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CAPODANNO DI CASERTACE / Anche Caputo 'costretto' ad appoggiare la Picierno: 364 voti a Villa di Briano. Ma la Pina non diceva che quella era Gomorra?

Con ogni probabilità, prima di ottenere la deroga, il consigliere regionale ha fatto un passaggio, al pari dei socialisti di Oliviero, dalle parti di Franceschini. E il risultato


Con ogni probabilità, prima di ottenere la deroga, il consigliere regionale ha fatto un passaggio, al pari dei socialisti di Oliviero, dalle parti di Franceschini. E il risultato è stato evidente Caserta – Pina Picierno non ha ricevuto, alle Primarie di domenica scorsa, solo l'appoggio dei socialisti di Gennaro Oliviero, mobilitati a Roma da Dario Franceschini per un ticket che, incredibilmente, ha assegnato alla coppia Abbate-Picierno il medesimo numero di voti, precisamente 664. La blindatissima e protettissima deputata di Teano ha ricevuto un ausilio importante anche da Nicola Caputo, il quale nel giorno precedente alla decisione sulle deroghe, che gli ha permesso di candidarsi, è stato chiamato a rapporto anche lui da Franceschini, forse attraverso la sua capocorrente Bindi e indotto ad assumere l'impegno di sostenere la deputata uscente alle Primarie. Caputo, forse anche grazie a questo impegno, ha ottenuto la deroga. E siccome è uomo di parola ha mantenuto quello che aveva promesso. Basta esaminare un dato elettorale di domenica: quello di Villa di Briano, dove la Picierno ha raccolto, in terra di Gomorra, di quella gomorra di cui ha parlato e a volte anche straparlato in questi anni, erigendo il suo enunciato di lotta dura e pura contro l'illegalità camorristica, trecentosessantaquattro voti. Consenso bulgaro, visto che, tranne Caputo, titolare politico di quei voti, che si è attestato sui quattrocentosei voti, gli altri sono tutti al di sotto dei cinquanta. Se non ricordo male, Villa di Briano, in passato, è stata dentro ai discorsi moralizzatori e iper-legalisti della Picierno. Oggi, in cui non solo Casertace, ma autorevoli esponenti del Pd, parlano apertamente di brogli, la Picierno non ha proferito una sola parola. Delle due, l'una, anzi, delle tre l'una: o i 364 che l'hanno votata a Villa di Briano sono paladini dell'anticamorra e, noi, che molto modestamente bazzichiamo nelle cronache di quelle parti da un 12-13 anni non ce ne eravamo mai accorti, oppure siamo di fronte all'ordinaria questione della doppia morale, applicata soprattutto a sinistra, per la quale, quando Palermo vota in massa per Leoluca Orlando, con consensi sopra il 70%, quello è il segno della Palermo liberata dal voto onesto, quando,invece, Palermo vota in massa per Cammarata e Forza Italia, quelli sono voti della mafia; oppure, molto più prosaicamente e semplicemente, come la pecunia dei cessi pubblici non puzzava sotto al naso dell'imperatore Vespasiano, i voti, che servano per tenere il deretano caldo su uno scranno parlamentare per 5 anni ancora, non puzzano sotto il naso dei nostri politici. Anche di quelli che si riempono la bocca del propellente atonico agli occhi dei creduloni romani, dell'anticamorra militante che a Caserta praticano in pochi sul serio e da questi pochi, senza falsa modestia, ci siamo noi di Casertace. La Picierno, se può, ci spieghi. Gianluigi Guarino