Cronaca Bianca

ESCLUSIVA OSPEDALE DI CASERTA. Le promozioni del piano aziendale metteranno la struttura nelle mani di Paternosto e Iovine. Il caso Tina Gallo e i super poteri del direttore sanitario

Continuiamo il nostro viaggio nei contenuti del piano aziendale, scritto (?) da Paolo Sarnelli, cofrontandolo con le prescrizioni delle linee guida, tratte dal decreto 18. In calce all'articolo il confronto testuale tra quello che prevede lo stesso decret


CASERTA - Il piano aziendale dell'ospedale di Caserta, immaginato dal commissario straordinario Paolo Sarnelli è significativamente ritagliato, a nostro poco sommesso avviso, sulle professionalità, diciamo così, legate al carro politico e clientelare-burocratico di Diego Paternosto. Ci hanno chiesto di essere più succinti rispetto alla prima puntata di questo nostro viaggio, finalizzato a confrontare ciò che è scritto nelle linee guida, approvate dalla Regione Campania, nel famoso decreto 18 del 18 febbraio 2013 con quello che Sarnelli, che dovrebbe, in teoria essere attaccato come il Vinavil ai principi e alle prescrizioni del decreto 18, partorito dai suoi attuali datori di lavoro, ha scritto nel suo piano aziendale. Tenendo conto della complessità della materia cercheremo di essere brevi, ma allo stesso tempo rigorosi nelle argomentazioni e nel richiamo documentale dei loro contenuti. Prima di occuparci nel dettaglio di questo confronto, partiamo dalla spiegazione della nostra prima affermazione. Un ospedale targato Diego Paternosto e Carmine Iovine. Fermo restando la trombatura perentoria dei coniugi Iarrobino, chi va bene, anzi va benissimo nel nuovo schema Sarnelli è la dottoressa Tina Gallo, consorte di Chicco Massa, a sua volta dirigente sanitario all'interno dell'azienda ospedaliera S. Anna e San Sebastiano. La signora Massa passa, nell'idea di Sarnelli dal rango di responsabile della sola Anestesia di Elezione, funzione ereditata dalla Cincotti, andata in pensione, e fondata su un semplice incarico di affidamento temporaneo, a responsabile di Unità Operativa Semplice dipartimentale, in cui oltre all'Anestesia di Elezione, la Gallo dovrebbe assumere, secondo Paolo Sarnelli, anche la responsabilità dell'Anestesia d'Urgenza sottratta al primario Brunello Pezza. Il tutto sotto l'ala del dipartimento di Chirurgia e Specialità chirurgiche. Ma non finisce qui: a Tina Gallo, il veterinario Sarnelli vorrebbe dare anche la responsabilità della Gestione di tutto il Blocco Operatorio, nonchè della Terapia Intensiva Post Operatoria  sottratta a Patrizia Vestini sindaco di Recale ed esponente dell'Udc. Siccome, ci avete chiesto di essere brevi, questa è la prima delle molte pillole che vi regaleremo in questi giorni sulla paternostizzazione e sulla iovinizzazione dell'ospedale Civile di Caserta. Giusto per dire, la Gallo passa dal grado di incaricato a quello di responsabile di Unità Operativa Semplice di dipartimento che non dipende da nessun primario, titolare di Unità Operativa Complessa, ma direttamente dal direttore di Dipartimento, per il quale, relativamente al settore in questione è in atto un giochino che poi vi racconteremo. Protagonisti sono:  Ettore Borsi e Nando Salzano De Luna. Oggi dedicheremo il residuo spazio, rispetto al quale ci siamo autolimitati ad una questione di super poteri. Dire che Sarnelli,  nel suo piano aziendale ha realizzato una interpretazione iperestensiva di ciò che il decreto 18 delle linee guida prevede per il direttore sanitario è dire poco. Per gli appassionati della materia rimandiamo ai due documenti che pubblichiamo in calce a questo articolo. Confrontateli e vedete se ciò che Sarnelli prepara per la direzione sanitaria è coerente e correttamente interpretativo di quello che Caldoro ha firmato nelle già citate linee guida. Noi vi anticipiamo solo qualcosa. Secondo il piano aziendale in gestazione, il direttore sanitario dell'ospedale di Caserta arriverebbe a poter pianificare il budget di tutte le strutture sanitarie. E ancora: arriverebbe anche a pianificare il fabbisogno dell'acquisizione, dell'allocamento, delle risorse umane e tecnologiche e delle valutazioni tecnico sanitarie sugli interventi di ristrutturazione e/o innovazioni edilizie. E' chiaro che qualsiasi indirizzo che le linee guida contengono inerentemente all'organizzazione di agenzie sanitarie tanto importanti, come può essere un'azienda ospedaliera, hanno una finalizzazione generale collegata sempre e comunque al tema dell'offerta di servizi sanitari. Ma questo non vuol dire che ogni prescrizione, come leggerete in basso, può essere interpretata facendo in pratica della direzione sanitaria l'unico organismo operante e regnante che si occupa di cose tipiche della direzione generale, della direzione amministrativa e anche dell'ufficio tecnico. D'altronde se queste cariche esistono, evidentemente devono pur servire a qualcosa. Nella comica redazione firmata da Sarnelli, si dà al direttore sanitario un tratto di onnipotenza. Pensate un pò che proprio a questa figura, oltre a tutta la gestione del traffico dei ricoveri, (ma questo è un feudo che, faccia o non faccia il direttore sanitario, Paternosto governa da decenni), dicevamo, oltre a questo, c'è la vigilanza su tutti i flussi informativi e cioè potere di vita o di morte su quello che viene comunicato all'azienda dal ministero della Salute (Sarnelli ha scritto "ministero della Sanità", e da uno che guadagna 10mila euro al mese ci si potrebbe aspettare quantomeno la superficiale conoscenza sull'ormai annoso cambio di denominazione di questo dicastero), dal Sistema Informativo Aziendale (SIA), cioè di tutte le informazioni e di tutti i sistemi di informazione che all'ospedale arrivano o partono da e verso centinaia di destinazioni. Ma siccome Sarnelli non si è voluto far mancare nulla, ha scritto anche che il direttore Sanitario avrà il potere sul controllo interno, che è una definizione generica, la quale, collegata al Controllo di gestione, pure attribuita ad una UOC sotto la direzione sanitaria, manco a dirlo quella che Sarnelli vuole attribuire a Carmine Iovine, significa potere ferreo, quasi dittatoriale da parte della direzione sanitaria. La speranza è che la commissione regionale per il controllo di verifica sugli atti aziendali, ma, a questo punto, anche il governatore Caldoro vogliano evitare questa porcheria. Gianluigi Guarino   QUI SOTTO LE PREVISIONI DEL PIANO AZIENDALE DI SARNELLI CON I SUPER POTERI FORNITI ALLA DIREZIONE SANITARIA Blocco1     QUI SOTTO LE PREVISIONI DELLE LINEE GUIDA, CONTENUTE NEL DECRETO 18 RELATIVAMENTE AI POTERI DELLA DIREZIONE SANITARIA. VANNO CONFRONTATE CON QUELLO CHE HA SCRITTO SARNELLI Direzione Sanitaria1 Direzione Sanitaria2