Cronaca Bianca

Roccamonfina. Contravvenzioni per chi porta a spasso i cani sprovvisti di microchip

L'operazione del Corpo Forestale dello Stato


ROCCAMONFINA - Sventagliata di multe della Forestale , per i proprietari di cani padronali sprovvisti di microchip.  Contrasto all’abbandono di cani padronali, il Corpo Forestale dello Stato del Comando Roccano, agli ordini del Comandante Francesco  Gemma,  ha multato due anziani per detenzione di cani privi del microchip. Nel corso di servizi mirati a debellare il fenomeno dell’abbandono dei cani, che avviene sistematicamente quasi ogni ora del giorno in tutto il mondo,  i Forestali del Comandante Gemma,  l’altro giorno dopo essersi portati nelle abitazioni di A.Z. di anni 71 e di C.M. di anni 84, entrambi residenti nel Comune di Roccamonfina, constatato la presenza di cani padronali sprovvisti del microchip, hanno elevato nei confronti dei trasgressori la sanzione amministrativa prevista dalla normativa di legge, ossia 154 euro. Gli inadempienti della legge A.Z. e C.M,  che obbliga il proprietario del cane  a munirlo di microchip, prima di pagare la multa dovranno recarsi in uno studio veterinario per mettersi in regola con la normativa, cosi da evitarsi un ulteriore ammanco ai loro portafogli, visto che i Forestali intendono proseguire ad oltranza,  i controlli nei centri urbani dei comuni di loro appartenenza territoriale.  “ Nonostante da qualche anno sia attivo l’inserimento del microchip nei cani, nei cittadini   c’è ancora un po’ di confusione in merito- ha riferito il responsabile di un noto studio veterinario della zona-   Sottolineiamo una cosa: il microchip è obbligatorio per legge, non si tratta di una scelta del proprietario, esiste proprio una legge che  obbliga a inserire il microchip. Questo vale per i cani, ovviamente, in quanto solo loro hanno un’anagrafe canina regionale in cui viene segnalato ogni cane, con il suo microchip e il suo proprietario. Lo so che siamo in Italia e che ognuno di noi si crede al di sopra della legge, ma questo è uno di quei casi in cui la legge vale per tutti. Il microchip arriva poi a sostituire il tatuaggio. Ma che cos’è questo microchip? Prima di tutto cosa non è: non è un GPS! Una delle domande più frequenti che vengono fatte è: ‘Ah, quindi se metto il microchip al cane posso rintracciarlo ovunque col satellite?’. Ma insomma, non si tratta di un sistema di geolocalizzazione e non stiamo neanche parlando di un navigatore satellitare canino. Trattasi di un semplice transponder, una capsula di vetro biocompatibile, del tutto inerte, delle dimensioni di 11×2 millimetri che non emette nessun tipo di onda. Quando viene letto dall’apposito lettore di microchip, in dotazione presso i veterinari, i canili e le Asl restituisce un codice univoco di 15 cifre che permetterà di risalire al nome e alla residenza del proprietario. Il microchip nei cani assolve a diverse funzioni: permette di identificare il cane, indispensabile nel caso per esempio di vaccinazioni contro la rabbia, permette di identificare i proprietari, prevenendo così i casi di abbandono. Ricordo che l’abbandono del proprio cane è severamente punibile dalla legge, permette di identificare i cani smarriti e restituirli ai legittimi proprietari, permette di combattere i furti o i rapimenti, il cane identificabile non è rivendibile. Per quanto riguarda il costo del microchip, è applicabile presso l’ambulatorio di qualsiasi veterinario abilitato a inserirli al costo di una visita, variabile a seconda della città e della regione. Altrimenti, ma solo entro il secondo mese di vita, è applicabile o gratuitamente o dopo pagamento del solo costo base del microchip dai Servizi Veterinari della vostra Asl di residenza. Dopo i due mesi, l’ASL o si rifiuterà di inserire il microchip rimandandovi dal vostro veterinario o ve lo applicherà, applicandovi la mora di 80 euro per il ritardo (variabile a seconda dell’Asl)”. Anna Izzo