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ESCLUSIVA CASERTA. Maria Felicita De Negri "azzerata" sul Belvedere. Scompaiono i vincoli culturali, si va verso bar, ristoranti e abbuffate

Incredibile ma vero: attraverso una delibera approvata in giunta lo scorso 18 marzo fa è stata revocata quella del giugno 2012 attraverso cui l'assessore alla cultura, ormai privata di ogni benché minima funzione, era riuscita a frenare la deriva mercant


CASERTA - Ricordiamo bene il momento in cui Casertace pubblicò in esclusiva la notizia di un piano tenuto segreto e attraverso il quale l'amministrazione comunale di Caserta puntava a fare del Belvedere di S.Leucio uno strumento fondamentalmente commerciale ponendo al servizio del commercio e non, badate bene, dell'economia intesa come sistema, il secondo monumento per importanza della città, e cioè il Belvedere di S.Leucio. Quell'anticipazione giornalistica, aprì gli occhi dell'assessore alla cultura De Negri, la quale pretese che nella delibera 77   sulle modalità di gestione, fosse inseriti dei paletti ben precisi relativi alla tutela del monumento per evitare che questo fosse trasformato in una sorta di baraccone. Quella delibera la De Negri non la votò. Non si è mai sapute perché nonostante l'inserimento di quelle clausole fosse insoddisfatta o se a causa di una semplice impossibilità a partecipare a quella seduta di giunta. In quell'atto amministrativo, veniva comunque prevista un'azione di produzione di servizi commerciali all'interno del monumento, ma questa era giustamente subordinata al tema della salvaguardia, alla tutela dell'identità storico culturale del Belvedere. In un posto qualsiasi del mondo avrebbero detto "e ci mancasse pure...". Qui a Caserta il nostro giornale potè godere della intima soddisfazione di aver fermato l'ennesimo sacco secolare, analfabeta del patrimonio storico di Caserta. Dall'approvazione di quella delibera sono trascorsi quasi 2 anni. In questi giorni una nuova delibera azzera quelle clausole di salvaguardia, quei paletti da cui non si sarebbe dovuto prescindere nell'azione di ristrutturazione del Belvedere. L'atto in questione è N° 44 anche in questo caso, ma crediamo per altri motivi, l'assessore De Negri è stata assente. E neppure crediamo che sia stata interpellata prima di smontare l'impalcatura della precedente delibera. Tutto viene rimesso nelle mani non di uno storico dell'arte, non di un dirigente che si avvarrà di studiosi e di esperti nella materia della conservazione dei beni culturali, ma del signor Maurizio Mazzoti, che, nella sua vita biologica e, ancor di più, nella sua vita professionale si è dedicato ad altro, anzi, a ben altro. Come dar torto, allora, al consigliere comunale, Luigi Cobianchi, che ancora una volta, rendendo un servigio a questa città, è riuscito a raccogliere l'aspetto inquietante, pericoloso di questa delibera di giunta. Come dargli torto quando commenta, con disarmante e colta ironia, l'accaduto utilizzando una nota citazione tratta dal De Bello Gallico perchè riteniamo giusto combattere con l'arma della cultura del latino, in questo caso non latinorum, il rozzo attacco ai più puri valori culturali della città di Caserta. Magnis itineribus Caesar in Aeduorum fines pervenit Gianluigi Guarino