Cronaca Bianca

MARCIANISE. Lsu, ora è rivolta vera. Domani, giovedì, assemblea: "Basta lavorare per il Comune ed essere trattati come dipendenti di serie C"

Gli Lsu operanti nel municipio di Marcianise, che dovrebbero rappresentare il personale di supporto, svolgono, invece, esattamente lo stesso lavoro dei dipendenti comunali, con la differenza che al Comune costano solo la modica cifra di 400 euro mensili


comune-di-marcianise       MARCIANISE - I 40 Lavoratori Socialmente Utili di Marcianise vivono da tempo una preoccupante situazione di precarietà dal punto di vista lavorativo e contributivo. Premessa chiarificatrice: ai sensi della legge  468/97, gli Lsu possono essere utilizzati dai vari enti pubblici (per 80 ore mensili a circa 500 euro, pagati dall’Inps e senza il versamento di alcun contributo) che ne abbiano fatto richiesta ai settori di competenza, dettagliatamente elencati nell’ambito della stessa legge. Gli Lsu di Marcianise, con il passare del tempo, sono stati gradualmente allontanati dai loro progetti originali (di cui non sappiamo darvi conto, considerando che  nemmeno il Comune è più in grado di dire quali fossero questi progetti) e piazzati nei posti vacanti dell’ente comunale, ossia dove mancava personale, per svolgere le stesse mansioni che sarebbero spettate ai dipendenti comunali. Per questa occupazione, alle 80 ore di cui dicevamo prima, si aggiunge un supplemento di ore, pagato, questo, dal Comune, utile al raggiungimento dello stesso numero di ore di lavoro di un dipendente comunale. Al Comune questa integrazione costa circa 400 euro mensili. A conti fatti, gli Lsu che operano nel municipio di Marcianise svolgono esattamente lo stesso lavoro dei dipendenti, con la differenza che al Comune costano solo la modica cifra di 400 euro mensili ciascuno. Ma la beffa, e questo purtroppo la legge lo consente, è che se gli Lsu si assentano, ferie o malattia non fa differenza, non vengono retribuiti, con conseguente decurtazione dei giorni d'assenza dallo stipendio. Ora, se è vero che tutto questo è consentito dalla legge, la stessa legge non consente certo che tali lavoratori possano essere utilizzati al posto dei lavoratori dipendenti. Gli Lsu devono rappresentare, infatti,  il personale di supporto, non quello "titolare":  questo significa, per esempio, che non possono stare agli sportelli, non possono mettere firme, non possono accedere a documenti sensibili che ledano la privacy dei cittadini, non possono essere responsabili della gestione di un ufficio. C’è da sottolineare, comunque, che l’integrazione allo stipendio, da parte del Comune, non è obbligatoria, e molto spesso gli Lsu, pur di ottenerla, sono disposti anche ad accettare una tale forma di sfruttamento malcelato. Un primo passo verso la stabilizzazione è stato compiuto dal precedente governo con la pubblicazione della legge 125 del 30/10/2013, in merito alla razionalizzazione della pubblica amministrazione. Dopo il blocco delle assunzioni dovuto al patto di stabilità di Brunetta, questa legge consente, ai Comuni che ne hanno la possibilità e che non sono in dissesto (il comune di Marcianise è uno dei più attivi della provincia di Caserta), di poter utilizzare il 50% delle spese di personale risparmiate l’anno precedente a favore della stabilizzazione dei lavoratori con contratto a tempo determinato che negli ultimi cinque anni abbiano lavorato almeno tre anni (anche non continuativi) e degli Lsu. Tale legge istituisce anche una graduatoria a livello regionale che dovrà servire come bacino per future stabilizzazioni: questa graduatoria è stilata in base all’anzianità di età, di servizio e ai carichi familiari (in queste settimane la Regione Campania ha provveduto a inviare un modello di autocertificazione degli Lsu per la formulazione di tale graduatoria). Ad occuparsi attivamente della situazione più che critica dei Lavoratori Socialmente Utili di Marcianise è la Felsa Cisl di Caserta: "Stiamo cercando di dialogare con questa amministrazione da quando si è insediata – ha spiegato Angelo Vittorio Iodice Magliacano, rappresentante della federazione - Registriamo però un continuo e perseverato menefreghismo. In seguito alla legge 125, abbiamo chiesto a questa amministrazione di stabilire quali fossero i fondi disponibili per iniziare un percorso di stabilizzazione che via via possa risolvere il problema della precarietà dei 40 Lsu impegnati presso il Comune di Marcianise. Al momento nessuna risposta”. “L’anno scorso - continua Iodice Magliacano - le somme da destinare all’integrazione, già misera di per sè, degli Lsu non erano certe, ma tramite un nostro intervento riuscimmo a far mettere una pezza fino alla fine dell’anno. Chiediamo sicurezza su tale somma anche per il 2014”. Varie volte la Felsa Cisl di Caserta ha spiegato all’amministrazione De Angelis che gli Lsu non sono lavoratori dipendenti e, dunque, per esempio, non possono essere soggetti a visite fiscali quando si assentano dal lavoro (peraltro, come dicevamo prima, la malattia non viene loro retribuita), ma puntualmente questo avviene. E’ da prima di Natale che gli Lsu e i loro rappresentanti sindacali cercano di incontrarsi con il sindaco, il segretario comunale, l’assessore al Personale, Filppo Topo, e l’assessore al Bilancio, Enrico Accinni, per discutere di tali problematiche. Ma le loro richieste di incontro non sono ancora state accolte. E’ per questo che, da lunedì scorso, gli Lsu marcianisani hanno dichiarato lo stato di agitazione. Ieri mattina c’è stata una riunione spontanea nella sala antistante la sala consiliare, durante la quale si è deciso di rimandare la discussione ad un’assemblea fissata per domani, giovedì 20 marzo, alle ore 10, in sala consiliare. I lavoratori sottoscriveranno un documento che consegneranno al sindaco, nel quale dichiareranno di voler fare gli Lsu, non i dipendenti comunali, con tutte le conseguenze e i disservizi che ne verranno.   Maria Concetta Varletta