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Polverino va via dal Pdl senza il numero 7 al Senato. Sarro come Cetto La Qualunque: banda musicale e fuochi per Cosentino

Grande corteggiamento, nei confronti del consigliere regionale di Caserta, da parte della Meloni, Cirielli e Taglialatela. Lo seguirebbe Mimmo Ventriglia e, forse, anche Di Costan


Grande corteggiamento, nei confronti del consigliere regionale di Caserta, da parte della Meloni, Cirielli e Taglialatela. Lo seguirebbe Mimmo Ventriglia e, forse, anche Di Costanzo. In tre hanno preso 50mila voti alle Regionali. Caserta – Il corteggiamento è forte. Intenso. Quelli di Fratelli d'italia, per intenderci il partito fondata da Giorgia Meloni, Crosetto e La Russa, chiamano Angelo Polverino un giorno sì e l'altro pure. Quello più attivo nel pressing è Marcello Taglialatela. Polverino, per il momento, ha respinto le avances ma la sua è una posizione di attesa. Ieri mattina, domenica, ha partecipato, attivando anche le sue truppe, alla cerimonia di auguri svoltasi nel Crowne Plaza. Parlando ai presenti non si è sbilanciato ma è chiaro che, qualora a Polverino non fosse dato quello che Polverino chiede cioè una candidatura al Senato, al massimo con numero otto, la partita si riaprirà e, a quel punto se gli fosse offerto un posto buono nella lista Fratelli d'Italia, allora il consigliere regionale potrebbe anche pensare di abbandonare il Pdl. Chiaro è che neppure è detto che Fratelli d'Italia possa garantire un seggio sicuro a Polverino, dato che il nuovo capolista della circoscrizione di Campania 2 sarà, sicuramente, ad appannaggio del salernitano Cirielli. E al Senato, per un piccolo partito, com'è al momento questo, è tutto più complicato. Il numero otto viene considerato una sorta di condicio sine qua non da Polverino e anche dal suo alleato di ferro, Mimmo Ventriglia, sindaco di Curti, che alle elezioni regionali timbrò la cifra di sedicimila preferenze personali. Se al duo, aggiungiamo anche il sindaco di Alvigano Di Costanzo, che al momento sembra spsoare le stesse posizioni, questi tre fanno 50mila voti che, magari, sarà difficile travasare direttamente dal Pdl ad un altro partito ma che certo rappresentano una significativa minaccia per le sorti già traballanti di per sé del maggior partito del centrodestra. Numero otto, in quanto, secondo gli ultimi sondaggi riservati, fatti in Campania questa è la cifra presumibilissima dei senatori sicuri, cioè di coloro che verranno eletti a prescindere da chi, tra centrosinistra o centrodestra, si aggiudicherà il premio di maggioranza. Nella prospettiva peggiore per il centrodestra, cioè quella che aggiudica questo premio alla coalizione di Bersani e Vendola, tolti i diciassette senatori ad appannaggio del centrosinistra, ne rimarrebbero tredici da aggiudicare alle altre coalizioni in grado di superare lo sbarramento dll'8%. Al momento i sondaggi riconoscono questa capacità solo al centrodestra e alla Lista Monti, mentre Cinque stelle di Grillo, in Campania, fa ancora fatica ad attestare le stesse cifre registrate in altre regioni ed è stimata al non più del 4%, quindi al di sotto dello sbarramento dell'8%. In poche parole, i 13 senatori verrebbero suddivisi tra i partiti della coalizione di centrodestra e la Lista Monti. In questa ripartizione, sempre secondo i sondaggi di goggi, sarebbero 7 massimo 8 i senatori in quota Pdl. Ecco perché Polverino considera questa posizione non trattabile. Il problema è, però, costituito dal fatto che Nicola Cosentino ha promesso la ricandidatura a Carlo Sarro, il quale non a caso, l'altra sera, ha inaugurato la sezione del Pdl di Piedimonte Matese, ricevendo Cosentino in puro stile coatto d'antan: banda musicale e fuochi artificiali. Roba da Cetto La Qualunque. Va da sé, dunque, che uno tra Sarro e Polverino, dentro al gruppo dei sette-otto eletti sicuro, è di troppo, ecco perché, Polverino, si sente incerto, declina con cortesia gli inviti del partito della Meloni, ma tiene comunque aperta una porta, qualora le cose non dovessero evolvere, nei prossimi giorni, per il verso giusto che a lui aggrada. Gianluigi Guarino