Politica

MONDRAGONE. La proporzione Cennami sta a Graziano, come Schiappa e Davidde stanno a Paolo Romano, porta l'acqua del Pd ad un nuovo assetto dell'Asi e degli enti strumentali

Altro che larghe intese... all'orizzonte una fuga di supporters dal Pd sia nella città ai piedi del Petrino, sia nel territorio provinciale.


di Massimiliano Ive MONDRAGONE - Qualcosa bolle nei rivoli più remoti del Pd casertano, che paradossalmente traggono origine dal rigagnolo politico artificiale realizzato da Achille Cennami ai piedi del Petrino. Cennami, per restare in tema di corsi d'acqua, è il ruscelletto affluente dell'ex parlamentare Stefano Graziano, che in questi ultimi tempi ha un ramo fluviale che tende verso quel carrozzone, pardon ente strumentale dell'Asi. Guarda caso anche i torrenti affluenti di Paolo Romano del Nuovo Centro Destra, lo Schiappa e il Davidde negli ultimi mesi hanno deciso di portare acqua nuova verso l'Asi.... Vi ricordate il fatto dell'estinzione da parte del Comune di Mondragone del vecchio debito con l'Asi? Ebbene, sembra quasi che queste acque tendono tutte verso una sola direzione che giustifica, anche in ambito provinciale, la discussa scelta della segreteria del Pd di aprire, alla vigilia delle elezioni Europee e delle future Regionali, il partito alle larghe intese col Nuovo Centro Destra. Discussa scelta, in quanto come avevamo annunciato all'inizio del nostro articolo, in questi giorni, proprio in virtù di una posizione politica assunta dalla segreteria provinciale del Pd e non dalla direzione dei democratici, il fiume Pd in provincia di Caserta potrebbe perdere acqua da tutte le parti e qualcosa si agita già in seno alle piccole realtà locali, a partire da Mondragone. Nodo cruciale di questa vicenda politica basata sull'apertura del Pd al Nuovo Centro Destra per sancire nuovi assetti ed equilibri all'interno degli enti strumentali e nelle amministrazioni cittadine, è quello pertinente la linea di confine politica che non delinea più il perimetro del partito, rappresentato a Caserta da Vitale, dallo schieramento politico di Paolo Romano. Una commistione di interessi e culture che arrivano a giustificare anche il caso Mondragone, ma che nel contempo è la causa di malumori politici che da qui a qualche settimana genereranno e faranno emergere tensioni assopite dal congresso. In embrione c'è la volontà di chiedere un ritorno alla riscoperta identitaria dei valori del partito riformista della sinistra, strada che il Pd casertano e quello mondragonese hanno lasciato da tempo. La logica degli oppositori alle larghe intese pone le sue radici ideologiche nella genesi della giustificazione politica del caso Mondragone, in relazione all'apertura al Nuovo Centro Destra. Allora, in linea di massima, potrebbe costruirsi un'alleanza con Forza Italia, visto che Renzi si è incamminato lungo il sentiero delle riforme, grazie al contributo di Berlusconi. In ogni caso una frangia del Pd, vede questa commistione di interessi locali, nonchè di quelli provinciali, come un irreversibile depauperamento dell'identità del partito. Se poi a questo si aggiunge l'ipotesi di riformulare gli assetti politici dell'Asi e degli enti strumentali provinciali ecco che la proporzione matematica del Cennami sta Graziano, come Schiappa e Davidde stanno a Paolo Romano è più vera che mai.