Cronaca Bianca

LE FOTO MARCIANISE. Vergogna, biblioteca comunale ridotta a un colabrodo. Infiltrazioni, vetri rotti e armadietti in sospensione sul soffitto per tappare i buchi

Numerose le denunce dei fruitori della biblioteca di via Vespucci, finora bellamente ignorate


MARCIANISE - Siamo ormai avvezzi ai toni propagandistici, ovvero all'esaltazione della straordinarietà di ciò che è (o dovrebbe essere, in una paese civile) perfettamente ordinario, con i quali il primo cittadino di Marcianise descrive l'operato della sua amministrazione: tutto in ordine, "ci invidiano tutti", "Marcianise modello per le altre città".

"Ti piace vincere facile?", diremmo citando lo slogan geniale di una famosissima pubblicità del Gratta e Vinci: se di una medaglia rappresenti sempre e solo il lato bello, quello tirato a lucido, è chiaro che l'effetto sarà quello della narrazione farlocca di una città idilliaca, dove tutto funziona ed è perfetto. Per chi ci crede e difetta in spirito critico, ovviamente.

E invece non lo diciamo, perchè preferiamo opporre al racconto fantasioso di una Marcianise da Mulino Bianco la realtà cruda, fatta di evidenze materiali e non solo di parole scritte su un diario Facebook, delle foto che alleghiamo a questo articolo.

Queste immagini ritraggono le condizioni disastrose in cui attualmente versa la biblioteca comunale, ovvero il luogo che dovrebbe rappresentare il primo baluardo della cultura in città e accogliere, garantendo le condizioni ottimali per lo studio e la ricerca, tutti gli studenti e gli studiosi che desiderino legittimamente usufruirne.

La biblioteca di Marcianise è molto frequentata e ospita ogni giorno centinaia di persone, che occupano i locali della stessa e la sala polifunzionale attigua.

Dopo la disastrosa grandinata di settembre, che ha fatto registrare danni ingentissimi nell'intera città, e le forti piogge di questi periodi, ecco quali sono le condizioni della biblioteca: pezzi di intonaco che cadono, vistose infiltrazioni, vetri rotti riparati alla bell'e meglio (si fa per dire) con teli di cellophane bloccati da pezzi di armadietti appoggiati a far da zavorra. 

Come si può pensare che sia sicuro tenere un armadietto in bilico su un oblò scoperto nel soffitto? 

I fruitori della biblioteca hanno già numerose volte denunciato le condizioni di precarietà e di mancanza delle condizioni di sicurezza dei locali, rimanendo inascoltati.

Noi diamo spazio alla denuncia fotografica, sperando che possa servire a velocizzare i tempi di ripristino dello stato dei luoghi.

 

M.C.V.