Cronaca Nera

L'ex sindaco Enrico Parente voleva farli condannare: il giudice assolve i 7 ex dipendenti dell'Egea Service

Gli imputati, tutti difesi dall'avvocato Paolo Raimondo, sono stati assolti dal giudice Cerreto per non aver commesso il fatto


Enrico Parente GRAZZANISE – I rifiuti, direttamente o indirettamente, da un po’ di tempo, hanno condizionato e condizionano questa provincia e nei noti e ciclici periodi di emergenza monnezza la loro incidenza sulla vita sociale di Terra di Lavoro si è ispessita fisiologicamente. Oggi, per esempio, scriviamo di uno di quei casi di influenza dei rifiuti nei confronti di Grazzanise diciamo indiretta. Era il 22 settembre del 2006 e l’allora sindaco Enrico Parente, al suo secondo mandato consiliare, presentò denuncia alla Procura della Repubblica e per conoscenza alla locale stazione di Grazzanise e alla direzione lavoro di Caserta, nei confronti di Michele Grasso, Sebastiano griffo, Antimo Letizia, Nicola Mattiello, Giovanni Parente, Giovanni Petrella e Petrillo Salvatore, tutti difesi dall’avvocato Paolo Raimondo,  perché in qualità di dipendenti dell’Egea Service  “Addetti alla raccolta dei rifiuti solidi urbani cagionavano in quella data – così è scritto testualmente nel capo d’accusa - l’interruzione del suddetto servizio pubblico.” A seguito di questa denuncia i 7 operatori ecologici furono colpiti da decreto penale di condanna (quindi una pena detentiva e non pecuniaria) al quale decisero, però, di opporsi scegliendo di essere giudicati e preferendo così di potersi difendere. Si avviò, dunque, un processo al cospetto del giudice Cerreto, la quale all’esito dell’istruttoria dibattimentale, iniziata nel 2010 e conclusasi ieri, giovedì, ha assolto tutti gli imputati per non aver commesso il fatto. L’accusa, invece, aveva chiesto per gli ex operatori dell’Egea Service la pena 1 anno. Il dibattito intavolato dal legale dei 7 operatori, avvocato Paolo Raimondo, che ha portato loro all’assoluzione si è incentrato sul fatto che i lavoratori stessi, in realtà, avevano già manifestato il proprio stato di agitazione alla luce dei ritardi delle corresponsioni stipendi e, inoltre, avevano già fatto presenti che alcuni mezzi, autocompattatori e apecar, erano privi alcuni di copertura assicurativa ed altri di revisione. “I seguenti dipendenti (i 7 imputati ndr) hanno abbandonato il servizio di igiene pubblica senza effettuare la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Si precisa che tutto ciò è stato organizzato senza alcun preavviso sia da parte dei lavoratori che dei sindacati  aggravando le già precarie condizioni sanitarie in cui versa questo comune…” Questo era quello che l’ex sindaco Enrico Parente aveva scritto nella sua denuncia. Giuseppe Tallino