Cronaca Nera

PROCESSO ECO 4 TRA STATO E ANTISTATO. Le rivelazioni dell'ex commissario Facchi su Cipriano Chianese

L'ex responsabile del commissariato per l'emergenza rifiuti in Campania ricorda in aula la situazione dei lavoratori della differenziata che dovevano essere assunti dalla Fibe


SANTA MARIA CAPUA VETERE -  "Cipriano Chianese era gia' a conoscenza dell'ordinanza di proroga dei siti di stoccaggio provvisori dei rifiuti prima che fosse emanata". A dirlo e' l'ex sub commissario dei rifiuti in Campania Giulio Facchi, sentito questa mattina al tribunale di Santa Maria Capua Vetere nell'ambito del processo Eco4 che vede imputato l'ex sottosegretario Nicola Cosentino per concorso esterno in associazione camorristica. Facchi, rispondendo alle domande del pm Alessandro Milita, parla del suo ruolo svolto dal 1999 al 2004. Racconta di aver avuto sempre la percezione di essere stato intercettato un po' per intuizione e soprattutto per un episodio legato proprio a quell'ordinanza. "Ne avevo parlato al telefono quindici minuti prima con Paolucci, (vicario del vice sub commissario, stretto collaboratore di Antonio Bassolino) io nemmeno ancora l'avevo vista, e vennero i carabinieri da me cercando quell'ordinanza", racconta. Imprenditori collusi con la camorra, dunque, come Chianese, avevano contatti con funzionari del commissariato e' quanto racconta Facchi. Inoltre, racconta di un eccesso di indagini in quel periodo, 2001-2004, sul settore ambientale. "Non sapevo a che parte dello Stato dovevo rivolgermi in quel periodo. Venivano da me esponenti delle varie forze dell'ordine e mi dicevano di non parlare con altri. Tipo i finanzieri mi dicevano di non parlare con i carabinieri e viceversa. Per questo, per difendermi, iniziai a parlare e ad avere rapporti con i servizi segreti", racconta Facchi. Tra le tante cose drammatiche di quel periodo che Facchi ricorda in aula c'e' la situazione dei lavoratori della differenziata che dovevano essere assunti dalla Fibe, ma che poi furono assunti dai consorzi che pero' non pagavano perche' non c'erano soldi. "Ho vissuto un anno drammatico - racconta - ogni giorno mi chiamava qualcuno minacciandomi di bloccare i rifiuti perche' non venivano pagati".