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ORE 17,48 Pd, 4 parlamentari casertani solo se Bersani dimezza il numero di nominati nel listino

In ESCLUSIVA, in calce all'articolo,  il documento riservato che definisce le quote teritoriali dei candidati. Sicuri restano solo Caputo, Picierno ed Esposito. In direzione regi


In ESCLUSIVA, in calce all'articolo,  il documento riservato che definisce le quote teritoriali dei candidati. Sicuri restano solo Caputo, Picierno ed Esposito. In direzione regionale approvato l'ordine del giorno che, espressamente, chiede la riduzione dei canddiati calati da Roma.. Paura per l'esito del Senato. Ma se il Pd campano ha le sembianze di Feole, l'esito non può essere che infausto. Caserta - Arrivano le prime notizie dalla direzione regionale del Pd, in corso di svolgimento a Napoli. Primi punti fermi, che, i nostri lettori, in verità ben conoscono. Partiamo dall'ordine territoriale di assegnazione dei candidati al Senato dopo il capolista indicato da Bersani nel suo listino, si parte con un candidato napoletano, poi un salernitano, po ancora un napoletano e, finalmente, un casertano. Successivamente ancora un napoletano. Poi è la volta di Avellino, di nuovo Napoli, Salerno e Napoli. Poi Benevento e, ancora una volta, Napoli. E infine Caserta. Leggendola così, la cosa sembrerebbe aprire alla possibilità di un secondo senatore casertano effettivamente eleggibile in caso di vittoria del centrosinistra al Senato in Campania, dato che, con tre senatori dei partiti minori dentro, sarebbero tredici quelli targati Pd ad entrare. Ma in questo elenco mancano altri tre candidati che, secondo lo schema nazionale, dovranno essere indicati da Bersani. E siccome questi qua se vengono nominati devono essere anche eletti, conquisteranno i primi QUATTRO numeri. Ordunque, per Caputo non ci dovrebbero essere problemi, a meno di cataclismi,perché sarà numero 8,, che è una cifra accreditabile al Pd campano; l'altro candidato casertano che abbiamo segnato, provvisoriamente, con il 13 dovrebbe scivolare al 16, dunque, a meno che nessuna delle liste alleate al Pd, neppure Vendola arrivi allo sbarramento del 3%, il secondo casertano no entrerà. E siccome nessun sondaggio dà Vendola sotto al 3% in Campania, le possibilità che un secondo senatore abbia le insegne di Terra di Lavoro sono pari a zero. Esattamente uello che andiamo ripetendo da giorni. Ora veniamo alla CameraD0po o quattro del cosiidetto listino , tra cui c'è Rosaria Capacchione, ci sarà un candidato salernitano. Poi un casertano col 6. Poi Avellino,Salerno e Benevento.E di nuovo un casertano col 10. Per poi continuare con un salernitano, uno di Avellino e di nuovo Salerno, tornando ad un casertano col 14. Anche in questo caso, fermo restando le osizioni della Esposito e della Picierno che avranno numeri inferiori all'undici, la terza posizione, scivolerà all'altezza della casella numero 14. Il centrosinistra, sondaggi nazionali alla mano, conquisterà quindici parlamentarie almeno tre andranno ai partiti minori. Dunque, il tredici è destinato a rimanere fuori. Oggi pomeriggio, nella direzione regionale,è stato approvato un ordine del giorno in cui si chiede a Roma la misricordia di ridurre da 12 a 6 i candidati calati da Roma. Bisogna capire cosa deciderà l'otto gennaio la direzione nazionale. La speranza che la Sgambato o finanche Abbate possano rientrare nel novero dei possibili eletti è legata ad una modifica della decisione di inserire in Campania 12 candidati di nomina della segreteria nazionale.Questo nel suo intervento pare che abbia chiesto anche ludovico Feole, dicendosi preoccupato per le sorti del Senato. Sì, effettivamente il Pd fa bene a preoccuparsi per le sorti del voto al Senato, perché se la sua classe dirigente ha le sembianze di Ludovico Feole, brava persona per carità, ma politicamente inadeguato, in quelli che dovrebbero essere i tempi nuovi della politica, allora più di qualcuno penserà che tutto sommato tra un Feole, un Zinzi o un Cosentino, è meglio votare per un Zinzi o un Cosentino. g.g.