'eredità militare del clan poteva interessare solo i figli di Francesco Schiavone CASAL DI PRINCIPE - Carmine Schiavone nutre ''particolare disprezzo nei confronti delle autorita', in particolare dell'Arma dei carabinieri'', ed ha ''una particolare indole violenta'' che lo ha indotto, per esempio, a picchiare uno dei suoi affiliati, spezzandogli un dente, perche' si drogava e beveva. La personalita' del minore dei figli di Francesco Schiavone, il boss dei casalesi conosciuto col soprannome di 'Sandokan', viene delineata dai pm nell'ordine di fermo che gli e' stato notificato oggi. SOLO I FIGLI DI SANDOKAN POTEVANO EREDITARE LA GESTIONE MILITARE DEL CLAN Inoltre  i pm, che hanno condotto le indagini che hanno portato all'arresto di Carmine Schiavone, all'interno del clan Schiavone il nuovo capo clan:  ''possedeva una componente militare, istituita per stimolare le vittime del giogo estorsivo affinche' non resistano in alcun modo alle pressioni del clan''. ''Si e' accertato infatti - inoltre - come all'interno del clan Schiavone vi sia una sorta di diritto di successione in virtu' del quale a capo dell'organizzazione deve esserci sempre uno dei figli del capo clan Schiavone Francesco, inteso Sandokan. Si e' riscontrato, ancora, che i figli non detenuti assumono la guida pro tempore dell'organizzazione e controllano le attivita' criminali eseguite dagli affiliati nell'intero territorio casertano. Prima di Carmine, il ruolo di capo e' stato ricoperto fino al suo arresto da Schiavone Nicola''. Come hanno dichiarato diversi collaboratori di giustizia, Nicola Schiavone ''ha assunto lo scettro e la leadership del gruppo, che dirige con autorevolezza e senza alcun contrasto''. L'ordine di fermo e' stato emesso dal procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho e dal pool di sostituti procuratori della Dda che indagano sul clan dei casalesi: Giovanni Conzo, Cesare Sirignano, Antonello Ardituro, Catello Maresca, Luigi Landolfi e Patrizia Dongiacomo quest'ultima della Procura di Santa Maria Capua Vetere.   VIDEO POKER, RISCOSSIONE FITTI DELLE ABITAZIONI DEGLI AMERICANI DELLA BASE DI GRICIGNANO AI PATTI INCONFESSABILI CON I TERRORISTI ISLAMICI, ECCO GLI AFFARI DEL CLAN Dai guadagni sul noleggio dei video-poker, ai fitti delle abitazioni in cui vivevano gli americani della base di Gricignano di Aversa, fino a un patto con i terroristi Islamici. Sono queste le linee di indagine che emergono, poi,  dal provvedimento di fermo di 38 pagine emesso dai pm della Dda di Napoli nei confronti di Carmine Schiavone, il terzogenito del boss Francesco detto Sandokan, capo del clan dei Casalesi dopo la scomparsa di Antonio Bardellino. Componenti di cellule terroristiche che avevano preso parte a fatti di sangue, attraverso un patto con Nicola Schiavone, avrebbero avuto rifugi sicuri nell'agro aversano. "Schiavone mi disse di aver incontrato questi terroristi e mi disse che sarei dovuto essere io il contatto diretto con queste persone, mentre lui si sarebbe trasferito a Modena, per sviare le indagini nei suoi confronti. Poi sono stato arrestato e quindi non se ne e' fatto piu' nulla", dice a novembre del 2011 il collaboratore di giustizia, ex affiliato ai Casalesi, Roberto Vargas. Ed e' Vargas a tracciare per primo un profilo del figlio del boss Sandokan, spiegando ai magistrati della Dda di Napoli che "Carmine ha preso il posto del fratello maggiore Nicola quale capo del clan dei Casalesi. Non so se Carmine abbia le capacita' per portare in atto attentati contro il pool di magistrati del Dda", aggiunge. A una precisa domanda del pm che lo ha interrogato, ha poi aggiunto anche: "Ricordo che in mia presenza, Nicola Schiavone, il primogenito di Sandokan, diceva moltissime parolacce contro il giudice Cafiero de Raho, colpevole di aver rovinato il padre. Queste esternazioni avvenivano davanti a quasi tutti gli affiliati del clan e anche davanti anche al fratello Carmine". ''Chi voleva affittare una casa a Casal di Principe agli americani della Nato doveva passare per forza per gli Schiavone'':ha poi confermato, Roberto Vargas, in riferimento agli affari illeciti della famiglia del boss Sandokan. E' quanto emerge dal provvedimento di fermo emesso dal Procuratore Aggiunto della Dda di Napoli, Federico Cafiero de Raho e dal sostituto Giovanni Conzo, a carico di Carmine Schiavone, terzogenito del padrino arrestato questa notte ad Aversa. ''Almeno dal 2008-2009 - continua Vargas - Carmine insieme al fratello Nicola gestisce gli affari del clan''.