Cronaca Bianca

La Nota / Roba da matti: il sindaco Elpidio Russo si alza in piedi in segno di rispetto dell'avvocato Casella

CASAGIOVE Evidentemente i nostri articoli precedenti non sono riusciti a spiegare al primo cittadino quale sia la differenza tra una persona e la stessa persona che si incarna in


CASAGIOVE Evidentemente i nostri articoli precedenti non sono riusciti a spiegare al primo cittadino quale sia la differenza tra una persona e la stessa persona che si incarna in una istituzione. CASAGIOVE  - Se è vero e non abbiamo alcuna ragione per dubitarne, che la ricostruzione fatta dalla minoranza consiliare del Comune di Casagiove, risponda alla reale evidenza dei fatti verificatisi, ieri, martedì, nel corso del Consiglio comunale, allora, anche l'uso della parola sconcerto è insufficiente per descrivere la misura del relativismo etico che attraversa e connota alcune nostre istituzioni rappresentative, nel caso specifico il Comune di Casagiove. Il sindaco Elpidio Russo ha tutto il diritto di esprimere ogni forma di solidarietà umana al suo amico personale Gerry Casella. Ha tutto il diritto di opinare rispetto ai provvedimenti restrittivi, assunti dall'autorità giudiziaria, nei confronti dello stesso Casella; ha tutto il diritto di criticare i giudici che hanno condotto l'inchiesta per la quale l'assessore ai Lavori Pubblici e all'Urbanistica, del comune di Casagiove è finito in carcere, con l'accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico. Il sindaco Elpidio Russo ha tutto il diritto di dire che Casella è innocente e che lo sarà fino ad una sentenza definitiva. Ma il sindaco Elpidio Russo non ha il diritto, come ha fatto, invece ieri sera, di alzarsi in Consiglio comunale e di affermare che quello è un gesto formale e sostanziale, attraverso cui esprime una forma di rispetto nei confronti dell'avvocato Casella. Ci si alza in piedi davanti alla bandiera, ci si alza in piedi quando viene suonato l'inno nazionale. Il credente si alza in piedi o si inginocchia davanti al Sacramento. Il signor Elpidio Russo può alzarsi in piedi a casa sua rispetto a qualsiasi cosa che lo induce a farlo. Ma il singor Elpidio Russo è una cosa, altra cosa è il sindaco Elpidio Russo, il quale  alzandosi in piedi, in Consiglio comunale, alza in piedi l'intera città che lui rappresenta. La alza in piedi in segno di rispetto nei confronti di un indagato per camorra e facendo questo compie e, con lui la compie l'intera cittadinanza di Casagiove, un'azione di non rispetto dell'autorità giudiziaria, la quale, fino a prova contraria è una Istituzione, un potere dello Stato costituzionalmente riconosciuto, davanti alla quale, in questo caso sì, sarebbe opportuno alzarsi in piedi. Ora, è vero che l'articolazione del potere giudiziario comprende una sezione inquirente, che oggi ha deciso di sottrarre la libertà, sempre per effetto della decisione di un giudice, che questa richiesta ha accolto, e comprende anche una sezione requirente che questa accusa, al di là della determinazione di un proprio giudice di prima istanza, cioè il Gip che ha arrestato Casella, potrebbe anche smontare nelle successive fasi del procedimento. Ma alzarsi in piedi, in segno di rispetto, come se Casella fosse una bandiera, significa coinvolgere un'intera cittadinanza in un giudizio nei confronti dell'avvocato Casella, che se non può essere un giudizio sommario e preventivo da parte dei Pm, men che meno,  può essere un giudizio sommario e preventivo di assoluzione formulato da Elpidio Russo, che di mestiere fa il funzionario dell'ufficio di collocamento e non è certo un giurista. Gianluigi Guarino