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CASERTANA, l'analisi - Un punto alla festa ma diversi nodi da sciogliere

I Falchetti non sanno più vincere, Corvino: "Manchiamo di personalità". Ed ha ragione. Ma ora bisogna programmare il futuro


LA FESTA RINVIATA - Ieri poteva essere la giornata della matematica promozione in Serie C per la truppa di Ugolotti, ma così non è stato. Nonostante nessuna tra Chieti, Aversa Normanna e Tuttocuoio siano riuscite a vincere. E' venuta a mancare la condizione necessaria per far partire la festa in città: il successo rossoblù. Una vittoria che non è arrivata perché "la squadra è stanca, dopo aver dato tanto nella fase centrale del campionato", secondo Ugolotti e perché i Falchetti "stanno mancando un po' di personalità", ha detto il dirigente Corvino. Entrambe le cose dette dagli esponenti rossoblù sono assolutamente vere. La Casertana ha superato se stessa quando è arrivata a fare diciannove risultati utili consecutivi, ed ha avuto il merito di mettere da parte un bottino di punti tale che un pareggio contro l'Arzanese lasci il tempo che trova. Di certo, però, i Rossoblù devono avere l'obbligo morale di continuare a lottare e di mostrare quella personalità necessaria per chiudere in bellezza un anno straordinario. Una personalità che nel calcio, spesso, è figlia delle motivazioni, le quali, attualmente, stanno un po' mancando ai gladiatori della Casertana, che hanno dato il meglio di se contro il Teramo ed hanno sempre sofferto con le squadre che gli sono dietro e vogliono conquistare i loro obiettivi stagionali, vedi Aprilia o gli impegni casalinghi di ieri e contro la Vigor Lamezia. ERRORI DEL CAMPO - Poco brillante, nella lettura della partita, ci è sembrato, stranamente, Guido Ugolotti. Nel primo tempo, il modulo con Agodirin a fare la prima punta, ha dato i propri frutti solo in un occasione, sprecata malamente dall'attaccante nigeriano, ma poi l'ex Latina ha sempre sofferto la fisicità avversaria. Peccato che per inserire la punta di peso, che ha cambiato il volto della sfida (insieme all'inserimento di un tonico Correa), si è dovuto aspettare di subire il gol degli ospiti. In più, continuiamo a ritenere che Mancino è troppo distante dalla porta. La sua classe sembra penalizzata dal ruolo di esterno alto, troppo schiacciato sulla linea di fallo laterale. IL FUTURO - Chiaramente tutti questi nodi verranno al pettine tra qualche settimana, quando "si penserà a programmare il futuro". Con Ugolotti o meno? Con quali giocatori di questa attuale rosa? Con finalmente una prima punta in grado di essere un punto di riferimento per tutta la piazza? Vedremo. Di certo c'è che ieri s'è sbloccato Vincenzo Varriale. E' il sesto gol (su 31 totali) del parco attaccanti casertano (Caturano 2, Baclet 2, Favetta 1, Varriale 1). Troppo poco. Raffaele Cozzolino