Politica

Agg 1.45 Fumata nera. Faccia a faccia drammatico. Nicola a Silvio: se non mi candidi spacco il partito

Sono le 22 e la riunione no stop a palazzo Grazioli continua. E' arrivato anche Caldoro. Dopo le rinunce di Dell'Utri, Scajola e Milanese, solo Cosentino non vuol fare il passo in


Sono le 22 e la riunione no stop a palazzo Grazioli continua. E' arrivato anche Caldoro. Dopo le rinunce di Dell'Utri, Scajola e Milanese, solo Cosentino non vuol fare il passo indietro che gli ha chiesto Berlusconi Aggiornamento 01.45 -  Fumata nera dal vertice del Pdl a Palazzo Grazioli sulle liste per le elezioni. Ancora nulla di fatto in merito al nodo Campania. Il braccio di ferro tra Silvio Berlusconi, affiancato dal segretario Angelino Alfano, e l'ex sottosegretario Nicola Cosentino continua. Quando mancano poche ore alla consegna delle liste definitive, non si riesce a trovare una intesa tra le due posizioni, che con il passare delle ore appaiono inconciliabili.   CASERTA - Nicola Cosentino non molla: vuole essere candidato anche a costo di 'rompere' il Pdl. L'operazione 'liste pulite', voluta da Angelino Alfano e sostenuta da Silvio Berlusconi, rischia di infrangersi contro l'ostinazione dell'ex sottosegretario. A meno di 24 ore dalla consegna dei nomi proseguono a oltranza le riunioni a Palazzo Grazioli. Sarebbe una sconfitta per il Cavaliere che al mattino, ospite di SkyTg24, si e' sbilanciato, chiedendo apertamente ''un gesto di generosita' '' al parlamentare campano che - parole di Berlusconi - rimane ancora ''sub judice''. E proprio nel giorno in cui Marcello Dell'Utri ha confermato che lui non ci sara'. Una indecisione che pesa sui vertici del Pdl, gia' in difficolta' con la stesura delle altre liste regionali e con i molti malumori sorti sul territorio per le numerose candidature 'paracadutate' dall'alto. In primis, il partito in Abruzzo non digerisce la voce della candidatura di Domenico Scilipoti, al punto che il governatore Gianni Chiodi ha minacciato ''di prendere altre strade''. Gli equilibri sembrano compromessi soprattutto in Campania. L'area vicina al governatore Stefano Caldoro e' pronta ad un gesto estremo di rottura: uscire dal partito. Lo stesso Caldoro e' arrivato a Roma, mentre era in corso la riunione sulle liste, per esporre il suo punto di vista e 'tamponare' Cosentino che - viene raccontato - sarebbe arrivato a minacciare di ritirare una cinquantina di consiglieri locali a lui fedeli e far cadere decine di giunte. Ci sono poi gli altri candidati del Pdl campano ''rimasti a casa''. Si tratta di ex parlamentari che - riferiscono fonti campane - avevano stretto ''un patto tra gentiluomini con Cosentino'': il deputato casertano avrebbe dovuto perorare la loro causa nel corso del vertice di Palazzo Grazioli sulla base del ''o tutti dentro o tutti fuori''. ''Alla fine sta salvando soltanto se' stesso, tradendo il nostro gentlemen agreement'', spiega una fonte. Tra i campani non manca chi protesta, come Alfonso Papa o Mario Landolfi. Proprio Papa con una nota al vetriolo ha replicato a Berlusconi che in tv lo aveva di fatto gia' escluso: ''Non intendo ritirare la mia candidatura - scrive - Sia Silvio Berlusconi e solo lui ad assumersi una tale responsabilita' di tipo politico, culturale e storico''. Insomma, il criterio di selezione sia generale. Una frecciata ad Alfano ma anche al coordinatore regionale Nitto Palma che ''ha diviso il partito''. Berlusconi e' determinato ad andare avanti, dando ascolto a chi gli fa notare che non avrebbe senso lanciare l'operazione 'liste pulite' per poi ''lasciare candidato il nome piu' pesante ed attaccabile'', quello di Cosentino. Ma la mossa di Berlusconi va incontro alle critiche sia della sinistra estrema che dei moderati. ''La 'linea dura' e' la sua ennesima barzelletta'', commenta Antonio Ingroia, leader per Rivoluzione civile. ''Ho come il sospetto, per•, che un impresentabile alla fine rimarra' in lista: Silvio Berlusconi'', gli fa eco Bruno Tabacci. Mentre Angelo Bonelli dei Verdi ironizza: ''Berlusconi non appartiene alla categoria degli 'impresentabili'?''. Nel Pdl non c'e' solo la questione Campania. Sono molti i malumori sul territorio per i 'paracadutati', ovvero i candidati imposti da Roma. Berlusconi sa che la battaglia al Senato sara' dura e vuole affianco a se una pattuglia di fedelissimi di cui fidarsi. Per questo sta cercando di sistemarli in 'posti' sicuri. Intanto, Angelino Alfano guidera' la lista Sicilia 1, dietro di lui l'ex ministro Saverio Romano, Dore Misuraca e Gabriella Giammanco. Il segretario dovrebbe essere capolista anche al Senato nel Lazio; mentre circola con insistenza la voce che vede il suo braccio destro Giovanni Macchiarola sia candidato nel Piemonte. Sempre in Piemonte e' stato dirottata la candidatura di Daniele Capezzone, in compagnia di Elio Vito e Annagrazia Calabria. Spazio anche a Malan, Repetti e Rizzotti. Verso la riconferma Osvaldo Napoli che ottiene la deroga. Cosi' come in Lombardia per un parlamentare storico, Francesco Colucci. In Abruzzo capolista al Senato sara' Gaetano Quagliariello; Paola Pelino alla Camera. Ma il partito protesta per l'ipotesi di candidature dei due ex 'Responsabili' Scilipoti e Razzi. Nelle Marche esplode il caso Cerioni. Il coordinatore regionale lascia perche' ''non c'e' un solo marchigiano''. Ci sarebbero, invece, Baldelli e Abrignano. Quest'ultimo vicino a Scajola che in Liguria 'piazzerebbe' un altro uomo: il senatore Franco Orsi in rialzo nella lista guidata da Bernabo' Bocca. In Emilia Romagna la lista al Senato sara' guidata da Annamaria Bernini, davanti a Carlo Giovanardi. Per Montecitorio prima Maria Vittoria Brambilla, numero due Sergio Pizzolante. In Lombardia Berlusconi capolista al Senato. Alla Camera capilista dovrebbero essere Lupi, Santanche' e Gelmini. In Calabria, oltre alla conferma di Jole Santelli dovrebbe trovare spazio Dorina Bianchi e Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato ucciso. Il governatore Giuseppe Scopeliti restera' alla Regione. Si allunga la lista degli esclusi. Sul libro nero sarebbero finiti molti ex An. Tra questi Contento, Urso, Saltamartini, Ronchi, Augello, Saglia e Laffranco. I posti sono pochi e si deve trovare spazio anche agli esponenti della societa' civile, annunciati da Berlusconi e che, secondo alcune stime, sarebbero almeno una quindicina. Sembra tramontare, invece, la candidatura di Flavio Briatore in Sardegna. L'imprenditore avrebbe preferito fare un passo indietro. Nel partito viene data in discesa anche la candidatura di Ylenia Citino, ex tronista della trasmissione tv 'Uomini e donne'. Ma sale quella di Alessia Ardesi.