Cronaca Bianca

IL RETROSCENA. Ospedale, il commissario Sarnelli ripete a mo' di pappagallo i compitini passatigli dalla Costantini, che si autoassolve. Sullo sfondo la guerra tra Paolo Romano e Grimaldi. Povera sanità!

Il pregevole lavoro compiuto da Renato Casella e l'ingenua risposta, scritta in un comunicato stampa, del commissario, rendono evidenti quelle che, fino a 24 ore fa, erano solo delle impressioni non confermate. Seguite il ragionamento e vedete se non è se


CASERTA - Veramente pregevole il lavoro compiuto dal collega (questo sì che merita di essere chiamato collega) Renato Casella, pubblicato ieri sul "Corriere di Caserta" (nessun lapsus, continuiamo a chiamarlo così). Renato Casella è uno dei pochissimi giornalisti validi, insieme a un paio de "Il Mattino", nel lavoro sulla politica e sulla cosiddetta cronaca bianca di questa provincia, e ieri lo ha dimostrato in una pagina intera in cui ha espresso tutta la sua capacità professionale precipua: quella di essere un gagliardo, preciso, infallibile utilizzatore di documenti. Chi sa lavorare sui documenti ha l'abitudine a farlo, non basta leggerli. E anche se il giornale non ti dà la possibilità di esprimere le tue valutazioni, già il mettere in fila, in una gerarchia di rilievo e di importanza, i vari dati assorbiti, non è da tutti. Riconosciuti i giusti meriti all'amico Renato, compagno serio, rigoroso, fedele alla professione, di tante giornate vissute in quella redazione, va anche detto che un lavoro del genere, sul "Corriere" o su "Cronache", che dir si voglia, non sarebbe mai stato pubblicato senza una precisa direttiva di chi di quel giornale, al netto dell'anno e mezzo che va dal dicembre 2003 al maggio 2005, non a caso coinciso con inarrivabili record di vendite, è il vero direttore, e cioè Maurizio Clemente, il quale, a sua volta, prima di dare il via libera, ha parlato, come faceva in pratica ogni giorno ai tempi della mia direzione e come faceva fare al sottoscritto, con Paolo Romano. Ciò può significare due cose: o Paolo Romano si è, finalmente, scocciato dei metodi di lavoro e di esercizio della professione di Diego Paternosto, oggi più che mai, dopo la tutt'altro che adamantina rinomina a capo del dipartimento del Pronto Soccorso, fulcro dei sentieri di potere all'interno dell'azienda ospedaliera, oppure, come seconda possibilità, tutto questo è frutto di una lotta al coltello tra lo stesso Romano e il consigliere regionale caldoriano Massimo Grimaldi, a cui viene collegato un rapporto privilegiato con il commissario Paolo Sarnelli e con la responsabile del Provveditorato Antonietta Costantini. La lunga replica, scritta da Sarnelli nel suo comunicato, che pubblichiamo qui in calce, ci fa propendere per la seconda ipotesi. E questo per un motivo semplice e palmare: uno che, da neanche un mese, è arrivato in ospedale, dove sta per un numero limitato di ore al giorno, e nemmeno tutti i giorni, non può avere cognizione e consapevolezza dei numeri della gestione in modo da considerare i documenti passatigli dai dirigenti uno strumento di lavoro per articolare i propri interventi, le proprie analisi e le proprie dichiarazioni, e non oro colato, così come ingenuamente questo veterinario, che abbiamo impressione non sia proprio granchè come gestore di aziende sanitarie complesse, ha dimostrato di fare nel suo comunicato. Tutti quei numeri a difesa dell'operato dei gestori economici dell'ospedale glieli ha passati la Costantini, e come glieli ha passati, Sarnelli, pappagallescamente, li ha ripetuti acriticamente. Ciò vuol dire che il suo asse con questa Costantini è forte ed è stato costruito a monte, prima ancora che Sarnelli arrivasse a Caserta. Se a questo si aggiunge la conferma, che ai nostri occhi diventa un vero e proprio outing, che in risposta al rilievo, formulato dalla commissione della Regione sull'eccesso di strutture dirigenti nell'ambito del settore amministrativo, sarà il dipartimento della cugina di Nicola Cosentino a saltare, mentre quello della Costantini assumerà ancora più forza e più potere, riteniamo che non si possa certo ridurre al rango di illazione questo asse di ferro tra Sarnelli, Grimaldi e la Costantini. E forse, questo Paolo Romano lo ha percepito al punto da dipingere il suo umore nello specialissimo impegno che il giornale suo amico sta profondendo nel fare le pulci alla gestione dell'ospedale. Perchè uno che è arrivato da un mese, si scalda così tanto e si applica alla difesa di una gestione, rispetto alla quale lui non ha alcuna responsabilità e rispetto alla quale, onorando la sua funzione commissariale, dovrebbe esercitare controlli analitici e non superficiali, ponendosi in uno stato di perseità rispetto a quello che gli viene comunicato dai suoi dirigenti, rispetto a quello che Casertace e, viva Dio, stavolta anche il "Corriere di Caserta" scrivono? Questo comunicato marca Sarnelli in maniera chiara e lo riduce ad una posizione puramente gregariale nei confronti della Costantini. Ohh, veterinario, sveglia! Perchè oltre a snocciolare i numeri dei debiti pagati, questione che abbiamo sollevato noi tirando fuori i due "bollettoni" Enel e Tarsu da 7 milioni di euro, rimasti nei cassetti della Costantini, farebbe bene a scrivere un comunicato informando i cittadini contribuenti su quello che era il valore nominale di questi debiti. Dei 38 milioni di euro pagati, quanti erano nel titolo nominale, e quanti nel conto interessi? Sveglia, veterinario: invece di fare il ventriloquo della Costantini, studi, analizzi, indaghi, faccia il lavoro per cui è stato nominato e per cui è pagato, evitandoci questo spettacolo misero di un tizio che sembra arrivato qui a Caserta con un foglietto in mano di cose da fare già decise nelle segrete stanze, e che, come un simpatico Capitan Fracass,a neppure le riesce a fare, come dimostra la comica vicenda della delibera dei 2mila euro a pro di Bartolomeo Festa, poi clamorosamente revocata. Ieri, martedì, abbiamo avuto un po' da fare. Ma oggi siamo qui, e abbiamo l'intenzione di dedicare diverse ore del nostro lavoro alle vicende sempre più oscure di un ospedale da cui la politica e il lobbismo dei burocrati non vogliono ritirare i propri tentacoli.   Gianluigi Guarino   CLICCA QUI PER LEGGERE IL COMUNICATO STAMPA: VERSIONE SARNELLI