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GRAZZANISE/ PD bufera, Abbate e Paolo Parente incandidabili per la successione di Roberto Parente

 L’epurato Abbate preferirebbe una coordinatrice donna. Si vocifera di un Paolo Parente, stanco delle beghe interne, che potrebbe mollare la sezione locale. Intanto Rullo traghe


 L’epurato Abbate preferirebbe una coordinatrice donna. Si vocifera di un Paolo Parente, stanco delle beghe interne, che potrebbe mollare la sezione locale. Intanto Rullo traghetterà il circolo N. Jotti fino alla nuova assemblea congressuale.   Grazzanise - Le dimissioni post-parlamentarie di Roberto Parente, da coordinatore del circolo N. Jotti, hanno senza dubbio destabilizzato il PD grazzanisano. Nella riunione di sabato scorso c’è stato il tentativo di riassettare una situazione ingarbugliata. Parente si è dimesso “irrevocabilmente”, ma il suo direttivo resta in piedi. Gerardo Rullo, vice dell’ex Parente, traghetterà il partito fino all’assemblea congressuale, ma, se i tempi per l’elezione del nuovo coordinatore dovessero allungarsi, potrebbe addirittura dimettersi, decisione che determinerebbe un probabile commissariamento della sezione. Che cosa ha partorito la riunione di sabato? Il tesseramento 2012 dovrebbe svolgersi il 19 e 20 gennaio, ammesso che Caserta approvi la data scelta. In seguito, la commissione provinciale dovrà convalidare il tesseramento e solo allora Ludovico Feole potrà convocare l’assemblea per eleggere il successore di Roberto Parente. Una quota del partito vorrebbe come data per il congresso il 3 febbraio. I tempi sono stretti, le procedure complesse e, aggiungiamo noi, ad incasinare il tutto ci sono anche le elezioni nazionali. Quindi la reggenza Rullo potrebbe allungarsi… Nell’incontro non sono state avanzate candidature ufficiali. Nell’ultimo congresso, la spaccatura in due del partito era stata evidente. Il “poi epurato” Giovanni Abbate vs il dimissionario Roberto Cosimo. Sabato si è cercato un nome di sintesi, che potesse omogeneizzare la frizione, ma quello proposto dall’area dell’ex coordinatore, assente all’incontro, al momento, non pare convincere l’altra fazione, perché ritenuto non proprio “terzo”, in soldoni: troppo legato al blocco che aveva incoronato Parente. La riunione è stata anche occasione per rendere noti i motivi ufficiale delle dimissioni di Parente: “motivi di famiglia” che sottraggono tempo al partito e che conducono ad irrevocabili dimissioni.   Unica certezza nel caotico PD è l’impossibilità di concorrere alla carica di coordinatore sia per  Paolo Parente, vice presidente della commissione provinciale di garanzia, sia per l’epurato Giovanni Abbate, a causa di un impiego lavorativo che gli impedisce di avere incarichi di partito. Qualora dovessero coalizzarsi,  dovrebbero condensare il proprio patto su un terzo nome. Abbate preferirebbe “una coordinatrice, per la prima volta a Grazzanise donna. Perché il ruolo delle donne, in politica, da noi, è spesso limitato alla competizione elettorale locale e, purtroppo, usato spesso come riempitivo.” Grazzanise, con un’amministrazione assente e la presenza del commissario prefettizio, avrebbe bisogno di attivismo e di partecipazione politica, ed invece i partiti si accapigliano in lotte intestine. Proprio per questo assenza di “azione”, indiscrezioni sussurrano di un Paolo Parente pronto a lasciare l’attività locale di partito. Giuseppe Tallino