Politica

L'EDITORIALE. Per una volta faccio il serio e vi spiego perché Mario Pagano, Nino Crispino, Traettino, Della Gatta & C. non possono essere credibili come costituenti di un partito degli imprenditori

Stamattina per rispetto, lealtà e riconoscenza nei confronti di chi ci aveva fatto giungere la notizia, non avevamo speso commenti, stasera, invece, l'arrivo di un comunicato stampa in cui si dice ufficialmente che questo è un partito che vuole presentars


CASERTA - Dato che questo episodio della cena organizzata dall'ex presidente dell'Unione Industriali di Caserta, Nino Crispino, ieri sera, giovedì, in un ristorante della città, è diventata, evidentemente come conseguenza della notizia data stamattina, addirittura un comunicato stampa, in cui si annuncia addirittura la nascita di un partito definito testualmente degli imprenditori, allora è giusto spendere una parola. Beh, vedendo i nomi coinvolti, da Crispino a Traettino, da Funari a Della Gatta, da Antonio Farina a Mario Pagano, questa è veramente una notizia sensazionale. Una sorta di nemesi storica, autoindotta, lodevolmente autoindotta. Perché chi per decenni ha preso molto spesso parassitariamente, dalle casse pubbliche, l'alimento per i propri vertiginosi fatturati, chi è stato titolare di appalti pubblici, di cocnessioni, di licenze edilizie spesso a dir poco acrobatiche, chi ha fatto del cemento, del mattone uno strumento per moltiplicare esponenzialmente i propri utili, grazie alle possibilità offerte da una politica prona, consociativa, collusa, oggi (a proposito, c'eravamo dimenticati l'ingegnere Penzi, quello che le ha buscate in consiglio comunale sull'hausing 1) scendono in campo direttamente, ci mettono la faccia. Bene, applausi. Siccome, ci informa il comunicato che pubblichiamo qui sotto, l'obbiettivo sarebbe quello di presentare candidature alle prossime regionali e alle prossime elezioni comunali, è bene che molti di questi qua si diano subito da fare per rimuovere il milione, milione e mezzo di incompatibilità e di conflitti di interessi che renderebbero impraticabile una loro candidatura. Il problema, ma questo è un argomento che ci piacerà sviluppare nei prossimi giorni, non è costituito dal fatto che gli imprenditori, delusi dal rapporto con la politica, che non sa creare le condizioni per uno sviluppo equo, che dia a tutti le stesse possibilità di affermare le proprie idee e i propri progetti imprenditoriali, decidano una rivolta, decidano di scendere in campo direttamente. Sarebbe normale che nel nordest accadesse questo come evluzione conclusiva di un processo che ha connotato l'espressione del consenso democratico di queste categorie di identità protestataria, prima con il voto alla Lega, poi con quello dato al 5 stelle, sempre nell'ambito di un'idea poi tradita e fallita di considerare Silvio Berlusconi come l'uomo in grado di realizzare una vera rivoluzione liberale. Il problema è che questo ceto idnustriale casertano non possiede né requisiti politici, né requisiti professionali, né requisiti di rappresentatività della galassia effettiva delle imprese del territorio per diventare addirittura agenzie da cui parte una rivolta nei confronti della politica imbelle, perché con questa politica imbelle, molti degli imprenditori presenti nel ristorante di Caserta, ieri sera, hanno fatto affari d'oro, hanno fatto girare prima miliardi e poi decine di milioni di euro. Leggendo i nomi, l'idea che mi sono fatto è che l'unica colpa che i partecipanti al conviviale di ieri danno alla poltiica di oggi è quella di essere talmente scarsa da non riuscire più a mettere in funzione quei meccanismi che rendevano gratificante l'attività imprenditoriale di questi qua, come ha dimostrato ampiamente proprio la vicenda dell'hausing 1. Dunque, niente di nobile, solo un sistema che si è inceppato e che magari attraverso qualche buona idea collegata ai progetti per il Macrico può tornrare a funzionare, magari organizzando una nuova grande cena a cui invitare anche quei politici che, noostante le ristrettezze della spesa pubblica che ha bloccato molte mangiatoie hanno imparato a fare le cose per bene come i loro predecessori. Vero, Pagano? Gianluigi Guarino   QUI SOTTO IL COMUNICATO STAMPA A Caserta nasce il partito degli imprenditori Prima verifica: elezioni comunali di Caserta e Regionali   Nasce il partito degli imprenditori casertani. In crisi di rappresentanza, come cittadini prima ancora che imprenditori, un centinaio di industriali casertani hanno deciso di scendere in politica e costituire un partito. E’ questo il senso dell’appello lanciato, ieri sera, presso il ristorante Di Vino nella frazione di San Benedetto, dal past president di Confindustria Caserta, ingegnere Antonio Crispino, cui ha risposto il fior fiore dell’imprenditoria locale che, con l’ausilio di autorevoli rappresentanti del mondo delle professioni, ha dato vita ad un apposito Comitato per la redazione del programma politico. Ne fanno parte il presidente dei costruttori di Confindustria Caserta, Gianluigi Traettino, il past president dell’associazione degli industriali Antonio Farina, il presidente dei giovani imprenditori Vincenzo Bove, gli avvocati Domenico Santonastaso, Luigi Caterino, Vittorio Pisani e Augusto Imondi, i medici Franco Mascia e Leonardo Caracciolo e il commercialista Sandro Casale. “La nostra è una città senza idee, senza progetti e soprattutto senza rappresentanza”, ha esordito Crispino. “Siamo governati da una classe politica corrotta e inadeguata. Un tempo, le nostre imprese contavano 20 mila dipendenti, oggi ne contiamo forse in tutto 300. E non per colpa nostra, ma della politica che non propone e non fa. Così non si può andare avanti, non si può stare più alla finestra e guardare, occorre impegnarsi in prima persona”. “Insomma, bisogna organizzarsi e sostituirsi all’attuale classe politica che non è in grado di rappresentarci né come città, né come provincia, né come regione”. Un pensiero che è stato – sia pure con più che plausibili sfumature – condiviso unanimemente dagli imprenditori, tra cui spiccavano esponenti di primo piano del mondo confindustriale locale (l’attuale presidente dell’associazione di Via Roma, Luciano Morelli, i past president Antonio Della Gatta, Carlo Cicala e Antonio Farina) ma anche nuovi imprenditori di successo (i patron della Iuve Caserta Carlo Barbagallo e Raffaele Iavazzo), i vertici di Pmi Campania (in prima fila il presidente Gustavo De Negri) oltre ad autorevoli esponenti – come si è visto – del mondo delle professioni (si veda l’elenco completo a parte, ndr). “L’incontro è stato un successo”, ha sottolineato Crispino, che parla di un sentimento diffuso di riscatto non soltanto da parte degli imprenditori, ma dei cittadini, stanchi ormai di una classe politica inadeguata, incapace di disegnare politiche di sviluppo per il territorio. “Avevamo invitato un cinquantina di amici, se ne sono presentati il doppio e tutti, in fondo, hanno condiviso questa linea, anche quelli che per dovere d’ufficio o temperamento non amano sbilanciarsi”, ha aggiunto. Gli industriali, dunque, hanno messo sotto accusa l’attuale classe politica che – a loro dire – non soltanto fa niente per tirare fuori dalle secche questa provincia, ma addirittura ostacola le poche idee che si riescono con difficoltà a mettere in campo, o per ottusa miopia o per inconfessabili motivi. “E’ il caso del programma di edilizia popolare (leggi housing sociale), per esempio – ha spiegato Crispino – che pure forte di autorizzazioni regionale e provinciale, per incomprensibili ragioni è stato affossato dal Consiglio comunale di Caserta. Un piano che non avrebbe messo in moto grandi cifre, ma qualcosa pure avrebbe fatto, dando per esempio occupazione ad una sessantina di persone e movimentando un certo indotto”. In sala l’ingegnere Vincenzo Penzi, promotore del citato programma, a queste parole, ha fatto incetta di applausi, attestati di solidarietà e di stima. Parole, peraltro, che hanno richiamato alla memoria ricordi e nomi della “vituperata” prima repubblica, quando con metodi forse anche meno discutibili di oggi, il territorio era invece tutto un cantiere. E a questo punto è stato l’avvocato Santonastaso a registrare attestati di stima in ricordo del noto genitore. Il convegno è stato aggiornato a quindici giorni, quando la Commissione illustrerà il programma elaborato sulla scorta del dibattito, e dunque sarà fissato il timing delle prossime iniziative del Movimento politico, che non potranno non essere che le elezioni comunali di Caserta (“sempre che il sindaco non sarà deposto prima del tempo”, è stato più da uno aggiungo) e regionali del prossimo anno. L’incontro è stato concluso da una pasta al filetto di pomodoro e pesto, una bistecca ai ferri e, per concludere, un babà portafortuna. Di seguito – tra numerosi altri – gli imprenditori e i professionisti che hanno partecipato alla riunione: Antonio Crispino, Antonio Farina, Francesco De Biasio, Sandro Casale, Luigi Pezone, Antonio Pezone, Katia Giordano, Franco Canzano, Carlo Izzo, Antonio Di Pietro, Gianmarco Carozza, Raffaele Dennetta, Angela Renga, Pasquale Di Giovanni, Enzo Chirico, Emilio Tambaro, Valentina Crispino, Gianluigi Traettino, Francesco Landolfi, Mimmo Santonastaso, Sebastiano Corvino, Michelino Izzo, Francesco Bonavolontà, Alfonso Letizia, Luciano Morelli, Raffaele Tartaglione, Salvatore Tartaglione, Massimo Pellino, Mario Pagano, Raffaele Pezzella, Riccardo Van Den Hende, Gianni Mincione, Gaetano Barbarano, Vincenzo Bove, Manfredi Paterniti, Gigi Del Rosso, Franco Migliaccio, Francesco Mascia, Clemente Izzo, Carmine Diana, Augusto Imondi, Achille Callipo, Gustavo De Negri, Leonardo Caracciolo, Antonio Della Gatta, Raffaele Iavazzo, Andrea Funari, Vincenzo Penzi, Francesco Di Rienzo, Carlo Barbagallo, Elio Pacifico, Tommaso Cervone, Fulvio Fiorillo, Pietro caturano, Francesco Crispino, Luigi Caterino, Giuseppe Altieri, Carlo Cicala, Clemente Pascarella, Salvatore Balivo.