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CASERTA. Tentata truffa in via Ferrarecce escogitando un nuovo metodo: ecco quale

Anche se la truffa non è andata a buon fine le autorità sono state allertate


CASERTA - Tentata truffa nella giornata di ieri a Caserta. verso le 17 e 30 del pomeriggio è stato perpetrato dinanzi agli occhi increduli dei passanti, un tentativo di truffa che ha dell’incredibile. Questa modalità di raggiro potrebbe definirsi una sorta di rivisitazione, in chiave moderna, della più classica "truffa dello specchietto": difatti, in questa circostanza, il truffatore non accusa l’ignaro conducente di un’altra vettura di avergli rotto lo specchietto della sua automobile, ma di esser passato con le ruote della automobile sul suo smartphone. Nel tardo pomeriggio di ieri, in via Ferrarecce, un signore di bassa statura, ha deciso di mettere in atto tale tipo di raggiro, quindi comincia a picchiettare con fare scontroso sul finestrino di un’automobile. Il conducente, che di lì a poco aveva spento la sua automobile poiché le barriere del passaggio a livello erano chiuse, incuriosito dallo strano atteggiamento del passante abbassa il finestrino e chiede spiegazioni; il truffatore, con un cellulare rotto in mano, allude ad una guida maldestra che avrebbe causato la rottura del display del suo cellulare e, di conseguenza, senza neanche troppi giri di parole, chiede un risarcimento del danno. Il conducente, essendo sicuro di non esser transitato con le ruote della sua vettura sul cellulare, e, percependo un fare minaccioso del passante, subito si rende conto che quella che stava materializzandosi dinanzi ai suoi occhi era una truffa bella e buona. Il conducente cerca tuttavia di chiarirsi con l’aspirante truffatore, ma questi comincia ad avanzare pretese assurde e ad agitarsi e a dimenarsi in maniera insolita; diviene ben presto impossibile qualunque forma di chiarimento. L’atteggiamento criminoso del truffatore è preludio di una accesa discussione che lascia esterrefatti e preoccupati non solo gli abitanti della zona, ma anche la piccola figlia dell’automobilista che sedeva in auto assieme al padre. I toni divengono ancora più accesi quando il truffatore alterandosi in maniera evidente paventa anche di essere un "casalese" e di aver già trascorso diversi anni in carcere; il conducente tuttavia non si lascia affatto intimidire, e dopo avergli detto che gli stava facendo perdere del tempo, e che doveva portare sua figlia a fare una visita medica, ormai, ampiamente infastidito da tale atteggiamento delinquenziale, gli risponde che avrebbe fatto bene ad andar via, altrimenti lo avrebbe denunciato. Terminata così la discussione l’aspirante truffatore, pur se rimuginante, si vede costretto ad andar via. Ovviamente chi ha preso visione di tali fatti indecorosi non ha esitato a segnalare l’accaduto agli organi di polizia territorialmente competenti.

Piero Callipo