Economia e Territorio

Banche usuraie e strozzine, la pacchia sta per finire. Il governo metterà sotto controllo anatocismo e gli interessi da rapina

L'avvocato Gianluca Casertano, esperto nazionale della materia, fa il punto della situazione: "Sembra chiaro l'obbiettivo del legislatore di porre un freno allo strapotere degli istituti di credito"


CASERTA - Il primo giorno del 2014 dovrebbe segnare il crepuscolo (speriamo non la trasformazione, come nel caso delle c.m.s.) della capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori, il c.d. “anatocismo”. Come noto, contratto di conto corrente, fideiussioni ed operazioni finanziarie sono da tempo sotto accusa, ci spiega l’avv. Gianluca Casertano. Tutto è cominciato più o meno dal 1999 con le prime sentenze della Corte di Cassazione sul divieto di “anatocismo” e, da allora, sono state sempre più numerose le decisioni  sfavorevoli alle prassi bancarie, che hanno dischiuso in favore del cliente la possibilità di ottenere la restituzione di somme addebitate o quantomeno una notevole riduzione del saldo debitore. Conosciamo le “tradizionali”  voci di addebito già da alcuni anni colpite dalla magistratura: “anatocismo” (interessi calcolati su interessi, che il giudice sopprime), interessi superiori al tasso legale non pattuiti per iscritto (che il giudice riporta al tasso di legge), interessi usurari (che il giudice abbassa a zero), “commissioni di massimo scoperto” (che il giudice abolisce completamente), variazioni peggiorative delle condizioni di rapporto, non adeguatamente motivate dalla banca. L’ultima novità è rappresentata dal comma n. 629 della L.  27.12.2013 n. 147 (“Legge di stabilità”) che modifica l’art. 120, co. 2, T.U.B. (D.Lgs. 1.9.1993, n. 385), delegando al C.I.C.R. (Comitato Interministeriale Credito e Risparmio) di  “stabilire modalità e criteri per la produzione di interessi nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria, prevedendo in ogni caso che: a) nelle operazioni in conto corrente sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori; b) gli interessi periodicamente capitalizzati non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale.” Se la “reciprocità” che troviamo nella lettera a) (identica periodicità di interessi attivi e passivi) conferma le regole precedenti, la vera novità è costituita dall’abolizione (che troviamo nella lettera b)  del diritto della banca di addebitare interessi su interessi. Anche i Lavori Preparatori denunciano l’obiettivo del Legislatore di porre fine all’anatocismo, vietando che gli interessi maturati producano altri interessi. In ogni caso - prosegue l’avv. Casertano – tutto, per adesso, rimane come prima e sarà decisiva (come è stata in passato) l’attuazione della nuova norma da parte del C.I.C.R., che dovrà chiarire un testo normativo, in parte, piuttosto ambiguo (ad esempio: come possono interessi “capitalizzati” non produrre a propria volta interessi?) e dovrà fissare la normativa transitoria sull’adeguamento dei rapporti di conto corrente in corso. Ad ogni modo, qualunque sia l’attuazione della norma, rimane da registrare l’avanzato crepuscolo (difficile definirlo tramonto) dell’incontrollato potere delle banche e la necessità assoluta che il cliente (specialmente quello affidato) sottoponga sempre al legale la documentazione che la banca gli ha consegnato (quella che non gli ha consegnato potrà essere richiesta), affinchè questi valuti se ed in che misura nel rapporto possano ravvisarsi degli abusi.