Politica

Il pentito Zagaria: "Noi del clan votammo Cosentino e Paolo Romano insieme". Ma le sue parole non trovano riscontro con le circostanze effettive

Il collaboratore di giustizia, parlando dei presunti rapporti tra Carmine Zagaria e Giovanni Cosentino fa riferimento a una contemporanea candidatura alle regionali e alle politiche. In realtà, questa c'è stata ma tra provinciali e regionali


paolo-romano CASERTA – Il pentito Antonio Zagaria, molto utilizzato dagli inquirenti della Dda nella ordinanza che ha portato in carcere i tre fratelli Cosentino e altre persone, parla a pagina 29 dei rapporti tra Carmine Zagaria e Giovanni Cosentino, che definisce testualmente “fra i fratelli il più diabolico”. Il dettaglio di questo interrogatorio, reso da Antonio Zagaria nel  maggio del 2012 lo potete leggere nella pagina che pubblichiamo in calce. In questa sede vogliamo, invece, puntualizzare alcune affermazioni che il pentito fa relativamente al sostegno politico elettorale che il gruppo Zagaria avrebbe dato a Cosentino. Si fa riferimento a un’elezione in cui Cosentino e Paolo Romano sono stati entrambi candidati. Il collaboratore afferma, pur con una formula dubitativa, “credo che i due fossero candidati per la Regione e per la Camera dei deputati”, che il clan si fosse mobilitato per votare Nicola Cosentino e Paolo Romano contemporaneamente. In effetti, Antonio Zagaria, che probabilmente non si intende  molto di politica, dato che ha utilizzato il suo tempo in altre attività ugualmente lucrose da queste parti, fa confusione, dato che Nicola Cosentino e Paolo Romano non sono mai stati candidati contemporaneamente uno per le elezioni regionali e un altro per le politiche. Insieme, invece, sono stati candidati in una sola occasione e, precisamente, nel 2005, quando Nicola Cosentino concorse per la carica di presidente della provincia e Paolo Romano per quella di consigliere regionale, carica che ricopriva già dall’anno 2000. Per la cronaca in quell’occasione Cosentino perse l’elezione, battuto da De Franciscis, mentre Paolo Romano, fino alle 9 del mattino successivo allo spoglio “stava più di là che di qua”, visto che l’unico seggio raccolta da Forza Italia contro l’uragano Bassolino, se l’era conquistato Giuseppe Sagliocco, primo eletto in quella circostanza. Romano, con circa 8 mila voti di preferenza, veramente poca roba rispetto ai 17 mila e passa che avrebbe raccolto nel 2010 fu ripescato per un colpo di fortuna: le liste di Bassolino e Bassolino stesso avevano superato ampiamente la quota massima di voti per aggiudicarsi tutti i seggi che toccavano, ripetiamo, come massimo consentito, alla maggioranza, per cui si dovettero “regalare” alcuni seggi, non raccolti grazie al riparto proporzionale, alla minoranza. Grazie a questo colpo di mazzo clamoroso Paolo Romano fu ripescato e Massimo Grimaldi con poco più di 2 mila voti che gli aveva dato il prode Pirollo, sindaco S.Pietro Infine, si trovarono inopinatamente ad essere eletti. G.G. zagaria