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ESCLUSIVA CASERTANA. Come volevasi dimostrare: quella stronzata della gestione alla "volemose bene" non si può fare. La vieta la legge. Pannone litiga con Del Gaudio, Mazzotti dà l'altolà

Come avevamo largamente preventivato tutti nodi sono arrivati al pettine


CASERTA - Avete "pazziato" bene? Vi siete divertiti a sparare cazzate, trasformando il diritto amministrativo, l'articolo 42 del testo unico sugli enti locali, le norme contenute nel codice degli appalti in fantasmi da non considerare, da non vedere, a cui non inchinarsi come ogni cittadino ed ogni pubblica amministrazione deve fare nei confronti della legge? Avete liquidato gli articoli di CasertaCE con la solita alzata di spalle, ritenendo che siccome si trattava della Casertana, del futuro della squadra di calcio più amata, si potesse neutralizzare ed azzerare il diritto, trasformando la vicenda della gestione del Pinto in una sorta di zona franca, in cui la legislazione vigente non conta un fico secco? Il sindaco Del Gaudio che, poi si arrabbia se gli diciamo che non è all'altezza di svolgere la sua funzione, riteneva che l'affidamento dello stadio alla Casertana fosse una questione da trattare come si tratta la sagra della pasta e fagioli. Poi qualcuno, di quelli che la sanno lunga, lunghissima, negli uffici dei dirigenti, è riuscito ad attraversare tutta la sua vita professionale senza subire danni, nonostante le operazioni spericolate, rischiosissime, che ha messo in piedi soprattutto sul terreno dell'edilizia e dell'urbanistica, ha detto al sindaco che lo stadio Pinto è un bene di proprietà di tutti i Casertani, cioè dei Casertani a cui interessa la Casertana, ma anche di quelli che di calcio e della Casertana non si interessano. Ed essendo un bene pubblico Mazzotti ed il Ragioniere capo Santonastaso hanno detto a Del Gaudio che quella roba del contributo di centomila euro, dell'affidamento diretto, di quella sorta di permuta, del "io faccio l'erba sintetica e tu mi fai gestire, in sostanza gratuitamente, l'impianto dove poi organizzo le mie attività, scuole calcio, eventi, ecc." non si può fare. Esattamente come ha sempre sostenuto CasertaCE. Questa storia del Pinto è l'ennesima dimostrazione di quanto incapace, pusillanime, incolta sia la classe politica della città capoluogo. A partire dai consiglieri comunali, i più stupidi in assoluto, che non sono stati cazzi di leggersi il contenuto chiarissimo dell'art. 42 del TUEL, il quale attribuisce al consiglio comunale la titolarità esclusiva di decidere se esternalizzare la gestione di beni comunali o se mantenerla in un regime di esercizio diretto. Quella schifezza, quell'aborto di ordine del giorno, votato dal consiglio comunale di Caserta, non significa assolutamente un tubo. C'è scritto che occorre fare in modo di dare una mano alla Casertana. Ma la legge non attribuisce ad un consiglio comunale di esprimersi in questa maniera, dentro ad un procedimento amministrativo che riguarda la potestà sulla destinazione e sulla gestione di un bene pubblico, sia esso il Pinto o anche l'ultimo vespasiano rimasto nel più remoto vicolo della città. L'effetto di quella schifezza di ordine del giorno votato è stata ancor peggiore materializzandosi nella delibera di giunta in cui, con delle acrobazie lessicali, si dice tutto e niente e si delega al dirigente di stipulare questo accordo, questa convenzione, attraverso cui la società rossoblù andrebbe a gestire lo stadio Pinto. Quando l'incartamento è arrivato sulla scrivania di quel "marpione" di Mazzotti, il quale non è certo riuscito a scampare centomila pericoli della sua vita per poi passare un guaio, di cui non gli interessa un tubo, ha detto a Del Gaudio "Ué, Pio. Ma tu veramente credi di poter affidare il Pinto alla Casertana dandogli anche un contributo senza una procedura concorsuale, senza una gara, pensando di trovarti in un supermercato a comprare caramelle?" Come si fa a ragionare in termini seri, quando dall'inizio non si è affrontato, a monte, la questione degli ingenti debiti che la Casertana ha nei confronti del comune di Caserta solo relativamente all'utilizzo del Pinto per le partite. Il comune dovrebbe incassare, secondo la convenzione vigente, più di 3.000 euro a partita, la Casertana ne da a malapena 75. Ora, il problema non è quello di chiudere un occhio o meno. Questo è un comune dissestato, fortemente attenzionato dalla Corte dei Conti, che è un organismo che un mese fa, proprio per lo stesso motivo, proprio perché il Napoli, che si sente a riguardo in conflitto con il Comune, non paga il canone del San Paolo da molto tempo, ha ordinato il sequestro di 3 milioni di euro, bloccati sul conto corrente della SSC Napoli. Si sarebbe potuto pensare ad un ipotesi di questo tipo. Cerchiamo di dare una mano noi di CasertaCE ma a questo punto è tardi, troppe stronzate sono state fatte a causa della superficialità, dalla dabbenaggine, della giocondità con cui si affrontano cose serie. Fermo restando che la via maestra, inevitabile, era e resta quella di una gara per l'affidamento. Si sarebbe potuto chiamare la Casertana facendole questo discorso: "Tu costruisci il campo in erba sintetica. Se spendi 400 mila euro, mettiamo a confronto questa cifra con i crediti che io, Comune, vanto nei tuoi confronti. Dopo di che, stabiliamo in una convenzione: quante ore al giorno tu, Casertana, utilizzi il campo. Ed in base a questo tempo mi riconosci un canone. Un canone che tutto sommato riusciresti facilmente a compensare attraverso la gestione delle attività, realizzate in quelle ore. A partire da quelle relative alla scuola calcio". In questo modo la Casertana potrebbe avere la gestione di fatto, se non formale del Pinto, mentre il Comune, da proprietario, avrebbe messo tutto le carte a posto. Fermo restando la questione della gara che, secondo noi di CasertaCE, non è facilmente superabile. Questo sarebbe capitato in un posto amministrato da gente più competente. Invece, Pannone, l'altro giorno, ha litigato con tutti, perchè alla Casertana, il sindaco Del Gaudio non ha avuto il coraggio di dire tutta la verità. Alla Casertana sono state fatte promesse che la legge non consente di mantenere. Ci fermiamo qui, tanto questa storia ormai andrà a complicare ulteriormente le cose del Comune e della Casertana. Lunedì prossimo, 31 marzo, ci sarà un incontro tra il sindaco Del Gaudio, il presidente Lombardi e l'altro azionista Pasquale Corvino. Vedremo cosa succederà. Gianluigi Guarino