Cronaca Nera

MONDRAGONE. Parrocchia di San Rufino, il vandalismo non ferma lo spettacolo: "Processo a Gesù" è stato un trionfo

Grande successo per lo spettacolo "Processo a Gesù" nel salone parrocchiale della Chiesa di San Rufino sul Viale Margherita. L'articolo si può leggere anche sulla pagina facebook di Casertace "INCONTRARE L'ARTE" a questo link https://www.facebook.com/inco


di Walter De Rosa  

MONDRAGONE- Il vandalismo non li ha fermati. L'assalto indecente e disonorevole di venerdì scorso (raccontato da Casertace) da parte di alcuni ignoti non li ha scoraggiati. Grazie ad una esemplare forza di volontà e ad un mirabile impegno, gli artisti , aiutati da alcuni parrocchiani, hanno completamente ripulito dal materiale contenuto negli estintori che fu riversato dagli anonimi incivili sulle poltrone.

Tutto era pronto ieri sera per lo spettacolo "Processo a Gesù" allestito dalla compagnia teatrale la "Settima Musa". Alcuni degli attori erano addirittura alla loro "prima volta" su un palcoscenico. Certo iniziare con un copione così articolato e complesso, dinanzi ad una platea attenta e conoscitrice della materia religiosa rappresentata, non è stato un "battesimo teatrale" facilissimo. Alla fine però, se la sono cavata tutti, e alla grande.

In un'ambientazione curata nel dettaglio , si è aperta la "performance" .

Nella prima scena, la discussione del gran pontefice Caifa con un gruppo di religiosi. L'argomento dell'assemblea: la futura "sorte di Gesù". Seguiranno, poi, commoventi rappresentazioni di due momenti cristiani celeberrimi:  "Ultima Cena" e arresto di Gesù

Uccidere o salvare il figlio di Dio? Si va da Ponzio Pilato, assistito da due soldati romani dal nome di Longino (caricato di un'umanità e rispetto straordinario per la figura del Cristo) e Tacito. Si va dunque al cospetto di quel politico romano che pronuncerà la notissima frase "Me ne lavo le mani". Alla fine, la sorte del Nazareno la conosciamo tutti: crocifissione, affianco a due ladroni.

La compagnia ha pensato proprio ad ogni cosa. Il pubblico ha applaudito con tutta la forza che aveva nelle braccia in particolare due azioni messe in atto: il percorso di Cristo che porta la croce dove andrà a morire e il momento in cui viene crocifisso e assassinato. In quegli istanti, gli spettatori hanno inteso che si è sfiorato il sublime.

Tra i personaggi più emblematici della "kermesse", oltre al Cristo interpretato dal giovane mondragonese Salvatore Nocella,  Giuda e Satana : l' apostolo è stato raccontato nella sua iniziale scelta di tradire il Maestro ma poi pentitosi amaramente del gesto compiuto; il Diavolo è stato invece mostrato nella sua più profonda e intima cattiveria.

Il risultato è stato eccezionale.

E ora lasciamo che siano alcune delle immagini della serata, pubblicate nell'articolo, a dire il resto.

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