Cronaca Nera

AGG. 17.41, SUPER ESCLUSIVA. Omicidio Noviello, tra le urla di Setola e gli addebiti negati: "Ecco come mi mossi dopo l'evasione da Pavia...."

Stamattina, il boss Killer ha deposto in video conferenza nel processo per l'omicidio di Mimmo Noviello. Ha parlato della sua opposizione a far uccidere Cirillo e Letizia. Ha detto che Alfiero lo fa vomitare e che lui non c'entra nulla con l'omicidio di U


di Max Ive   AGG. 17.41 - Toni accesi e vere e proprie urla tra il capo dell'ala stragista dei Casalesi, Giuseppe Setola (in videoconferenza e con gli occhiali scuri) e il pm della Dda di Napoli Alessandro Milita nel corso dell'udienza per l'omicidio di Domenico Noviello, imprenditore ucciso il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno dal gruppo capeggiato proprio da Setola perche' qualche anno prima aveva denunciato per estorsione alcuni affiliati al clan. Setola, condannato definitivamente a otto ergastoli per 15 omicidi su un totale di 18 avvenuti nel Casertano tra il maggio e il dicembre 2008, tra cui la strage dei sei immigrati africani, ha risposto per la prima volta alle domande del pm evitando di ricorrere alle spontanee dichiarazioni. In relazione ai delitti ormai accertati ha negato pero' ogni addebito, anche sull'omicidio Noviello. Setola si e' in sostanza definito un caprio-espiatorio, ''messo in mezzo dagli infami dei pentiti che - ha detto - hanno fatto il mio nome per avere protezioni e soldi facendomi ottenere condanne ingiuste. Per lei e il pm Sirignano ho fatto tutto io - ha aggiunto riferendosi al pm - ma con la coscienza sono a posto''. Le schermaglie tra accusa e difesa sono cominciate subito dopo, quando il Pm ha chiesto a Setola quanti omicidi ha compiuto durante la faida che a fine anni '90 contrappose i Bidognetti, di cui Setola faceva parte, al gruppo Cantiello. Il presidente della Corte d'Assise Maria Alaia e' intervenuto piu' volte ma ha fatto fatica a calmare gli animi. Il tono di Setola si e' fatto sempre piu' polemico. L'apice della tensione si e' toccato quando Milita ha chiesto a Setola della sua presunta malattia agli occhi. SANTA MARIA CAPUA VETERE - Innanzi alla prima sezione della Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere si è celebrato l'esame e il controesame da parte del PM Dott Milita del l'imputato Giuseppe Setola, in merito al processo sull'omicidio del titolare dell'autoscuola di Castel Volturno, Domenico Noviello. Il capo dell'ala stragista ha subito esordito: " Nel 97 il capo dei Casalesi rimasto fuori era  Aniello Bidognetti mentre il capo in assoluto e' stato sempre il capo ciò anche quando sono evaso. L'ho sempre rispettato ma non mi ha mai mandato ordini. Sono evaso sia per le pressioni di Massimo Alfiero e per evitare l'ergastolo. Non è' mai stato ordinato l'omicidio di Cirillo e Letizia che erano amici miei di infanzia.  Massimo Alfiero - continua Setola nelle sue dichiarazioni rese innanzi ai giudici della Corte di Assise -  mi disse che Cirillo e Letizia rubavano e che aveva pensato di uccidere Giovanni Letizia e Alessandro Cirillo. Allora decisi di evadere, assunsi il comando del gruppo e vietai l'uccisione di entrambi. "Ordinai a Massimo Alfieri di non ammazzare nessuno" - ci tiene a precisare il capo dell'ala stragista in aula. Cirillo e Letizia ad Alfiero  non lo calcolavano proprio. Era Alfiero ad avere astio verso i due ras. Questi due una volta dissero che  mandarono 20 mila euro a Bidognetti e che Alfiero se li era rubati. Dopo l'evasione formammo un gruppo di 12 - 17 persone che prendevano ordini da me. Ci interessavamo di estorsioni i cui proventi erano destinati ai carcerati. La cassa la teneva sia Cirillo che Letizia e al mese facevamo mediamente dai 50 ai 90 mila euro. A Natale arrivavamo a 150 mila euro. Non avevo la lista degli estorti - ci tiene a precisare Setola nel suo lungo esame - mentre avevo io la lista degli stipendiati". Su chi faceva il giro per conto del clan, Setola aggiunge anche: "A quell'epoca c'era Cangiano che faceva il giro. Gli affiliati stipendiati erano una cinquantina e a natale, ferragosto e Pasqua gli stipendi si raddoppiavano. Il costo degli stipendi era 70-80 mila euro al mese e i comuni controllati erano Villaggio Coppola, Castel Volturno, Parete, Lusciano e cioè nelle zone in cui comandava Bidognetti". Per quanto riguarda Casal di Principe, Giuseppe Setola ha inteso scindere le piazze estorsive da quelle del litorale adducendo: "Casale di Principe era sotto gli Schiavone. Di San Cipriano di Aversa non so nulla, non so se comandava Iovine che in ogni caso fa parte degli Schiavone. Michele Zagaria mi disse che al suo paese non faceva estorsioni. Nemmeno io facevo estorsioni nel mio paese. Ho incontrato Zagaria  una volta sola, andammo io e Cirillo, ignoro il posto e fummo portati coperti per non vedere il posto. Mi fidaii. Lo conosco da molti anni e so che mi stimava. Fermarono un cantiere a San Andrea del Pizzone e Michele si arrabbio perché a Sant'Andrea comandava lui e così ci incontrammo per chiarire questa faccenda. Ci mettemmo - continua Setola - d'accordo e ci salutammo e ciò accadeva a giugno. A dicembre incontrai Antonio Iovine  perché il fratello Peppino comprò dei mobili sulla Domitiana e l'assegno tornò indietro. Stemmo insieme un ora. Ho incontrato anche Nicola Schiavone" Sull'incontro con il figlio di Sandokan, il capo dell'ala stragista precisa anche alcuni particolari: "Nicola Schiavone l'ho incontrato a casa di mio cugino di cui non vi dico le generalità. Conosco Nicola Alfiero  da una vita. Dopo l'evasione Massimo Alfiero l'ho incontrato sporadicamente e gli dissi mettiti a posto e non dare fastidio, tu non ammazzi nessuno. Secondo me avevano ragione Letizia e Cirillo. Massimo quando stavo a Pavia mi ha mandato qualcosa di soldi ma alle mie spese ci pensava mio suocero. Prima che evadessi Massimo Alfieri gestiva Cancello ed Arnone e Villa Literno, poi quando uscii gli dissi mettiti a casa tua e dormi. In quelle zone fu sostituito da Nicola Pataterno e da un altra persona. A parlare di Massimo Alfiero mi viene da vomitare. Emilio Di Caterino  non l'ho mai incontrato. " Setola afferma di non essere stato il mandante dell'omicidio di Umberto Bidognetti, avvenuto in una masseria di Castel Volturno: " Io non sono stato il mandante dell'omicidio di Bidognetti Umberto. Semmai - ha dichiarato in video conferenza stamattina - io ce l'ho con Domenico Bidognetti per colpa del quale ho preso un ergastolo nel processo Pagliuca - Genovese, omicidio in cui non c'entro. Ho seminato fiori e sono uscite spine. Vuole sapere da me chi sono gli esecutori dell'omicidio di Umberto Bidognetti? Io non sono Domenico Bidognetti, io non sono un pentito, io sono Setola".