Economia e Territorio

EVVIVA, ci siamo riusciti! La provincia di CASERTA ultima e maglia nera d'Italia. Ma chi se ne fotte, stamattina i grandi temi sono le mignotte, i preti che scopano, i camorristoni, i politici ladri, i "cornuti e i lacchè"

Dopo 20 anni in cui il direttore di questo giornale ha profuso tante energie e tanti entusiasmi nell'analisi approfondita di ogni indicatore della qualità della vita al punto da pubblicare interi inserti sull'indagine del Sole 24 Ore...


di Gianluigi Guarino

Quest'anno rompiamo una tradizione che ci è stata cara e che abbiamo rispettato per tanto tempo, relazionandola ad un fatto sentimentale, legata alla vita professionale del sottoscritto che agli apprrofonditi focus sull'annuale classifica del Sole 24 Ore, quella più antica e rilevante nella definizione della qualità della vita delle province italiane, ha dedicato grandissime energie, pubblicando, a fine degli anni 90, ora lo posso confessare, grazie al fatto di avere a disposizione l'inserto del Sole almeno una settimana prima che questo uscisse in edicola, visto che a stampare quel giornale per Campania, Puglia e Basilicata era Luca Colasanto, il mio editore del tempo, dei veri e propri inserti dell'inserto, una seconda edizione di quel miracoloso e meraviglioso Sannio Quotidiano, denso di passioni, di entusiasmi purissimi frustrati, come sempre capita in questi casi, dalla ingenua considerazione che il mondo pratico, la politica politicante, a quel giornale, come ad altri, chiedeva ben altro.

Fino a due anni fa quel focus approfondito ha avuto una traslazione piena, a partire dal metodo di analisi, di scomposizione tematica è stato traslato nella rete grazie a CasertaCe. L'anno scorso, seppur con un grado di sintesi maggiore, pure dedicammo mezza mattinata per analizzare le sezioni di rilevazione (parametri economici, ordine pubblico, servizi, demografia ecc) dalla cui risultante veniva fuori il solito terz'ultimo o quart'ultimo posto, per la provincia di Caserta. Naturalmente quell'articolo fu letto da pochissime persone, sovrastato da ben più illuminati racconti su camorristi, papponi, mignotte su cui abbiamo sempre di più dovuto ripiegare perchè purtroppo se la gente questo vuole, noi non possiamo andare da un'altra parte anche perchè faremmo la fame.

Quest'anno dal primo lancio di agenzia di stamattina, ci accorgiamo che Caserta è passata dal terz'ultimo o quart'ultimo all'ultimo. Non è che cambi granchè. Che questa sia l'ultima provincia d'Italia è noto da tempo, almeno a noi di CasertaCe che, inguaribilmente, continuiamo a lottare per far capire che il riscatto non può arrivare se non ci sarà, il che è quasi impossibile, un esame di coscienza di massa su come debba essere risolto il rapporto tra la cura dei legittimi interessi individuali e quella che dovrebbe essere una solida invarianza, la costante degli interessi collettivi, il senso della comunità, della civiltà che si sviluppa attraverso un rispetto per convinzione e non per costrizione, di ogni legge e di ogni regola finalizzata a costituire, consolidare e rafforzare questo interesse pubblico, il concetto stesso di comunità come elemento prevalente rispetto ad ogni, ripetiamo, pur legittimo interesse privato.

Per cui vi facciamo leggere solamente la prima genzia. Tanto a nessuno fregherà un tubo visto che le popolazioni indigene sono impegnate stamattina, dopo aver speso un bel pò di quattrini, guadagnati in nero, del Black Friday che qui è iniziato alle 7 del mattino, come del resto capita ogni giorno, ad architettare nuovi sistemi per fottere il prossimo, per truccare gare d'appalto, per sistemare parenti e amici. Per cui, che ci sprechiamo a fare, raffinando sempre di più la mira dei proiettili di cemento, di piombo sparati contro i photored dei semafori in modo da istituzionalizzare finalmente il rosso come colore della libertà di fare negli incroci quello che si vuole come primo atto della propria giornata vissuta spernacchiando ogni regola di civiltà. Anzi, già vi diciamo che occuperemo molto più produttivamente le prossime ore rafforzando i temi cari a questo territorio: cioè quelli già citati prima, delle mignotte, dei camorristi, dei ricottari, degli strozzini, dei cravattari e compagnia.

Qui sotto leggetevi la sintesi. Già, ora che ci penso: non siete nemmeno entrai in questo articolo e chi c'è entrato non è sicuramente arrivato alla lettura di questa riga. E qui dovremmo entrare in un discorso spiacevole, sconfortante ma inevitabile sull'atavismo di certi comportamenti.

Va bè, basta così.


QUI SOTTO LA PRIMA NOTA DI AGENZIA SULLA CLASSIFICA DEL SOLE

 

E' Belluno la capitale d'Italia per qualita' della vita, seguita in classifica da Aosta, che lo scorso anno era in vetta, e Sondrio. In coda Caserta, preceduta da Taranto e Reggio Calabria. E' quanto rileva il Sole 24 Ore nella sua annuale indagine nelle 110 province italiane, pubblicata oggi in prima pagina. Arretrano le grandi aree urbane, con Milano che scende dalla seconda alla ottava posizione. Roma, che ne perde undici, e' ora ventiquattresima. Torino perde cinque posti ed e' quarantesima. Crolla di ben 21 posizioni Genova, che e' ora 48sima. Cambia poco a Palermo (97esima, guadagna due posti) e Napoli (stabile al 107esimo posto), gia' nelle parti basse delle classifica. L'indagine viene realizzata misurando ricchezza e consumi, lavoro, ambiente e servi, demografia, giustizia e sicurezza e cultura. Da quest'anno vengono presi in esame parametri nuovi come acquisti online, gap retributivo di genere, spesa in farmaci, consumo di suolo, anni di studio degli over 25 e indice della litigiosita' nei tribunali. Vien fuori che sono le Alpi il comun denominatore del buon vivere, visto che i primi sette posti della classifica sono occupati da province di montagna. E anche che il divario tra Nord e Sud tende sempre piu' ad ampliarsi, tanto che per trovare la prima provincia meridionale bisogna scendere fino al 52esimo posto di Oristano. Le aree centro-settentrionali, infatti, non solo ribadiscono i loro primati storici negli indicatori economici, dalla ricchezza al lavoro, ma guadagnano spazio anche in ranking, come demografia e tempo libero, un tempo appannaggio dei territori del Sud. Milano resta al top per ricchezza e consumi, conquistando il primato nel Pil pro-capite, nell'importo medio delle pensioni e nei depositi bancari. I voti migliori per il consumo di suolo e l'emigrazione ospedaliera vanno invece a Sondrio, che guadagna il podio dell'area ambiente e servizi. Aosta e' la provincia dove si sta meglio quanto a densita' abitativa, mentre la provincia piu' sicura e' Verbano Cusio Ossola. Firenze supera Roma e si aggiudica il primo posto per cultura e tempo Libero. Ma la grande sorpresa del 2017 e' Ascoli Piceno, che nel ranking generale guadagna 27 posizioni, risalendo al 15esimo posto, e vince la medaglia d'oro nella categoria Lavoro e Innovazione.