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BASKET, JUVECASERTA AMARCORD Davide Ancilotto

La sfortunata storia di Davide Ancilotto.


IBN è intitolata a Davide Ancilotto, uno dei pochi cestisti di cui il Tg 1 abbia mai parlato…purtroppo.
Davide Ancilotto nasce a Venezia il 3 gennaio 1974 e, come spesso succede, da piccolo si avvicina al calcio ma, forse per le difficoltà a gestire il suo fisico imponente o per un improvviso colpo di fulmine, a tredici anni entra a far parte delle giovanili del Basket Mestre del presidente Celada. Il ragazzo si inizia a mettere in luce fin da subito tanto da convincere il patron della BC Mestre di avere tra le mani un fenomeno. Davide è alto 2,01 m e prova diversi ruoli prima di trovare la sua dimensione nello spot di guardia dove, per la sua atipicità fisica, mette in difficoltà gli avversari. Di Ancilotto non si ricorda di certo lo stile ma bensì la concretezza del suo gioco.
“Cascarea”, come era soprannominato da bamabino,arriva a Caserta nel 1990 all’età di sedici anni, in anni in cui a Caserta il settore giovanile era una cosa seria. Nel primo anno all’ombra della Reggia vede la sua prima squadra conquistare lo scudetto ma dopo aver raggiunto la vetta c’è sempre la discesa e per la Juve Caserta la discesa è forse un po’ troppo brusca. Nella prima stagione in prima squadra Davide realizza 16 pt in sette partite, l’anno successivo 75 pt in 21 match, nella stagione 93/94, l’anno della retrocessione, ne fa 311 in 35 partite e tocca l’apice in bianconero con 14,2 pt di media a partita (467 pt in 33 gare) con 1,7 assist a partita ed il 33,8% (24/71) da tre punti in A2 l’anno successivo. La dimensione casertana non gli si addice più e per la stagione 95/96 si trasferisce a Pistoia dove migliora ulteriormente le sue statistiche arrivando a 16,7 pt di media con 2,7 assist. L’esperienza vissuta in Toscana gli fa guadagnare la chiamata della Virtus Roma allora targata Telemarket, preferita dal giocatore agli spagnoli del Badalona. Nella sua ultima stagione Davide realizza gli stessi punti di media dei tempi di Pistoia alzando però la percentuale del tiro da tre punti ed incrementando leggermente la media assist.
Nell’agosto 1997 a Gubbio va in scena una partita amichevole tra la Telemarket ed i francesi del Nancy, l’ultimo canestro di Ancilotto e un arresto e tiro dopo aver percorso tutto il campo in palleggio, sul ribaltamento di fronte non va a segno il tiro dall’angolo dei francesi e Roma riparte in transizione mentre Davide si avvicina a coach Caja per chiedere il cambio e poco dopo si accascia al suolo per un aneurisma cerebrale . Il trasporto prima all’ospedale di Gubbio e poi al “San Filippo Neri” di Roma sono inutili, Davide Ancilotto muore il 24 agosto 1997 all’età di 24 anni. Ai suoi funerali ci fu una tregua nella rivalità tra casertani e romani perché lo sport divide per poi riunire nei momenti che contano. E’ stato ricordato nell’ultimo incontro tra Caserta e Pistoia con un toccante applauso da parte del pubblico del PalaMaggiò. Resta il dubbio se avesse sfondato nella pallacanestro che conta e se forse questa tragedia si sarebbe potuta evitare, ma soprattutto resta quella targa all’ingresso della curva bianconera che da ancora più valore ad un luogo già cestisticamente sacro.
Emanuele Terracciano